Reddito di cittadinanza: rifiuto offerta di lavoro

23 Febbraio 2019 | Autore:
Reddito di cittadinanza: rifiuto offerta di lavoro

In quali casi chi rifiuta un’offerta di lavoro potrà ottenere il nuovo reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza spetta anche a chi rifiuta il lavoro? In base a quanto emerge dal decreto su reddito di cittadinanza e pensioni, per perdere il sussidio bisognerà rifiutare due offerte di lavoro, o un’offerta sola, in caso di rinnovo della prestazione. Tuttavia, è necessario che l’offerta di lavoro rifiutata sia congrua.

Che cosa si intende per offerta di lavoro congrua? I parametri che rendono congrua un’offerta lavorativa sono molto simili agli attuali requisiti che definiscono un’offerta di lavoro congrua ai fini della Naspi (ad oggi chi rifiuta un impiego congruo perde l’indennità di disoccupazione), ma risultano più elastici.

La congruità dell’offerta, ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, è commisurata su condizioni diverse, a seconda della durata del periodo di disoccupazione dell’interessato: ci si basa, comunque, sulla distanza del luogo di lavoro dall’abitazione, sullo stipendio e, per chi non è disoccupato da molto, sul settore di attività.

Per quanto riguarda l’offerta congrua ai fini del reddito di cittadinanza, pur tenendosi conto degli stessi requisiti, è tollerata una distanza maggiore della sede di lavoro dall’abitazione dell’interessato, sulla base della durata del sussidio: chi percepisce la prestazione da almeno 18 mesi, in pratica, deve adattarsi a qualsiasi offerta proposta nel territorio italiano, in base a quanto emerge dal decreto in materia.

Il tutto, tenendo presente, peraltro, che il reddito di cittadinanza non ha una durata illimitata, e che gli interessati saranno sottoposti a verifiche periodiche e dovranno effettuare dei lavori di pubblica utilità. La misura partirà a breve, dopo l’attuazione della riforma dei centri per l’impiego.

Ma procediamo per ordine, e facciamo il punto della situazione sul reddito di cittadinanza: rifiuto offerta di lavoro, in quali casi si perde il sussidio, quando l’offerta di lavoro è considerata congrua.

Che cos’è il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza consiste in un sussidio mensile, esentasse, accreditato a chi possiede un reddito sotto la soglia di povertà.

È considerato al di sotto della soglia di povertà ai fini del reddito di cittadinanza chi possiede un reddito inferiore ai 780 euro mensili, in caso di nucleo familiare che paga l’affitto o il mutuo, con un solo componente: in caso di nucleo con più componenti, il reddito è aumentato dello 0,4 per ogni componente maggiorenne e dello 0,2 per ogni componente minorenne, sino a un massimo di 2,1, quindi di 1.638 euro al mese.

Con riferimento al singolo componente, bisogna anche possedere una soglia di reddito personale non superiore ai 6mila euro annui, che sale a 7.560 euro se il beneficiario ha dai 67 anni in su, quindi ha diritto alla pensione di cittadinanza.

L’indicatore Isee della famiglia richiesto per il diritto al sussidio ammonta invece a 9.360 euro, e sono previsti ulteriori limiti, per il diritto al sussidio, legati al patrimonio mobiliare e immobiliare.

Il reddito di cittadinanza sarà riconosciuto con una carta acquisti, una sorta di bancomat, che consentirà di pagare le utenze, di acquistare beni e di prelevare contanti sino a 100 euro al mese.

