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Vendite online: serve la partita IVA?

5 novembre 2018


Vendite online: serve la partita IVA?

> Cultura e società Pubblicato il 5 novembre 2018



Vuoi vendere online alcuni prodotti ma non sai se è necessario aprire la partita IVA? In questo articolo ti spiegherò in che modo regolarizzare la tua posizione con il fisco e ti darò qualche consiglio su come vendere in maniera efficace su internet.

Fino a qualche tempo fa, pensare di poter vendere qualcosa tramite internet era pura utopia. Chi voleva disfarsi degli oggetti vecchi doveva rivolgersi ai mercatini dell’usato, mentre per aprire un’attività commerciale adibita alla vendita l’unica possibilità era quella del negozio fisico. Con l’avvento di Internet, però, le cose sono cambiate in meglio. Vendere su internet ormai è la prassi per la maggior parte dei commercianti che possiedono una visione moderna del commercio e che vogliono tentare di espandere la propria clientela. Ma non solo. Al commercio elettronico può anche affidarsi il soggetto privato che intende occasionalmente vendere qualche prodotto, indifferentemente se questo sia nuovo od usato.Tuttavia, anche per le vendite che si concludono online tramite una piattaforma di compravendita esistono degli oneri fiscali che la legge impone di rispettare in determinati casi specifici. Vendite online: serve la partita IVA? In questo articolo chiarirò non solo questo aspetto, ma ti darò anche qualche consiglio pratico su come impostare il tuo e-commerce.

Quando non è necessario aprire la partita IVA?

Qualora le vendite online siano sporadiche ed occasionali non vi sono particolari adempimenti da compiere, quindi non sarà necessario aprire una partita IVA. Tuttavia, i redditi prodotti da questo tipo di attività andranno dichiarati al fisco. In caso di vendita derivante da attività occasionale su internet basterà dichiarare i redditi attraverso il modello 730 o modello Unico.

Diversamente, se si venderanno beni di proprietà (ad esempio tablet, smartphone o altri oggetti) tramite piattaforme come eBay, Kijiji o Subito.it, non vi sarà alcuna produzione di reddito, ma semplicemente una vendita online diretta mediante portali che fungono da intermediari. Non possedendo partita IVA e quindi non potendo emettere fattura all’atto della vendita (in quanto il cedente non opera in qualità di soggetto passivo IVA ma in qualità di soggetto privato), si ritiene sufficiente il rilascio di una nota di debito o di una quietanza di pagamento.

La ricevuta dovrà contenere:

  • dati del cedente;
  • dati dell’acquirente;
  • descrizione del bene venduto con relativo importo percepito;
  • indicazione che trattasi di “corrispettivo relativo alla cessione di beni compiuta quale attività commerciale occasionale di cui all’art. 67 lett. i) del D.P.R. n. 917/1986”;
  • data e firma del cedente che rilascia la ricevuta.

Vendita di tipo occasionale

Ma quando un’attività di vendita può essere considerata effettivamente occasionale? Rispondere a questa domanda è importante perché nel caso in cui l’attività posta in essere si configuri come abituale, il relativo reddito conseguito rientrerebbe a tutti gli effetti nella categoria dei redditi di impresa e pertanto soggetto all’obbligo di apertura della partita IVA.

Ciò che determina il carattere occasionale nelle vendite on-line non è il superamento del limite di 5.000 €. e dei 30 giorni lavorativi ma, piuttosto, le modalità di svolgimento dell’attività posta in essere, effettuata in modo sporadico, occasionale e svolta senza continuità nel tempo. Solamente in questo caso non sarà obbligatorio l’apertura della partita IVA e, come ricordavamo prima, basterà dichiarare al fisco i ricavi derivanti dal commercio elettronico. Differentemente, in caso di lavoro organizzato con attrezzature, collaboratori o lavoratori subordinati e con un tipo di vendita svolto in modo continuativo nel tempo – quindi con regolarità, sistematicità e ripetitività – il commercio sarà a tutti gli effetti professionale e gli adempimenti formali da compiere da parte dei venditori saranno conseguenzialmente diversi: apertura della partita IVA; compilazione della SCIA; iscrizione al Registro delle Imprese; etc.

Vendere tramite le piattaforme di compravendita

Prendere in considerazione l’apertura di un e-commerce personale per delle vendite occasionali e sporadiche appare sicuramente superfluo, in quanto i costi che dovrebbero essere sostenuti per mettere in funzione un sito ben ottimizzato e funzionante sarebbero sicuramente maggiori dei guadagni percepibili con la vendita saltuaria di articoli di qualsiasi genere. Appare evidente, dunque, che affidarsi a siti internet che facciano da intermediari tra te ed i tuoi possibili acquirenti è l’unico modo per ridurre o addirittura azzerare i costi di gestione, massimizzando al contempo i guadagni percepibili dalle vendite.

