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La società in accomandita semplice Sas

15 Novembre 2018


La società in accomandita semplice Sas

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Novembre 2018



La società in accomandita semplice, o Sas, prevede due distinte categorie di soci: i primi amministrano la società, i secondi si limitano a finanziarla e a ricevere gli utili.

La società in accomandita semplice Sas è il modello di società più adatto quando vi sono persone che intendono svolgere l’amministrazione attiva e la gestione, ed altri che invece preferiscono rimanere al di fuori da questi aspetti, ma hanno comunque l’interesse ad entrare in società, finanziandola, per percepire poi gli utili. La prima categoria è quella dei soci chiamati accomandatari: ad essi è attribuita l’amministrazione e la rappresentanza della società, e per questo sono responsabili delle obbligazioni sociali che assumono, analogamente a quanto avviene per i soci della Snc, o società in nome collettivo. La seconda categoria comprende i soci denominati accomandanti: costoro entrano nella società apportando il loro finanziamento, ma non possono amministrarla. Il loro rischio è limitato al valore della quota conferita nella società; il loro profitto sarà rappresentato dall’utile che la società potrà conseguire durante la sua attività. Queste caratteristiche la rendono adatta ad aggregare insieme, nella medesima società, soggetti che desiderano curare direttamente la gestione degli affari sociali, assumendosene la responsabilità, ed altri soggetti che intendono limitarsi a finanziare questo progetto sociale, restando fuori dall’amministrazione attiva e diminuendo il loro rischio. Ma procediamo con ordine e vediamo cos’è e come funziona la società in accomandita semplice Sas.

Caratteristiche e funzionamento Sas

La presenza nella medesima società di due diverse categorie di soci, con compiti e responsabilità diversi, richiede una disciplina che in parte è quella della Snc ed in parte è specifica [1] per questo tipo di società.

La società si forma attraverso un atto costitutivo, che dovrà essere redatto con atto pubblico oppure con scrittura privata autenticata, per le sottoscrizioni dei soci, da un notaio. In questo atto dovranno essere indicati e ben distinti i soci accomandanti rispetto agli accomandatari, poiché essi hanno diritti e facoltà diversi.

L’atto dovrà essere depositato entro 30 giorni presso il Registro delle imprese, tenuto dalla Camera di Commercio; in mancanza di questo adempimento, la Sas potrà esistere ma sarà in una condizione irregolare [2]. La ragione sociale della Sas, ossia la sua denominazione completa e ufficiale, dovrà comprendere il nome di almeno uno dei soci accomandatari, mentre è vietato includere in essa i nomi degli accomandanti. Questa precauzione serve perché agli accomandatari è riservata l’amministrazione, dunque chi prende visione della ragione sociale ed entra in contatto con la società non può essere confuso dalla presenza in essa del nome dei soci accomandanti, che non possono amministrare.

Se, in violazione di questo divieto, un accomandante compare nella ragione sociale, perde il beneficio della responsabilità limitata, e diventa automaticamente responsabile per tutti i debiti assunti dalla società, come se fosse un accomandatario. Infatti, gli accomandatari sono tenuti a rispondere con il loro patrimonio personale per le obbligazioni sociali nel caso in cui la società non abbia interamente pagato i propri debiti verso i creditori.

Gli accomandanti, invece, hanno il beneficio di limitare il loro rischio, e dunque la perdita massima, al valore della loro quota sociale, senza mai andare oltre e dunque evitando di dover coinvolgere gli altri loro beni nel passivo o addirittura nel fallimento della società.

Sistema di amministrazione 

Abbiamo visto che l’amministrazione è prerogativa dei soli soci rientranti nella categoria degli accomandatari: costoro possono esercitarla congiuntamente, cioè tutti insieme, oppure in via disgiuntiva, ognuno indipendentemente dagli altri, in modo che ciascuno di loro possa concretizzare in modo valido tutti gli atti di amministrazione senza necessità di dover ricevere il previo consenso degli altri soci o di dover fornire loro una preventiva informazione.

Se è vero che solo gli accomandatari potranno essere nominati amministratori, non è però necessario che tutti lo siano: in altre parole, ben potrà verificarsi il caso ove vi saranno alcuni soci accomandatari, che come tali potrebbero amministrare, ma che in realtà non svolgono tale funzione, perché i soci hanno preferito riservare il compito solo ad alcuni di essi anziché a tutti.

Ad esempio, l’atto costitutivo potrebbe prevedere che di tre soci accomandatari uno solo di essi divenga inizialmente l’amministratore, e che magari, successivamente, tale incarico possa essere conferito agli altri due, a rotazione annuale o per periodi più lunghi, se costoro verranno nominati alla carica a seguito di votazione ottenendo la maggioranza prevista; in tal caso vi saranno sempre tre soci accomandatari ma soltanto un amministratore per ogni esercizio.

Viceversa, i soci accomandanti sono completamente esclusi da ogni atto di amministrazione e gestione della Sas [3] e dunque, per legge, non possono trattare o compiere alcun affare per conto della società, a meno che non siano muniti di una procura speciale che li autorizzi al compimento di specifici atti. Se in qualsiasi maniera un socio accomandante violi questo divieto, mettendosi ad amministrare come se fosse un accomandatario, assumerà la responsabilità tipica di questa categoria di soci, dunque l’obbligo di pagare, anche con il proprio patrimonio personale, i debiti sociali, se il patrimonio della società non fosse sufficiente.

