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Il Parlamento Europeo

15 novembre 2018


Il Parlamento Europeo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 novembre 2018



I cittadini europei, ogni cinque anni, sono chiamati a votare per il Parlamento Europeo. Ma quali sono le funzioni di questa istituzione? Qual è la sua composizione? Il cittadino europeo può avervi un rapporto diretto?

L’Unione Europea è un’organizzazione internazionale che è sempre più al centro di notiziari, siti internet, quotidiani. La maggior parte delle notizie di politica interna sono ormai sempre meno “interne” e vedono il coinvolgimento di quest’organismo sovranazionale. Dall’immigrazione all’economia, dalla pesca e l’agricoltura all’industria, non c’è materia che non veda il coinvolgimento diretto o indiretto dell’Unione Europea. L’unica istituzione dell’UE che abbia un fondamento democratico è il Parlamento Europeo, votato direttamente dai cittadini (a suffragio universale diretto dal 1976), i quali nel 2019 saranno chiamati a votare. Ma non tutti conoscono la composizione, le funzioni e le possibilità di rapporto diretto che il cittadino può avere con il Parlamento Europeo: ed è questo l’obiettivo dell’articolo in questione, offrire cioè una panoramica su quest’Istituzione il cui potere nel corso degli anni è notevolmente accresciuto.

La composizione del Parlamento Europeo

Il Parlamento Europeo ha sede a Strasburgo ed è composto da 751 membri (750 più il presidente, attualmente l’italiano Antonio Tajani), [1] e rappresentanti la popolazione dei 28 Stati membri (il Regno Unito ne fa ancora parte a pieno titolo) dell’Unione Europea. Possono votare i cittadini che hanno compiuto 18 anni, fatta eccezione per l’Austria dove l’età minima per votare è di 16 anni. Ogni Stato può avere un minimo di sei seggi e un massimo di 96 seggi, in misura proporzionale al suo numero di abitanti. Oltre al Presidente, che è eletto per un mandato rinnovabile di due anni e mezzo [2], ci sono 14 vicepresidenti e 6 questori. Presidente, vicepresidenti e questori formano l’Ufficio di Presidenza che si occupa di questioni finanziarie, amministrative e organizzative. Il numero degli eurodeputati non è predeterminato dai Trattati ma è stabilito da un atto del Consiglio Europeo all’unanimità, su iniziativa e approvazione del Parlamento Europeo.

Quali funzioni esercita il Parlamento Europeo?

Il Parlamento Europeo, congiuntamente al Consiglio, emana gli atti legislativi, cioè:

  • regolamenti: sono l’equivalente delle nostre leggi e si applicano, dal momento della loro entrata in vigore, automaticamente e in modo uniforme in tutti gli Stati membri;
  • direttive: sono atti giuridici che pongono un obiettivo lasciando agli Stati membri discrezionalità nei mezzi per perseguirlo;
  • decisioni: sono atti giuridici vincolanti che si applicano a uno o più Stati membri, ma anche a imprese o cittadini. Il destinatario delle decisione deve essere informato e la Decisione entra in vigore a seguito della notifica.

Sia il Consiglio che il Parlamento Europeo non hanno, però, il potere di presentare una proposta di legge: il cd. potere di iniziativa che spetta alla Commissione dell’Unione Europea (da tenere distinta dalle commissioni parlamentari). Il Parlamento Europeo gode, però, di un potere di iniziativa sull’iniziativa [3]: cioè può chiedere alla Commissione, a maggioranza dei suoi membri, di presentare proposte legislative su determinate questioni per le quali ritenga necessaria l’adozione di un atto legislativo ai fini dell’attuazione degli obiettivi che l’UE si pone.

Inoltre, il Parlamento Europeo esercita poteri di controllo nei confronti delle altre istituzioni. In particolare, nei confronti della Commissione, può esercitare la mozione di censura [4]: si tratta di un parere negativo sull’operato dei commissari volto alla sostituzione degli stessi per il restante periodo di carica[5]. I poteri del Parlamento Europeo si estendono anche in materia di bilancio dell’Ue, accordi internazionali per i quali è prevista la sua “previa approvazione” e nomina del Mediatore Europeo.