A quanto ammonta il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza dovrebbe ammontare sino a un massimo di 780 euro per ogni persona adulta e disoccupata senza alcun reddito; per chi ha un reddito sotto soglia, il reddito di cittadinanza integrerà gli importi percepiti sino ad arrivare a 780 euro al mese. Nello specifico, l’importo del reddito di cittadinanza è determinato da due quote:

  • la prima quota, a integrazione del reddito familiare, ammonta a una soglia massima pari a 6mila euro annui, 500 euro al mese (630 euro al mese, 7.560 euro annui nel caso di pensione di cittadinanza) per il singolo componente; in presenza di più componenti si può arrivare a massimo 12.600 euro, cioè a 1.050 euro al mese;
  • la seconda quota, a integrazione del reddito familiare, è riconosciuta ai nuclei che pagano l’affitto dell’abitazione, ed è pari al canone annuo previsto dal contratto di affitto, sino a un massimo di 3.360 euro all’anno, 360 euro al mese (150 euro al mese, 1.800 euro annui nel caso di pensione di cittadinanza);
  • la seconda quota è pari alla rata del mutuo, fino a un massimo di 150 euro al mese, 1.800 euro annui, nel caso di nuclei familiari residenti in abitazioni di proprietà per il cui acquisto o per la cui costruzione sia stato stipulato un contratto di mutuo da un componente della famiglia.

In ogni caso il beneficio economico:
• non può superare la soglia di 9.360 euro annui (780 euro al mese) nel caso di nucleo familiare con un solo componente,
ridotta del valore del reddito familiare; la misura massima in caso di più componenti può arrivare a 19.656 euro all’anno (1.638 euro al mese , anche se nel concreto non si andrà sopra i 1.430 euro al mese);
• non può essere inferiore a 480 euro annui (40 euro al mese).

Quanto dura il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza durerà 18 mesi, e sarà rinnovabile, di volta in volta, previa verifica da parte dei servizi competenti, per altri 18 mesi.

Chi ha diritto al reddito di cittadinanza?

Ecco, nello specifico, quali sono i requisiti richiesti per ottenere il reddito di cittadinanza:

  • trovarsi in stato di disoccupazione o risultare inoccupati (cioè avere perso il posto o non aver mai lavorato); chi ha presentato le dimissioni è escluso dal reddito per un anno, così come chi è detenuto o ricoverato in una struttura a carico dello Stato;
  • essere cittadino italiano;
  • in alternativa, essere cittadino dell’Unione Europea, o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, oppure cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno europeo per soggiornanti di lungo periodo o apolide in possesso di analogo permesso o titolare di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria);
  • bisogna poi risiedere in Italia, in via continuativa, da almeno 10 anni al momento di presentazione della domanda;
  • bisogna percepire un reddito inferiore alla soglia di povertà, cioè sotto i 780 euro mensili; il requisito è da rapportare al parametro della scala di equivalenza, che dipende dai componenti del nucleo familiare;
  • bisogna possedere un Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro, da rapportare al parametro della scala di equivalenza;
  • bisogna possedere un valore del reddito familiare inferiore a 6 mila euro, per il singolo componente, o a 7.560 euro, in caso di pensione di cittadinanza; l’importo è elevato sino a 9.360 euro per chi paga l’affitto ed è da adeguare col parametro della scala di equivalenza;
  • è possibile possedere, oltre all’abitazione principale, un secondo immobile, che non deve avere un valore superiore a 30mila euro;
  • è possibile possedere un patrimonio mobiliare familiare (conti, carte prepagate, titoli, libretti, partecipazioni…) non superiore a 6mila euro; la soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità presente nel nucleo;
  • nessun componente della famiglia deve possedere autoveicoli immatricolati da meno di 6 mesi, o con cilindrata superiore a 1.600 cc e motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati nei 2 anni precedenti, navi o imbarcazioni da diporto; sono esclusi i veicoli per disabili.

Dovrà quindi essere richiesta la dichiarazione Isee per beneficiare del reddito di cittadinanza, in quanto non conterà solo il reddito, ma si dovrà valutare anche il patrimonio posseduto dalla famiglia.

Chi lavora o percepisce la disoccupazione ha diritto al reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza sarà compatibile con l’attività lavorativa: nello specifico, se il lavoratore ha un contratto part time, il suo salario sarà integrato, attraverso il reddito di cittadinanza, fino ad arrivare a un massimo di 780 euro al mese, da rapportare al parametro della scala di equivalenza, secondo il numero dei componenti del nucleo.

