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Liste di collocamento: come funzionano?

24 ottobre 2018 | Autore:


> Lavoro e Concorsi Pubblicato il 24 ottobre 2018



Come iscriversi al Centro per l’impiego, che cos’è il patto di servizio e quali sono gli obblighi di chi cerca un lavoro e prende la Naspi.

Se sei appena rimasto senza lavoro e vuoi avere accesso alla Naspi oppure stai cercando per la prima volta un’occupazione devi, per forza, iscriversi al Centro per l’impiego. Ma come funzionano le liste di collocamento? Renderti disponibile a svolgere un’attività è garanzia di lavoro sicuro? Non è così semplice.

Intanto, bisogna dire che con la riforma del 1997 [1] le liste di collocamento così come le conoscevamo sono state abolite, insieme agli uffici di collocamento, per lasciare spazio ad un nuovo sistema di accesso al mondo del lavoro gestito dai centri per l’impiego. E uno potrebbe chiedersi: non è che sono la stessa cosa ed è stato cambiato soltanto il nome? Non proprio: l’attuale centro per l’impiego ha più competenze nell’ambito della ricerca di occupazione, dell’incontro tra domanda ed offerta e della formazione e riqualificazione del lavoratore o dell’aspirante tale.

Iscriversi ai centri per l’impiego non ti risolve immediatamente il problema della disoccupazione ma è, sicuramente, un modo per far sapere alle aziende che sei sul mercato. Molti datori, infatti, si rivolgono ai centri per l’impiego quando cercano una determinata figura da inserire nel proprio organico. Ecco perché è importante (oltre che obbligatorio) passare da quegli uffici e sottoscrivere la cosiddetta «Dichiarazione di immediata disponibilità», nota come Did.

Solo così puoi ottenere formalmente lo stato di disoccupazione e, se sei stato costretto a lasciare la fabbrica, l’ufficio o il negozio in cui lavoravi contro la tua volontà, avere diritto all’indennità Naspi e, contemporaneamente, essere contattato per rimetterti in gioco.

Oltretutto, le normative in arrivo con la nuova Legge di Bilancio impongono l’iscrizione al Centro per l’impiego per poter usufruire non solo della Naspi ma anche del reddito di cittadinanza, se si hanno i requisiti per avere diritto a quest’agevolazione (se e quando arriverà).

Ecco allora come funziona il sistema di accesso al lavoro dopo la soppressione delle liste di collocamento.

Centri per l’impiego: che cosa sono

Per collocamento si intende la rete di strutture pubbliche creata sul territorio nazionale per favorire il reinserimento dei disoccupati o l’avvio al lavoro di chi non ha mai avuto un’occupazione attraverso un sistema che mette in contatto le aziende con chi sta cercando un impiego. Quest’attività era svolta in passato dai cosiddetti uffici di collocamento, sostituiti dai centri per l’impiego provinciali.

Oggi, a differenza di quello che succedeva ai tempi delle liste di collocamento, non viene rilasciato da queste strutture il libretto di lavoro, cioè quel documento in cui, fino al 2002, c’era scritta la storia lavorativa del cittadino. Tuttavia, il Centro per l’impiego registra una scheda professionale che contiene più dati rispetto al vecchio libretto ed in cui c’è ampio spazio per la parte formativa.

Il Centro per l’impiego non svolge soltanto una funzione amministrativa ma fa delle vere e proprie ricerche di personale, attività di consulenza e organizzazione di corsi formativi per ampliare le conoscenze e la preparazione di chi cerca un’occupazione.

Liste di collocamento: quali esistono ancora

Come abbiamo detto, la riforma del ’97 ha abolito le liste di collocamento così com’erano concepite fino ad allora. Ciò nonostante, ce ne sono alcune rimaste ancora in vigore. Si tratta di:

  • la lista nazionale dei lavoratori dello spettacolo;
  • la lista dei lavoratori in mobilità;
  • la lista dei lavoratori disabili;
  • le matricole della gente di mare.

Centri per l’impiego: come iscriversi

Dopo la riforma, e con l’abolizione degli uffici e delle liste di collocamento, per essere ufficialmente disoccupati ed avere diritto alle relative agevolazioni occorre iscriversi ai centri per l’impiego. Lo si può fare in due modi:

  • compilare e presentare nel Centro territorialmente competente, cioè quello della zona in cui abiti, la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, nota anche come Did. In questo modo ti viene riconosciuto formalmente lo stato di disoccupazione e sarai tenuto a presentarti periodicamente al Centro per rinnovare questo stato;
  • registrarti nella banca dati del Centro per l’impiego per cercare un lavoro. In questo caso ti devi presentare presso questa struttura con un documento di identità e fare un breve colloquio. Successivamente dovrai inviare al Centro un tuo curriculum il più aggiornato possibile.

Dal mese di dicembre 2017 l’iscrizione al Centro per l’impiego deve essere effettuata esclusivamente online tramite i patronati o dal portale nazionale anpal.gov.it. L’iscrizione verrà perfezionata al Centro stesso.

