Pensione quota 100 da febbraio 2019 con finestre

30 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 Ottobre 2018



Tornano le vecchie finestre di attesa per le pensioni con quota 100: si parte da febbraio 2019, 4 uscite fisse ogni anno.

La pensione quota 100 inizierà ad essere corrisposta da febbraio: è quanto stabilito durante il vertice sulla manovra tenutosi il 15 ottobre a Palazzo Chigi. La nuova misura previdenziale, come già specificato nella nota di aggiornamento al Def e nella legge di bilancio 2019, consente di andare in pensione una volta raggiunta una quota (somma di età contribuzione) almeno pari a 100, con un’età minima di 62 anni, e purché si possiedano almeno 38 anni di contributi. Il trattamento, però, non dovrebbe essere liquidato in via immediata, il mese successivo alla maturazione dei requisiti, ma saranno previsti dei periodi di attesa, le cosiddette finestre.

In particolare, saranno previste quattro date fisse di uscita ogni anno, per scaglionare i pensionamenti, per i lavoratori del settore privato, 2 finestre l’anno per gli statali, e una finestra annuale per il personale della scuola.

In buona sostanza, chi si pensiona con la quota 100 non potrà ricevere il trattamento subito, ma dovrà attendere un arco di tempo, la finestra appunto, tra la maturazione dei requisiti e la liquidazione della pensione. Ma facciamo il punto della situazione sulla pensione quota 100 da febbraio 2019 con finestre: come funziona questo nuovo pensionamento anticipato, che cosa sono le finestre, come funzionano le finestre che sono ancora in vigore, come potrebbero funzionare le nuove finestre per la quota 100.

Aggiornamento: in base a quanto reso noto con la presentazione del cosiddetto pacchetto previdenza, quota 100 partirà da aprile 2019 e non più da febbraio.

Come funziona la pensione quota 100?

La pensione quota 100 è un nuovo tipo di pensione anticipata, che si può raggiungere quando la quota maturata dal lavoratore risulta almeno pari a 100.

La quota è il risultato della somma dell’età pensionabile dell’interessato e degli anni di contributi posseduti: per fare un esempio, se il lavoratore ha compiuto 62 anni ed ha maturato 38 anni di contributi, raggiunge la quota 100 perché la somma di età e contribuzione è pari a 100 (62+38=100).

Quando l’età o le annualità di contribuzione non corrispondono a una cifra esatta, per calcolare la quota i mesi devono essere trasformati in decimi:

  • ad esempio, se il lavoratore ha raggiunto 63 anni e 6 mesi di età, ai fini del calcolo della quota deve indicare 63,5;
  • può ottenere la pensione quota 100 se possiede almeno 36 anni e 6 mesi di contributi (perché 100-63,5= 36,5, ossia 36 anni e 6 mesi).

Bisogna però considerare che, in base a quanto descritto nella legge di Bilancio, per pensionarsi con la quota 100 è stabilita un’età minima e un requisito contributivo minimo.

Quali sono età e anni di contributi minimi per la quota 100

La pensione anticipata quota 100 potrà essere ottenuta con un’età minima di 62 anni ed una contribuzione minima pari a 38 anni. In buona sostanza, anche se si raggiunge la quota 100, non ci si potrà pensionare se l’età non sarà almeno pari a 62 anni ed i contributi non risulteranno almeno pari a 38 anni. Per chi ha 63 anni, dunque, la quota diventa 101, in quanto resta fermo il requisito contributivo dei 38 anni, per chi ne ha 64 102, per chi ne ha 65 103, e così via…

Altre proposte invece fissavano l’età minima a 64 anni ed la contribuzione minima a 36 anni, ma sono state scartate.

La quota 100 si può ottenere con cumulo dei contributi?

La quota 100 potrà essere raggiunta attraverso il cumulo dei contributi, cioè sommando la contribuzione presente in gestioni previdenziali differenti, ad esclusione delle casse dei liberi professionisti.

La quota 100 con cumulo dei contributi favorirà l’uscita dal lavoro di tutti coloro che hanno avuto una carriera discontinua, con versamenti in casse diverse, offrendo la possibilità sommare la contribuzione accreditata in gestioni differenti sia per raggiungere la quota 100, che per ottenere il minimo di 38 anni di contributi.

Per saperne di più: Quota 100 con cumulo.

Come si calcola la pensione quota 100?