Inoltre, ai soci accomandanti è consentito di prestare la propria opera – che potrà essere materiale oppure intellettuale – nella società, ma sempre sotto la direzione degli amministratori, e quindi senza nessuna autonomia.

Gli accomandanti, poiché partecipano alla società nella quale hanno apportato il proprio conferimento, e sono titolari della relativa quota, avranno sempre il diritto di ricevere il bilancio annuale e di accedere ai libri sociali ed a tutti i documenti amministrativi e contabili della società, in modo da poter verificare la correttezza della gestione.

Rapporti tra le due categorie di soci nella Sas

Se è vero che gli amministratori debbono essere tutti accomandatari, è anche vero che per nominarli, così come anche per revocarli, occorre il voto e l’approvazione anche degli accomandanti, che quindi entrano a pieno titolo nell’assemblea.

Precisamente, per nominare o revocare un amministratore serve il consenso dei soci accomandatari e la maggioranza (in termini di capitale, e dunque di quote, non di persone) dei soci accomandanti. Se muore o recede un socio, vi sono importanti differenze a seconda che appartenesse ai soci accomandanti oppure agli accomandatari.

La mancanza del socio accomandante non incide particolarmente sul funzionamento della società, perché, come prima evidenziato, questo socio non era né poteva essere amministratore: quindi la sua quota di partecipazione sarà liberamente trasmissibile, in caso di sua morte, senza necessità del consenso dei soci superstiti.

La venuta meno del socio accomandatario, invece, richiede, in caso di morte, il consenso degli eredi per legittimare il trasferimento [4]; così come se l’accomandatario, in vita, intende recedere, cioè uscire dalla società, occorrerà il consenso di tutti i soci di entrambe le categorie, accomandanti ed accomandatari. Se, invece, a voler recedere dalla società è un accomandatario, per approvare la cessione della sua quota sarà sufficiente ottenere la maggioranza del capitale sottoscritto dai soci, e non necessariamente l’unanimità.

Lo scioglimento della Sas

Anche qui, a differenza degli altri tipi di società, la contemporanea presenza di due categorie di soci richiede una disciplina particolare. Potrà accadere, ad esempio, che in un determinato momento della vita sociale vengano a mancare tutti gli accomandanti, oppure tutti gli accomandatari: in tali casi la società non può regolarmente funzionare, ed è previsto dalla legge un termine di sei mesi [5] per cercare di sostituire i soci mancanti.

Se in questo periodo non si riesce a ricostituire la pluralità dei soci, occorrerà assumere dei provvedimenti, ma vi è un’importante distinzione a seconda che la categoria degli assenti sia quella degli accomandanti oppure quella degli accomandatari.

Se mancano tutti i soci accomandanti, l’attività sociale può comunque proseguire regolarmente, ma, al di là del nome di Sas, questo avverrà nelle forme e secondo le regole proprie di una Snc, perché in sostanza, rimanendo la società composta da tutti e soltanto soci accomandatari – che sono tra loro responsabili dei debiti sociali – dovrà applicarsi la normale disciplina prevista per questo tipo di società, senza più alcuna “aggiunta” per la categoria dei soci accomandanti ormai del tutto assenti.

Se invece venissero a mancare tutti i soci accomandatari, la Sas rimarrebbe priva di amministratori, ossia sarebbe carente di un organo essenziale e indispensabile per il suo funzionamento: sicché la legge prevede [6] che venga nominato con celerità un amministratore provvisorio, il quale potrà anche essere non necessariamente un socio ma anche un estraneo alla compagine sociale, in caso di assenza di disponibilità dei soci rimasti.

Vantaggi e svantaggi della Sas

Ora che abbiamo esaminato la particolare disciplina ed i meccanismi di funzionamento della Sas, è possibile comprendere i suoi fondamentali vantaggi e svantaggi.

Innanzitutto, la forma della società come Sas sarà adatta per avviare un’impresa commerciale impegnativa in termini di attività da svolgere ed onerosa dal punto di vista finanziario, in tutti i casi in cui siano disponibili a farne parte persone che hanno tra loro diverse competenze e capacità lavorative ed una differente disponibilità economica a investire nell’iniziativa.

Coloro che hanno le capacità adatte per governare l’impresa e così per saperla gestire nell’esercizio delle sue attività, potranno divenire soci accomandatari e dunque occuparsi dell’amministrazione sociale a pieno titolo e solitamente anche a tempo pieno. Coloro, invece, che vogliono o possono impegnarsi solo finanziariamente, apportando i capitali o gli altri mezzi (immobili in proprietà, beni in natura, ecc.) necessari per l’avvio della società, ma senza assumersi anche l’onere di doverla gestire, diverranno soci accomandanti, in modo da mantenere i diritti di controllo e di partecipare a pieno titolo alla distribuzione degli utili che sperabilmente verranno conseguiti dalla società negli anni di esercizio.

Gli svantaggi di questo modello di società consistono, invece, in una parziale limitazione alla libertà di compiere scelte imprenditoriali, poiché gli amministratori accomandatari sono sempre sottoposti al potere di controllo sulla loro attività da parte dei soci accomandanti; un altro svantaggio è rappresentato anche dai maggiori adempimenti formali richiesti per la costituzione della società in forma di Sas e per le eventuali modifiche successive, con i relativi costi.

Di PAOLO REMER

note

[1] Art. 2315 cod. civ.

[2] Art. 2317 cod. civ.

[3] Art. 2320 cod. civ.

[4] Art. 2284 cod. civ.

[5] Art. 2308 cod. civ.

[6] Art. 2323 co. 2 cod. civ.


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