La dichiarazione di immediata disponibilità può essere fatta:

  • direttamente presso il Centro per l’impiego;
  • tramite i servizi online del Centro per l’impiego;
  • sul sito dell’Inps o tramite i patronati nel caso serva a richiedere la Naspi (resterà, comunque, obbligatorio l’appuntamento periodico con il Centro).

Centro per l’impiego: quando contattarlo?

Per confermare il tuo stato di disoccupazione devi contattare il Centro per l’impiego entro 30 giorni dalla data in cui hai compilato e presentato la dichiarazione di immediata disponibilità all’attività lavorativa e alle iniziative di formazione e di orientamento. Servirà, oltre che a confermare, appunto, lo stato di disoccupazione, a creare il tuo profilo personale ed a stipulare un patto di servizio personalizzato. Che cosa significa?

Il patto di servizio è una specie di accordo che prendi con il Centro per l’impiego attraverso il quale ti impegni a:

  • partecipare attivamente ad iniziative di riqualificazione mirate alla ricerca di lavoro (preparazione ad un colloquio, orientamento, stesura del tuo curriculum, ecc.);
  • partecipare ad iniziative formative;
  • accettare le congrue offerte di lavoro che ti verranno proposte.

Ti starai chiedendo che cosa si intende per «congrua offerta di lavoro» e se questo può essere un elemento di valutazione soggettiva. La legge [2] fissa dei criteri per stabilire quando un’offerta si può definire congrua in base ad alcuni parametri come:

  • la durata dello stato di disoccupazione;
  • la coerenza tra l’offerta e le esperienze o competenze maturate;
  • la distanza tra il luogo di lavoro e il domicilio del lavoratore (non superiore a 50 km e percorribile con i mezzi di trasporto pubblico in non più di 80 minuti);
  • la retribuzione offerta, nel caso in cui il lavoratore percepisca la Naspi (dovrebbe essere superiore di almeno il 20% rispetto all’indennità);
  • il tipo di contratto offerto (che sia almeno a tempo determinato per una durata di non meno di 2 mesi).

Inoltre, l’offerta di lavoro deve specificare:

  • qualifica e mansioni proposte;
  • i requisiti richiesti al candidato;
  • luogo ed orario di lavoro;
  • tipo e durata del contratto;
  • la retribuzione prevista;
  • contratto nazionale di categoria che viene applicato.

Che succede se non rispetto il patto di servizio?

Nel momento in cui ti iscrivi al Centro per l’impiego e sottoscrivi il patto di servizio sei tenuto a rispettare certi obblighi, pena delle sanzioni che incideranno sulla tua indennità di disoccupazione.

Se il Centro per l’impiego ti fissa un appuntamento e non ti presenti senza un motivo giustificato, può succedere questo:

  • alla prima assenza, perderai 8 giorni di Naspi;
  • alla seconda assenza perderai un mese di Naspi;
  • alla terza assenza perdi l’intera Naspi e lo stato di disoccupazione.

Se, invece, non ti presenti ad un’iniziativa di formazione (sempre senza un motivo giustificato), succede questo:

  • alla prima assenza perdi 30 giorni di Naspi;
  • alla seconda assenza perdi l’intera Naspi e lo stato di disoccupazione.

Centro per l’impiego: come funziona la ricerca di lavoro

Dopo che ti sei iscritto al Centro per l’impiego, a quelle che una volta si chiamavano liste di collocamento, la tua candidatura ed il tuo curriculum rimangono registrati in una banca dati. Succede spesso che le aziende si rivolgono a queste strutture per cercare personale. Così, se il tuo curriculum risponde alle richieste di un datore di lavoro vieni contattato dal Centro per l’impiego, il quale ti presenta un’offerta di lavoro (congrua, come abbiamo visto).

Rifiutare un’offerta di lavoro congrua significa perdere lo stato di disoccupazione.

Centro per l’impiego e reddito di cittadinanza

L’iscrizione al Centro per l’impiego è obbligatoria anche per chi vuole percepire il reddito di cittadinanza voluto dal Governo Lega-M5S. Stando a ciò che è stato proposto dall’Esecutivo, chi aspira ad incassare quell’indennità mensile di 780 euro, oltre ad avere un reddito molto basso dovrà anche dimostrare di voler uscire dalla situazione di povertà cercandosi un lavoro, partecipando alle iniziative di formazione dei centri per l’impiego e lavorando gratuitamente 8 ore alla settimana per il suo Comune di residenza.

Chi rifiuterà tre offerte di lavoro proposte dal Centro per l’impiego perderà il diritto al reddito di cittadinanza.

Quindi, e nello specifico, il soggetto è tenuto a:

  • iscriversi al Centro per l’impiego del suo territorio ed offrire la disponibilità immediata a lavorare;
  • seguire un percorso di ricerca di lavoro dimostrando di voler trovare davvero un impiego;
  • rendersi disponibile a partecipare a dei progetti di pubblica utilità;
  • frequentare corsi di formazione e di riqualifica professionale;
  • effettuare ricerca di lavoro attiva per almeno 2 ore al giorno;
  • accettare uno dei primi tre lavori proposti dal Centro per l’impiego.

note

[1] Dlgs. n. 469/1997.

[2] Artt. 3 e 25 Dlgs. n. 150/2015 e DM del 10.04.2018.


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