Gli eurodeputati

Gli eurodeputati sono eletti per cinque anni e tale carica è incompatibile con con quella di parlamentare nazionale, con ogni incarico di partecipazione al governo dello stato membro di cui è cittadino, con quella di commissario e di giudice della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Gli eurodeputati non possono essere ricercati, detenuti o perseguiti a causa delle opinioni o dei voti espressi nell’esercizio delle proprie funzioni. Con riferimento a qualsiasi altro procedimento giudiziario godono, sul territorio del paese in cui sono eletti, delle medesime immunità di cui godono i membri del Parlamento nazionale.

L’immunità può essere revocata dal Parlamento Europeo, a maggioranza dei suoi membri, anche su richiesta dell’autorità competente di uno Stato membro, come accaduto nel caso di Marine Le Pen, leader del Front National, che pubblicò su un suo profilo social le immagini di tre esecuzioni dell’Isis. In passato, gli eurodeputati percepivano lo stesso stipendio dei parlamentari del Paese di appartenenza, situazione che però creava una disparità di trattamento.

Nel luglio del 2005, una decisione del Consiglio, a seguito di una proposta del Parlamento, decise di attuare un singolo statuto, per cui attualmente gli eurodeputati percepiscono una retribuzione lorda di € 8.484,05. Gli europarlamentari sono tenuti al rispetto di un codice di condotta, entrato in vigore il 1 gennaio 2012, secondo cui devono agire unicamente nell’interesse generale ed esercitare le loro funzioni con diligenza, integrità e trasparenza in maniera tale da tutelare il buon nome del Parlamento Europeo.

Gli eurodeputati non sono divisi per nazionalità bensì per affinità politiche. Difatti, l’obiettivo è quello di creare una coscienza politica europea. Il regolamento interno del Parlamento Europeo prevede che ogni gruppo debba essere composto da almeno 25 deputati eletti in almeno un quarto degli stati membri. I deputati che non aderiscono ad alcun gruppo automaticamente confluiscono nel gruppo dei non iscritti.

Le funzioni delle Commissioni parlamentari

Gli eurodeputati sono divisi in commissioni composte da un minimo di 25 fino a un massimo di 73 membri titolari e altrettanti membri supplenti. Ogni commissione ha un presidente e quattro vicepresidenti che vengono scelti tra i membri titolari. Le riunioni delle Commissioni si tengono a Bruxelles.

Le commissioni parlamentari possono essere:

  • permanenti: sono 20 e ognuna di essa è specializzata in una materia; possono avere delle sottocommissioni. Tra le più importanti ricordiamo: affari esteri, sicurezza e difesa, trasporti e turismo, cultura e istruzione, giuridica e infine quella sulle petizioni. Le commissioni permanenti approvano relazioni aventi carattere legislativo, presentano emendamenti da sottoporre al Parlamento, vigilano sull’operato degli organi e delle Istituzioni dell’Unione;
  • temporanee: si dividono in commissioni speciali e commissioni d’inchiesta. Le commissioni speciali vengono istituite per trattare problematiche specifiche e hanno un mandato di dodici mesi che può essere prorogato. Le commissioni d’inchiesta, invece, si occupano di effettuare indagini su eventuali violazioni o applicazioni inadeguate del diritto comunitario.

Il diritto di petizione

Qualsiasi cittadino europeo o residente nell’Unione Europea può presentare al Parlamento Europeo una petizione [6] su una materia che rientri nel campo di applicazione del diritto comunitario o che lo concerna direttamente. Il diritto di presentare una petizione coinvolge anche le persone giuridiche aventi la sede sociale nel territorio dell’UE. E’ attraverso l’attribuzione di tale diritto che si realizza il coinvolgimento di tutti i cittadini all’attività del Parlamento Europeo.

