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Cartelle: condono per i debiti fino al 2010

17 Ott 2018


Cartelle: condono per i debiti fino al 2010

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Ott 2018



Pace fiscale: la sanatoria per le cartelle fino a mille euro. News e dettagli della nuova misura.

Non bisognerà inoltrare alcuna domanda per vedersi cancellare tutti i debiti fino a mille euro che pendono ancora con l’Agenzia Entrate Riscossione. E questo perché, con l’annunciata pace fiscale, il Governo ha previsto lo stralcio delle mini-cartelle. La misura, collegata alla Legge di Bilancio, ha trovato il consenso di tutte le forze politiche e ora si appresta a diventare legge dopo l’approvazione dell’Ue. C’è però una novità: chi ha già pagato o pagherà anche un solo giorno prima dell’entrata in vigore del decreto legge non potrà più chiedere indietro le somme. Come dire: peggio per chi ha adempiuto regolarmente. Sono queste le misure introdotte dal Consiglio dei Ministri con la nuova manovra di fine anno, misure che mirano a realizzare una maggiore equità nei rapporti col fisco ma che non tengono conto invece di chi ha già corrisposto nei termini il dovuto o si è visto pignorare la casa o imporre il fermo auto. La buona notizia è che, sempre per quanto riguarda le cartelle di pagamento, il condono per i debiti fino al 2010 costituisce un vero e proprio colpo di spugna: in altri termini non ci sarà bisogno di pagare niente, neanche il capitale. Il condono toccherà i piccoli importi a prescindere dalla natura del debito; vi rientrano perciò le multe, il bollo auto, l’imposta sulla spazzatura, le tasse locali come la Tasi e l’Imu, ecc. Resta esclusa solo l’Iva. 

Ma procediamo con ordine e vediamo come funziona il condono sulle cartelle per i debiti fino al 2010.

Cancellazione cartelle dal 2000 al 2010

L’aspetto della pace fiscale che qui ci interessa prevede la cancellazione automatica di tutti i debiti iscritti a ruolo di importo residuo fino a mille euro, che risultano dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010. Questo significa che se il debito originario era di 1.500 euro e il contribuente ha già versato 500 euro, potrà ottenere la sanatoria del resto del debito. 

L’importo di mille euro, per singolo carico, va calcolato alla data di entrata in vigore del decreto fiscale, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni. Questo significa che se il capitale dell’imposta è inferiore a mille euro ma poi il tetto viene sforato con le sanzioni o gli interessi non si rientra più nel beneficio.

A chi spetta la cancellazione delle cartelle?

Nella misura rientrano tutti i contribuenti, a prescindere dal reddito: sia quelli “benestanti” che chi non può pagare. Si tratta quindi di una vera e propria rinuncia dello Stato e degli enti locali a riscuotere le somme ad essi dovuti fino a mille euro a condizione che tali importi siano già stati iscritti a ruolo – e quindi affidati all’agente della riscossione – e che detta iscrizione sia avvenuta tra il 2000 e il 2010.

Cancellazione cartelle: da quando parte

La bozza della Legge di Bilancio prevede l’annullamento automatico di tutte le cartelle esattoriali entro il 31 dicembre 2018. Ai fini del conseguente discarico, senza oneri amministrativi a carico dell’ente creditore, e dell’eliminazione dalle relative scritture patrimoniali, l’agente della riscossione trasmette agli enti interessati l’elenco delle quote annullate su supporto magnetico o in via telematica.

Il contribuente non dovrà presentare alcuna domanda come invece succede con la rottamazione per debiti di importo superiore.

Chi ha già pagato può recuperare le somme versate? 

«Chi ha dato ha dato…» diceva una canzone napoletana del dopoguerra che sintetizza la filosofia della pace fiscale. In buona sostanza, chi ha già versato gli importi per i debiti in commento non potrà più ottenere la restituzione dei propri soldi. Il decreto infatti stabilisce che:

  • le somme versate anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto restano definitivamente acquisite; 
  • le somme versate dalla data di entrata in vigore del decreto sono imputate alle rate da corrispondere per altri debiti eventualmente inclusi nella definizione agevolata anteriormente al versamento o, in mancanza, a debiti scaduti o in scadenza e, in assenza di questi, sono rimborsate. A questo fine, l’agente della riscossione presenta all’ente creditore richiesta di restituzione delle somme eventualmente riscosse dalla data di entrata in vigore del decreto legge e fino al 31 dicembre 2018.

Per quali debiti non vale il condono?

Sono esclusi dalla cancellazione dei debiti fino a mille euro i carichi affidati agli agenti della riscossione recanti:

  • risorse proprie tradizionali; 
  • Iva riscossa all’importazione; 
  • somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato; 
  • crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti; 
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna. 

 Con riferimento a tali debiti, pertanto, l’esattore potrà intraprendere le azioni di riscossione forzata.


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