Il mondo di internet negli ultimi anni è cresciuto molto in questa direzione, da eBay a Kijiji passando per Subito.it: sono ormai diversi i servizi di compravendita online sicuri, semplici e veloci che permettono di concludere ottimi affari anche a persone alle prime esperienze nel settore del commercio elettronico. Ma il lato positivo di proporre i propri prodotti su un mercato globale, raggiungibile praticamente da qualsiasi parte del globo, possiede anche un lato negativo: la concorrenza. Basta infatti lanciare una semplice ricerca sui siti sopra menzionati inerente qualsiasi oggetto, per rendersi conto di quanto ampia sia la scelta dei prodotti disponibili in quasi tutte le categorie di acquisto.

Come vendere su internet in maniera efficace?

In un mercato sempre più vasto che vede sempre molte più persone acquistare da e-commerce extra-europei (come ad esempio i portali cinesi Aliexpress, Gearbest o Wish), prendere in considerazione degli stratagemmi efficaci che possano aiutare a vendere più velocemente un prodotto diventa quasi obbligatorio. La competizione che si crea tra i vari venditori può essere vinta solamente distinguendosi da essi, ovvero cercando di offrire un servizio quanto più esclusivo possibile che metta il cliente nella condizione ideale per concludere l’acquisto in maniera conveniente, sicuro e soddisfacente.

Spedizioni rapide e gratuite

Per quanto necessarie per finalizzare le vendite a distanza, le spese di spedizione vengono considerate dagli utenti come un elemento superfluo, accessorio, non direttamente legato al prodotto, costi che non avrebbero dovuto sostenere acquistando lo stesso oggetto in un negozio fisico. Offrire, quindi, la spedizione gratuita e possibilmente tracciata può essere determinante per condizionare in maniera positiva l’acquirente. Ovviamente un prodotto particolarmente economico non permetterebbe di ammortizzare i costi da sostenere per offrire al cliente la spedizione gratis. In questi casi un piccolo stratagemma potrebbe essere quello di alzare (seppur di poco) il prezzo finale dell’oggetto ed includere in esso il costo della spedizione. D’altronde la percezione che gli acquirenti hanno dei prodotti conta molto, ed un oggetto con un prezzo medio-alto solitamente viene percepito dai clienti come di maggiore qualità.

Ispirare sicurezza

La maggior parte delle piattaforme di compravendita dà ai clienti che finalizzano un acquisto la possibilità di rilasciare una recensione (o un feedback) nei confronti del venditore, che sia relativo alla qualità della transazione e alla bontà del prodotto comprato.

Ispirare sicurezza, fiducia ed affidabilità è fondamentale per convincere un potenziale acquirente a finalizzare l’acquisto. Per raggiungere questo obiettivo non bisognerà mai mentire sulla qualità dei prodotti, nascondendone eventuali difetti o esagerandone le funzioni. Più sinceri si è su ciò che si vende, meno possibilità ci saranno che una volta ricevuto il prodotto il cliente ne risulti insoddisfatto. Solo in questo modo la vendita potrà considerarsi realmente andata a buon fine, con totale soddisfazione sia del compratore che del venditore. La recensione positiva sarà una logica conseguenza alla transizione portata a termine con successo su ogni fronte.

Foto professionali

Le foto possono fare la differenza, anche più del prezzo e della descrizione. Sarà fondamentale curare l’illuminazione ed esaltare le caratteristiche del prodotto senza mai nascondere eventuali difetti, in modo che nessuno possa poi lamentarsi successivamente. La foto principale (o di copertina) dovrà essere la più curata, la più bella: il suo compito sarà infatti quello di attirare l’attenzione degli utenti tra più inserzioni apparentemente simili.

Proposta di acquisto ed aste

Un altro elemento da valutare per aumentare la possibilità di vendere i propri prodotti è quello che prevede la possibilità di mettersi d’accordo direttamente con l’interessato per quanto riguarda il prezzo. Concordare il valore di un oggetto può essere determinante per vendere soprattutto oggetti d’antiquariato o prodotti con un valore medio-alto. Concedere poi la possibilità di un’asta, nel caso in cui ci fossero più persone interessate, potrebbe far aumentare in maniera importante i ricavi che ci si era prefissati di incassare per un determinato oggetto: durante un’asta, infatti, spesso si tende a rilanciare molte volte, perdendo di vista il valore medio di mercato di un determinato prodotto.

In conclusione

Vendere online, ad oggi, risulta essere sicuramente l’alternativa migliore per raggiungere un pubblico vasto e potenzialmente interessato ai tuoi prodotti. In questo articolo ti ho spiegato come finalizzare le vendite massimizzando i ricavi, mediante l’uso delle diverse piattaforme create ad hoc che si trovano in rete e che appaiono la scelta migliore per impostare un commercio di tipo occasionale, saltuario e sporadico. La maggior parte di queste piattaforme permettono inoltre la possibilità di modificare il proprio status di venditore.

Passando dal modello base a quello professionale ci sarà l’opportunità di aprire veri e propri negozi online, requisito imprescindibile per chiunque voglia sviluppare la propria attività commerciale e dare una bella spinta al proprio business digitale, facendo magari diventare un lavoro quello che fino a poco tempo prima era solo un passatempo.

Di FABIO ANTONIO CERRA


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