Il contenuto della petizione può essere molto vario: si possono chiedere informazioni sulla posizione del parlamento su determinate questioni, si può presentare un reclamo asserendo una violazione del diritto comunitario a danno del petizionario o può contenere suggerimenti su come affrontare le politiche dell’Unione. La locuzione “lo concerna direttamente” non va intesa in senso rigido bensì va interpretata elasticamente. Potrai presentare una petizione non solo nel caso in cui vieni leso direttamente in tuo diritto, ma anche nel caso in cui viene leso un tuo diritto perché appartenente ad una categoria più vasta di persone: ad esempio in quanto consumatore, imprenditore oppure perché risiedi in un luogo in cui sono continue le violazioni al diritto ambientale. Le petizioni vengono esaminate dalla commissione per le petizioni del Parlamento Europeo (PETI). Il PETI ha il compito di valutare la ricevibilità formale e sostanziale delle petizioni [7] che devono essere:

  • presentate da una persona fisica o giuridica aventi, rispettivamente, residenza e sede sociale nel territorio dell’Unione;
  • comprensive di nome e domicilio di ciascuno dei firmatari;
  • esaustive nella descrizione dei fatti;
  • redatte in maniera chiara e leggibile;
  • scritte in una delle lingue ufficiali dell’UE.

I casi di cattiva amministrazioni riguardanti istituzioni, organi e organismi dell’UE non vengono trattati dal PETI, trattandosi di un compito specificatamente assegnato dai trattati al Mediatore Europeo.

La petizione potrà essere inviata:

  • a mezzo posta: in tal caso non sarà necessario compilare alcun modello ma solo indicare nome, la nazionalità e l’indirizzo di residenza del firmatario e naturalmente dovrà essere firmata;
  • a mezzo web: attraverso il portale www.petiport.europarl.europa.eu dove è possibile presentare una petizione o sostenerne una, previa registrazione.

Il petizionario sarà prontamente informato circa la ricevibilità o meno della petizione dal PETI. Qualora presenti tutti i requisiti di ammissibilità, la commissione potrà agire diversamente a seconda delle circostanze: potrà chiedere l’ausilio della Commissione Europea, potrà preparare una relazione da sottoporre al Parlamento oppure organizzare una missione d’informazione nelle regioni interessate al fine di raccogliere informazioni. Il PETI si riunisce una volta al mese, tutti i mesi dell’anno tranne che ad agosto. Le riunioni sono trasmesse in web streaming e il petizionario può essere invitato a parteciparvi.

Qualora la petizione non sia ritenuta ammissibile, non sarà possibile ricorrere contro la decisione del PETI, a meno che non emergano nuove informazioni che portino la commissione a decidere per la riapertura del caso. Qualora i diritti del cittadino europeo siano violati da una P.A. di un altro stato membro la richiesta sarà presentata al SOLVIT e non al PETI. Il SOLVIT è un servizio gratuito online che ha come obiettivo quello di risolvere una controversia in atto entro dieci settimane dalla richiesta. Affinchè sia attivabile tale procedura è necessario che non vi sia un contenzioso in atto.

I settori di sua competenza sono:

  • visti e diritti di soggiorno;
  • diritti pensionistici;
  • indennità di disoccupazione;
  • accesso allistruzione;
  • autoveicoli e patenti di guida.

Il caso, qualora ritenuto ricevibile, verrà trattato dal SOLVIT del paese di origine del ricorrente e da quello del paese in cui è sorto il problema.

Di GIANLUCA SERAO

note

[1] Decisione del Consiglio del 20.09.1976.

[2] Art. 19 del regolamento interno del Parlamento Europeo.

[3] Art. 225 TFUE.

[4] Art. 234 TFUE.

[5] Art. 34 del regolamento interno del Parlamento Europeo.

[6] Art. 227 TFUE.

[7] Art. 215 del regolamento interno del Parlamento Europeo.


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