Naspi e altre prestazioni collegate allo stato di disoccupazione saranno compatibili col reddito di cittadinanza sino al limite di 780 euro mensili.

Il reddito di cittadinanza obbliga a lavorare?

In base a quanto previsto dal decreto, il reddito di cittadinanza obbliga il beneficiario non solo a cercare assiduamente un lavoro ed a riqualificarsi, ma anche ad offrire sino a 8 ore alla settimana di lavoro gratuito per il proprio Comune di residenza.

Non si potrà stare in casa a far nulla: le attività lavorative e di riqualificazione non ne lasceranno il tempo.

Per quanto riguarda, nello specifico, la partecipazione alle iniziative di politica attiva del lavoro previste per il beneficiario del reddito, sarà obbligatorio (a meno che l’interessato non sia over 65, disabile o con carichi di cura) sottoscrivere il patto per il lavoro, obbligandosi a:

  • collaborare con l’operatore addetto alla redazione del bilancio delle competenze, ai fini della definizione del patto per il lavoro;
  • accettare espressamente gli obblighi e rispettare gli impegni previsti nel patto per il lavoro e, in particolare:
    • registrarsi sull’apposita piattaforma digitale, e consultarla quotidianamente come supporto nella ricerca del lavoro;
    • svolgere attività di ricerca attiva di lavoro, secondo le modalità definite nel patto;
    • accettare di essere avviato ai corsi di formazione o riqualificazione professionale, o ai progetti per favorire l’auto-imprenditorialità, secondo le modalità individuate nel patto, tenuto conto del bilancio delle competenze, delle inclinazioni professionali o di eventuali specifiche propensioni;
    • sostenere i colloqui psicoattitudinali e le eventuali prove di selezione finalizzate all’assunzione, su indicazione dei servizi competenti e in attinenza alle competenze certificate;
    • accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue; in caso di rinnovo del beneficio deve essere accettata, a pena di decadenza dal beneficio, la prima offerta utile di lavoro congrua;
    • offrire la propria disponibilità per la partecipazione a progetti comunali utili alla collettività, in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, da svolgere presso il comune di residenza, mettendo a disposizione un massimo di 8 ore alla settimana.

Chi ha un lavoro a tempo pieno, ma è sottopagato, avrà comunque diritto all’integrazione del reddito, senza bisogno di partecipare alle iniziative di politica attiva del lavoro.

Chi si rifiuterà di lavorare per il proprio Comune perderà il sussidio; il reddito si perderà anche nel caso in cui si rifiutino tre offerte di lavoro congrue, o la prima offerta congrua, in caso di sussidio percepito da oltre 12 mesi.

Quando l’offerta di lavoro è congrua per la disoccupazione?

Vediamo ora, nel dettaglio, quali sono le condizioni che fanno sì che un’offerta di lavoro sia considerata congrua, quindi che non possa essere rifiutata dal lavoratore, pena la perdita dello stato e dell’indennità di disoccupazione.

I requisiti dell’offerta di lavoro congrua cambiano a seconda della durata della disoccupazione dell’interessato.

In particolare:

  • se il lavoratore è disoccupato da non più di 6 mesi, l’offerta di lavoro:
    • dal punto di vista della coerenza professionale, deve riguardare uno dei settori individuati nel patto di servizio sottoscritto dal lavoratore;
    • la retribuzione offerta deve essere maggiore di 1,2 volte l’indennità di disoccupazione percepita, se il disoccupato percepisce un trattamento di sostegno al reddito;
    • la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 50 km (35 km in mancanza di mezzi pubblici) o sia raggiungibile in media in 80 minuti con mezzi pubblici;
  • se il lavoratore è disoccupato da 6 a 12 mesi, l’offerta di lavoro:
    • dal punto di vista della coerenza professionale, deve riguardare uno dei settori individuati nel patto di servizio sottoscritto dal lavoratore, o contigui ai settori individuati;
    • la retribuzione offerta deve essere maggiore di 1,2 volte l’indennità di disoccupazione percepita, se il disoccupato percepisce un trattamento di sostegno al reddito;
    • la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 50 km (35 km in mancanza di mezzi pubblici) o sia raggiungibile in media in 80 minuti con mezzi pubblici;
  • se il lavoratore è disoccupato da oltre 12 mesi, l’offerta di lavoro:
    • dal punto di vista della coerenza professionale, può riguardare qualsiasi settore lavorativo;
    • la retribuzione offerta deve essere maggiore di 1,2 volte l’indennità di disoccupazione percepita, se il disoccupato percepisce un trattamento di sostegno al reddito;
    • la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 80 km (56 km in mancanza di mezzi pubblici) o sia raggiungibile in media in 100 minuti con mezzi pubblici.

