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Co.co.pro.: chiarimenti Inail sulle novità della riforma Fornero

22 febbraio 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 febbraio 2013



L’Inail fornisce istruzioni sulle novità apportate dalla riforma Fornero alla disciplina delle collaborazioni continuative a progetto.

Con una recente circolare [1] l’Inail ha spiegato, punto per punto, tutte le novità sui contratti a progetto introdotte dalla riforma Fornero al fine di contrastare l’uso, da parte dei datori di lavoro, di false collaborazioni che celano, invece, veri e propri rapporti di lavoro subordinato.

L’Inail ribadisce che gli aspetti principali per potersi avere co.co.pro. sono tre:

1) il contratto a progetto deve essere riconducibile a uno o più progetti specifici determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore. Per tale motivo, i mestieri che non sono riconducibili a un progetto specifico non possono essere oggetto di co.co.pro., ma vanno qualificati come contratti di lavoro subordinato (per es.: barista, cameriere, parrucchiere, estetista ecc.);

2) il progetto deve prevedere un risultato finale idoneo a realizzare un interesse obiettivamente verificabile del committente;

3) il progetto non può consistere in una semplice riproposizione dell’oggetto sociale del committente, ma deve avere una specificità e autonomia di contenuti e obiettivi. Per esempio, il progetto assegnato a un collaboratore di una società produttrice di software non potrà avere come oggetto “la produzione di software”, bensì qualcosa di più specifico e idoneo a realizzare un risultato autonomo rispetto all’ordinaria attività produttiva dell’azienda committente.

L’Inail ha illustrato poi le novità rilevanti in materia di retribuzione, obbligo assicurativo e attività di vigilanza.

Retribuzione

Il lavoratore a progetto deve percepire un compenso non inferiore ai minimi salariali applicati dai contratti collettivi nazionali (sottoscritti dalle organizzazioni più rappresentative) ai lavoratori subordinati dello stesso settore e che svolgono mansioni equiparabili a quelle dei lavoratori a progetto.

Qualora non ci sia una contrattazione collettiva specifica, il compenso non può essere inferiore, a parità di durata dell’attività oggetto della prestazione, ai minimi salariali previsti dai contratti collettivi di categoria per i lavoratori del settore che hanno gli stessi profili di esperienza e competenza del lavoratore a progetto.

 

Obbligo assicurativo

La circolare Inail ribadisce la necessità di obblighi di copertura assicurativa contro gli infortuni sul lavoro per i collaboratori a progetto. Il premio assicurativo rimane inalterato: un terzo a carico del lavoratore e due terzi a carico del committente, calcolato in base al tasso applicabile all’attività svolta, sull’ammontare delle somme effettivamente erogate al collaboratore.

Attività di vigilanza

Sempre nell’ottica di un severo contrasto ai falsi co.co.pro, l’Inail fornisce delle linee guida ai funzionari di vigilanza. Questi ultimi, qualora riscontrino l’inesistenza o l’inadeguatezza del progetto rispetto ai requisiti previsti dalla nuova disciplina, devono procedere all’immediata riqualificazione del rapporto di collaborazione in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato fin dalla data dell’inizio della collaborazione [2].

Infine, la circolare ricorda che tutte le novità illustrate si applicano alle collaborazioni a progetto stipulate dal 18 luglio 2012 in poi.

note

[1] Circolare Inail n. 13/2013.

[2] La riforma Fornero ha previsto che “salvo prova contraria a carico del committente, i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, sono considerati rapporti di lavoro subordinato sin dalla data di costituzione del rapporto, nel caso in cui l’attività del collaboratore sia svolta con modalità analoghe a quella svolta dai lavoratori dipendenti dell’impresa committente, fatte salve le prestazioni di elevata professionalità che possono essere individuate dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”.

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