Per arginare il grande numero di lavoratori che potrebbero pensionarsi con la quota 100 e rendere sostenibile questa nuova possibilità, era stato ipotizzato sia il ricalcolo contributivodelle annualità di pensione dal 1996 in poi (in pratica, il calcolo misto anche per chi avrebbe diritto al calcolo retributivo sino al 31 dicembre 2011), sia il ricalcolo contributivo integrale. Erano state ipotizzate anche penalizzazioni percentuali, per ogni anno mancante all’età pensionabile.

In base a quanto reso noto dal sottosegretario al Lavoro Durigon, e riportato nella nota di aggiornamento al Def, la quota 100 sarà calcolata come qualsiasi altro trattamento pensionistico, senza penalizzazioni e senza il ricalcolo misto  o il ricalcolo integralmente contributivo.

Il calcolo della pensione sarà dunque:

  • retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • integralmente contributivo per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995.

Per saperne di più: Quota 100 senza penalità

Per capire meglio le differenze di calcolo della pensione: Come si calcola la pensione.

Con la quota 100 si può lavorare?

Oltre ai limiti di età e contribuzione, la quota 100 comporterà anche il parziale divieto di lavorare. In pratica, si ripristinerà il divieto di cumulo tra lavoro e pensione, divieto abolito, per la maggior parte delle pensioni dirette, dal 2008.

Il divieto di cumulo non sarà assoluto, come avviene oggi per la pensione anticipata dei lavoratori precoci, ma relativo, come avviene per l’assegno ordinario d’invalidità e per alcune pensioni d’inabilità.

In pratica, per i 24 mesi successivi al pensionamento non sarà possibile conseguire redditi di lavoro in misura superiore a 5mila euro annui. Il divieto non durerà, quindi, sino al compimento dell’età pensionabile, cioè dell’età per la pensione di vecchiaia.

Come funzionano le finestre per la pensione?

La finestra per la pensione è il periodo di tempo che trascorre tra la data di maturazione dei requisiti per il trattamento e la liquidazione dell’assegno da parte dell’ente pensionistico.

Ma quali sono i requisiti che devono maturare per la pensione, a partire dai quali scatta il periodo di finestra? Le condizioni stabilite per la pensione sono differenti a seconda della gestione previdenziale a cui si è iscritti, della categoria di appartenenza e del tipo di trattamento che si vuole richiedere.

Per la maggior parte delle pensioni, i requisiti richiesti riguardano l’età e il possesso di un minimo di anni di contributi: ad esempio, per l’attuale pensione di vecchiaia ordinaria, si richiedono 66 anni e sette mesi di età (67 anni dal 2019, salvo blocco dell’età pensionabile) assieme al possesso di vent’anni di contributi.

In alcuni casi, per il trattamento si richiede anche la maturazione  di un assegno minimo: per il diritto alla stessa pensione di vecchiaia ordinaria, per fare un esempio, deve essere raggiunto un assegno pari ad almeno 1,5 volte l’assegno sociale, cioè a circa 680 euro mensili, se non si possiedono versamenti alla previdenza obbligatoria anteriori al 1996.

Spesso, le gestioni previdenziali dei liberi professionisti richiedono, oltre all’accredito di un minimo di anni di contributi, anche una determinata anzianità di iscrizione. Ma, considerando che i requisiti da maturare per la pensione possono essere diversi e numerosi, da quando iniziano a trascorrere le finestre?

Da quando partono le finestre?

Se i requisiti stabiliti per la pensione, da soddisfare contemporaneamente, sono differenti, nella generalità dei casi la finestra inizia a trascorrere a partire dalla maturazione dell’ultimo requisito, cioè dal requisito necessario al trattamento raggiunto più recentemente. Questo succede con le finestre mobili, attualmente in vigore per alcune tipologie di pensione.

Con le finestre fisse, invece, ci si può pensionare all’apertura della finestra successiva rispetto alla data di maturazione dei requisiti. Se, ad esempio, l’ultimo requisito si matura in data 20 dicembre, e la finestra fissa si apre il 1° gennaio, ci si pensiona il 1° gennaio.

Quanto durano le finestre?