Il rapporto di lavoro, per quanto riguarda la durata, deve essere:

  • a tempo indeterminato;
  • a termine o con contratto di somministrazione, con una durata di almeno tre mesi.

Per quanto riguarda l’orario di lavoro, il rapporto deve essere a tempo pieno, o a tempo parziale, con un orario non inferiore all’80% rispetto all’orario dell’ultimo contratto di lavoro.

Lo stipendio previsto, poi, non deve essere inferiore ai minimi della contrattazione collettiva.

Quando l’offerta di lavoro è congrua per il reddito di cittadinanza?

Ai fini del reddito di cittadinanza, all’offerta di lavoro si applicano condizioni in parte diverse perché sia definita congrua:

  • se il lavoratore percepisce il reddito di cittadinanza da non più di 6 mesi, l’offerta di lavoro deve avere le seguenti caratteristiche:
    • dal punto di vista della coerenza professionale, deve riguardare uno dei settori individuati nel patto di servizio sottoscritto dal lavoratore;
    • la retribuzione offerta deve essere maggiore di 1,2 volte l’indennità di disoccupazione percepita, se il disoccupato percepisce un trattamento di sostegno al reddito;
    • la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 100 km dalla residenza dell’interessato, o comunque deve essere raggiungibile in 100 minuti con i mezzi di trasporto pubblici, se si tratta di prima offerta; la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 250 km dalla residenza dell’interessato se si tratta di seconda offerta; la sede di lavoro può trovarsi ovunque, nel territorio italiano, se si tratta di terza offerta;
  • se il lavoratore percepisce il reddito di cittadinanza da oltre 6 mesi, l’offerta di lavoro deve avere le seguenti caratteristiche:
    • dal punto di vista della coerenza professionale, deve riguardare uno dei settori individuati nel patto di servizio sottoscritto dal lavoratore, o contigui ai settori individuati;
    • la retribuzione offerta deve essere maggiore di 1,2 volte l’indennità di disoccupazione percepita, se il disoccupato percepisce un trattamento di sostegno al reddito;
    • la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 100 km dalla residenza dell’interessato, o comunque deve essere raggiungibile in 100 minuti con i mezzi di trasporto pubblici, se si tratta di prima offerta; la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 250 km dalla residenza dell’interessato se si tratta di seconda offerta; la sede di lavoro può trovarsi ovunque, nel territorio italiano, se si tratta di terza offerta;
  • se il lavoratore ha ottenuto il rinnovo del reddito di cittadinanza, l’offerta di lavoro deve avere le seguenti caratteristiche:
    • dal punto di vista della coerenza professionale, può riguardare qualsiasi settore lavorativo;
    • la retribuzione offerta deve essere maggiore di 1,2 volte l’indennità di disoccupazione percepita, se il disoccupato percepisce un trattamento di sostegno al reddito;
    • la sede di lavoro, esclusivamente nel caso in cui nel nucleo familiare non siano presenti componenti di minore età o disabili, può trovarsi ovunque nel territorio italiano; in questo caso, il beneficiario continua a percepire il reddito di cittadinanza per altri 3 mesi, a titolo di compensazione per le spese di trasferimento sostenute.

Anche in questo caso, il rapporto di lavoro, per quanto riguarda la durata, può essere stipulato:

  • a tempo indeterminato;
  • a termine o con contratto di somministrazione, con una durata di almeno tre mesi.

Per quanto riguarda l’orario di lavoro, il rapporto deve essere a tempo pieno o a tempo parziale, con un orario non inferiore all’80% rispetto all’orario dell’ultimo contratto di lavoro.

La retribuzione prevista non deve essere inferiore ai minimi della contrattazione collettiva. In base a un recente emendamento al decreto, la retribuzione deve risultare superiore alla misura massima del reddito di cittadinanza fruibile dal singolo (vale a dire a 780 euro mensili), più il 10%: in parole semplici, l’offerta di lavoro, per essere considerata congrua, deve offrire uno stipendio mensile almeno pari a 858 euro (780 euro +78  euro, il 10%).


13 Commenti

  1. Buon pomeriggio, sono Francesco, le chiedo cortesemente, fornendovi delle mie informazioni per sapere se mi tocca il RdC.
    Lavoro (tempo indeterminato) percepisco uno stipendio al mese per 14 mensilità, più o meno intorno ai 1.480 Euro “meno un 5° (186 euro) sottratto da una finanziaria dallo stipendio”
    Ho la moglie a carico con una invalidità del 50%, è una Figlia di 24 anni disoccupata da più di un anno.
    Ho una casa che pago il mutuo (tuttora sospeso ancora per altri 8 mesi per difficoltà economica) la rata era di 436.00 euro al mese,
    Ho un orto agricolo che non supera il valore di 12.000 euro.

    1. Per chiedere il reddito di cittadinanza i cittadini maggiorenni devono soddisfare le seguenti condizioni:
      -si trovano in stato di disoccupazione o risultano inoccupati (cioè hanno perso il posto o non hanno mai lavorato); coloro che hanno presentato le dimissioni sono esclusi dal reddito per un anno, così come i detenuti ed i ricoverati in una struttura a carico dello Stato;
      -sono in possesso della cittadinanza italiana o di paesi facenti parte dell’Unione europea, o sono familiari di un titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, o cittadini di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
      -sono residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due, considerati al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, in modo continuativo;
      -percepiscono un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà, cioè sotto i 780 euro mensili;
      -percepiscono una pensione inferiore alla soglia di povertà, pari, come abbiamo detto, a 780 euro mensili;
      -possiedono un Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro;
      -possiedono un valore del reddito familiare inferiore a 6 mila euro, per il singolo componente, o a 7.560 euro, in caso di pensione di cittadinanza; l’importo è elevato sino a 9.360 euro per chi paga l’affitto ed è da adeguare col parametro della scala di equivalenza;
      -possiedono al massimo due immobili nel nucleo familiare, ma il secondo immobile non deve avere un valore superiore a 30mila euro;
      -possiedono un patrimonio mobiliare familiare (conti, carte prepagate, titoli, libretti, partecipazioni…) non superiore a 6mila euro; la soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità, come definita a fini Isee, presente nel nucleo;
      -nessun componente del nucleo deve possedere autoveicoli immatricolati da meno di 6 mesi, o con cilindrata superiore a 1.600 cc e motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati nei 2 anni precedenti, navi o imbarcazioni da diporto; sono esclusi i veicoli per disabili.
      Se desideri sottoporre il tuo caso specifico all’attenzione degli esperti del nostro portale puoi richiedere una consulenza cliccando qui https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza

  2. se una persona rifiuta i lavori trovati in un arco di tempo facendo un esempio in 2 anni nel frattempo si è intascato il sussidio per 2 anni senza lavorare? ho dovrà restituire i soldi?
    grazie per la risposta

  3. Salve a tutti vorrei un’informazione, io ho fatto la domanda del reddito di cittadinanza xche mio marito non la potuto fare xche ha invalidità del 67 % ho 3 figli minorenni il più piccolo 4 anni, io ho la licenza media vorrei sapere se qualora dovrebbero chiamare al centro per l’impiego ho lobligo di rifiutare il lavoro?oppure devo accettare x forza?xche avendo i minorenni e mio marito disabile volevo capire….grazie mille