La durata delle finestre non è unica, ma cambia a seconda del tipo di finestra, mobile o fissa, del tipo di pensione e anche della categoria di appartenenza. Le finestre attualmente ancora operative sono le cosiddette finestre mobili, che si calcolano a partire dalla data di maturazione dell’ultimo requisito per il trattamento. Vediamo come funzionano:

  • per chi richiede la pensione di vecchiaia in regime di totalizzazione, la finestra è pari a 18 mesi; la pensione viene liquidata a partire dal primo giorno del 19º mese dalla data di maturazione dell’ultimo requisito;
  • per chi richiede la pensione di anzianità in regime di totalizzazione, invece, la finestra è ancora più lunga ed è pari a 21 mesi;
  • per chi vuole richiedere l’opzione donna, che con tutta probabilità sarà presto prorogata, a partire dalla maturazione dell’ultimo requisito tra quello contributivo (35 anni)  e quello di età (57 anni per le lavoratrici dipendenti, 58 anni per le lavoratrici autonome, più gli adeguamenti alla speranza di vita che si dovranno applicare), la finestra è pari a:
  • 12 mesi per le lavoratrici dipendenti;
  • 18 mesi per le lavoratrici autonome.
  • per quanto riguarda la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità, che ad oggi può essere richiesta dei lavoratori dipendenti del settore privato che possiedono un’invalidità pari almeno all’80%, la finestra è pari a 12 mesi.

Quanto durano le finestre per la pensione quota 100?

In base a quanto reso noto sinora, le finestre per la quota 100 dovrebbero avere un funzionamento simile a quelle fisse previste dalla vecchia Legge Maroni [1]; in particolare, si dovrà aprire una finestra ogni 3 mesi per i lavoratori del settore privato. Per gli statali, si apriranno due finestre l’anno, una sola per i lavoratori del comparto scuola.

Ecco tutte le finestre previste per chi uscirà con la quota 100:

  • prima finestra: aprile 2019 (per chi matura i requisiti entro il 31 marzo 2019);
  • seconda finestre: luglio 2019 (per chi matura i requisiti tra aprile e giugno 2019);
  • terza finestra: ottobre 2019 (per chi matura i requisiti tra luglio e settembre);
  • quarta finestra: gennaio 2020 (per chi matura i requisiti tra ottobre e dicembre 2019)

Cerchiamo di capire meglio come potrebbero funzionare le finestre fisse quota 100:

  • Mario matura la quota 100, con i requisiti di età e contribuzione minimi, nel mese di giugno 2019;
  • ipotizziamo che la finestra fissa successiva al mese di giugno si apra il 1° luglio;
  • Mario può pensionarsi il 1° luglio 2019.

Con le finestre mobili, invece, bisognerebbe calcolare la durata della finestra a partire dall’ultimo requisito maturato, secondo la durata della finestra stessa. Facciamo un esempio per capire meglio:

  • Mario matura la quota 100, con i requisiti di età e contribuzione minimi, nel mese di giugno 2019;
  • ipotizziamo che la finestra mobile duri 12 mesi;
  • Mario può pensionarsi il 1° luglio 2020.

Il meccanismo delle nuove finestre deve essere, comunque, ancora chiarito in modo specifico.

Durante la finestra si può lavorare?

Durante il periodo di finestra lavorare è permesso: sarebbe iniquo il contrario, in quanto si tratta di un periodo in cui il lavoratore non riceve alcun trattamento di pensione.



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3 Commenti

  1. NEL VS ARTICOLO E’ SCRITTO “la quota 100 sarà calcolata come qualsiasi altro trattamento pensionistico, senza penalizzazioni e senza il ricalcolo misto o il ricalcolo integralmente contributivo.”

    SEMPRE NEL VS ARTICOLO C’E’ UNA TABELLA CHE RECITA : ” Il calcolo della pensione sarà dunque:

    retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
    retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
    integralmente contributivo per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995.”
    NON SI CAPISCE SE SARA’ PREVISTO IL CALCOLO MISTO !!?? grazie

  2. Non ho capito bene
    Finestra Gennaio 2019 ci saranno i futuri pensionati, che maturano i requisiti a GENNAIO, FEBBRAIO e MARZO ?

    Finestra di Aprile 2019 ci saranno i futuri pensionati, che maturano i requisiti a APRILE , MAGGIO, GIUGNO ?
    e così via…….
    Grazie

  3. Scusate, ma se raggiungo quota 100 con 40 anni di contributi e 60 anni di età bisogna comunque aspettare i 62 anni di età per chiedere il pensionamento? Tenendo presente che io sono un autotrasportatore. Grazie anticipatamente per la risposta Adriano Niro

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