    1. Se nel tuo nucleo familiare è presente un disabile, oppure un minore di tre anni, devi sapere che puoi aver diritto ad alcune agevolazioni per ottenere il reddito di cittadinanza o la pensione di cittadinanza. Si può essere esonerati dagli adempimenti legati alla ricerca di lavoro, alla formazione ed alla riqualificazione, e non essere obbligati ad accettare un’offerta di lavoro lontano dalla tua abitazione ed a lavorare gratis per il proprio Comune. Inoltre, per la presenza di un disabile nel nucleo familiare, risultano più flessibili alcuni requisiti patrimoniali richiesti per ottenere il reddito: ad esempio, per ogni disabile presente in famiglia le soglie massime di patrimonio mobiliare (conti, carte, depositi, libretti, buoni, partecipazioni…) che possono essere possedute sono innalzate di 5mila euro, ed è aumentata la quota base del sussidio. Puoi trovare maggiori informazioni nel nostro articolo: Reddito di cittadinanza per chi assiste disabili https://www.laleggepertutti.it/272007_reddito-di-cittadinanza-per-chi-assiste-disabili

    2. Salve quindi qualora mi chiameranno io le dico ciò che ho detto a voi e ho la facoltà di scegliere?anche che le carte giustamente parlano sole…vi ringrazio ancora

      1. Salve come ripeto dato che la domanda lo fatta ha nome mio e qualora mio marito invalido al 67% troverebbe un lavoro lo stopperebbero?oppure io con lui nn centro nulla …Grazie mille

  4. Salve quindi qualora mi chiameranno io le dico ciò che ho detto a voi e ho la facoltà di scegliere?anche che le carte giustamente parlano sole…vi ringrazio ancora

  5. Salve come ripeto dato che la domanda lo fatta ha nome mio e qualora mio marito invalido al 67% troverebbe un lavoro lo stopperebbero?oppure io con lui nn centro nulla …Grazie mille

    1. Salve, chi ha carichi di cura (familiari disabili, figli sotto i 3 anni) può essere esonerato dall’accettazione delle offerte di lavoro relative a sedi distanti dalla propria abitazione.
      Se si accetta un’offerta di lavoro, il reddito derivante riduce la quota di Reddito di cittadinanza spettante

  6. Buongiorno,
    mia madre vive sola, ha sclerosi sistemica ed invalida al 67% dal 2004.
    Non percepisce nessun assegno oltre che ad essere disoccupata dal 2010.
    Rientra nei parametri isee.
    Vorrei sapere se ha degli obblighi nel risiedere nella sua dimora o puo spostarsi cambiando regione per ospitarla da me e risparmiare sulle bollette nei periodi invernali.
    Se non ha obblighi di residenza nella sua dimora, ha degli obblighi di ricerca lavoro anche quando è ospite da me?
    Può utilizzare la sua carta fuori regione per acquistare i medicinali per la sua terapia?
    grazie mille per la cortese risposta.
    Buon lavoro
    Giovanni

    1. Buonasera. Se Sua madre è invalida al 67% non ha obblighi collegati alla ricerca di lavoro in quanto beneficiaria del collocamento mirato (L. 68/99). Non ha comunque obblighi in tal senso se ha più di 65 anni. Per la residenza, dovremmo studiare la situazione reddituale e patrimoniale, per capire se, rientrando nel Suo nucleo familiare, potrebbe fruire del reddito o della pensione di cittadinanza. In ogni caso espatriare fa perdere il diritto alla generalità delle prestazioni di assistenza.
      Può chiedere una consulenza tramite questo link
      https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza?ty=consulenza-plus
      La ringrazio

  7. Buongiorno, quali parametri ci sono per un genitori single con un minore invalido grave? Negli esempi non ci sono situazioni del genere e le cifre cambiano ogni mese senza capire il perchè.

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