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Chi esegue il pignoramento?

4 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 novembre 2018



Cos’è il pignoramento, a chi spetta eseguirlo e su quali beni è consentito farlo

Soprattutto nei periodi di crisi economica, come quello purtroppo ancora in corso in Italia, il ricorso all’indebitamento da parte dei comuni cittadini si fa più pesante. Pur di non farsi mancare quei beni o quei servizi che in passato era più facile procurarsi, molti ricorrono agli acquisti rateali ma poi, non riuscendo più a far fronte al pagamento delle rate, lo spettro del pignoramento comincia ad aleggiare. Ed è proprio in quei tristi frangenti che ad aggravare la situazione giunge il timore di vedersi pignorare i beni di proprietà. E, tra gli altri interrogativi, ci si chiede anche chi esegue il pignoramento, cioè chi sarà la persona che busserà alla porta e, per conto del creditore, pignorerà i nostri beni se non riusciremo in nessun modo a pagare quanto ci eravamo impegnati a pagare. E così capita a molti di sottoscrivere un contratto di finanziamento (con le famigerate società finanziarie) e poi accorgersi che si è fatto il passo più lungo della gamba. Ti trovi, cioè, nella difficoltà o, addirittura, nell’impossibilità di pagare con regolarità le rate per l’acquisto dell’auto nuova od usata, o per la vacanza dell’estate prima, o del corso di danza di tua figlia. Ed allora cominci a temere che il creditore, che già ti ha sollecitato a pagare le rate che hai saltato, ricorra all’avvocato e l’avvocato ti faccia pignorare qualche tuo bene. Così purtroppo accade in migliaia di casi: si arriva a pignorarti lo stipendio o il divano di casa e ad eseguire questo assai spiacevole compito sarà un ufficiale giudiziario, cioè un dipendente dello Stato che per legge ha anche il compito materiale di eseguire, richiesto dal creditore, il pignoramento dei beni di chi non abbia onorato i propri debiti. Esaminiamo, allora, la figura dell’ufficiale giudiziario ed il pignoramento che è un atto che rientra, appunto, tra i suoi compiti istituzionali.

Cos’è il pignoramento?

Abbiamo detto che il debitore che non riesca a pagare quanto dovuto al proprio creditore (ad esempio le rate di un finanziamento) corre il rischio di subire il pignoramento di uno o più beni di sua proprietà.

Ma cos’è allora il pignoramento?

Il pignoramento è l’atto con cui ha inizio la cosiddetta espropriazione forzata, cioè la fase esecutiva nella quale il creditore tenta di soddisfarsi sul debitore aggredendo i suoi beni di proprietà per ottenere quanto il debitore gli deve attraverso il ricavato della vendita di essi (oppure facendoseli direttamente assegnare dal giudice).

In sostanza il pignoramento è l’atto iniziale della espropriazione e consiste in un atto scritto (preparato dall’avvocato del creditore) contenente l’ingiunzione che l’ufficiale giudiziario fa al debitore dicendogli in pratica di astenersi (cioè di evitare) dal compiere qualunque atto che possa sottrarre i beni pignorati (e i loro frutti) alla loro funzione di garantire il credito vantato dal creditore [1].

In altri termini, con l’atto di pignoramento l’ufficiale giudiziario dice al debitore che non potrà vendere, donare o sottrarre in qualsiasi altro modo i beni pignorati (che saranno precisamente individuati nell’atto di pignoramento) dalla funzione di garantire il credito (credito il cui esatto ammontare dovrà essere anch’esso chiaramente specificato nello stesso atto di pignoramento).

I beni pignorati cioè, dal momento in cui vengono pignorati, dovranno servire solamente per pagare il creditore (attraverso il ricavato della loro vendita all’asta o attraverso la loro assegnazione in proprietà al creditore); i beni pignorati, esattamente individuati nell’atto di pignoramento, sono insomma vincolati, per effetto appunto del pignoramento, allo scopo di soddisfare il creditore.

E nei confronti del creditore che ha fatto eseguire il pignoramento dall’ufficiale giudiziario saranno inefficaci tutti gli eventuali atti con i quali il debitore, dopo il pignoramento, avesse venduto o comunque si fosse liberato dei beni pignorati (esiste anche un reato, previsto nel codice penale, che punisce il debitore stesso che abbia sottratto, soppresso, distrutto, disperso o deteriorato la cosa pignorata di sua proprietà [2]).

Il pignoramento vincola i beni che vi sono sottoposti allo scopo di soddisfare il creditore

Chi esegue il pignoramento?

L’atto di pignoramento, come abbiamo detto, è l’atto compiuto dall’ufficiale giudiziario con cui si avvia la fase della espropriazione forzata a danno del debitore: ma il pignoramento non giunge mai come un fulmine a ciel sereno sulla testa del debitore perché esso deve essere preceduto dalla notifica al debitore (da parte dell’avvocato del creditore) del titolo esecutivo – che è l’atto giudiziale, ad esempio un decreto ingiuntivo, con cui viene accertato che il debitore deve pagare una somma al creditore – e, poi, dalla notifica al debitore del precetto (un altro atto giudiziale che intima al debitore di pagare quanto dovuto, con avvertimento che altrimenti si avvierà l’espropriazione).

Abbiamo detto che è l’ufficiale giudiziario che esegue materialmente il pignoramento e lo fa, ad esempio, notificando l’atto di pignoramento al soggetto (ad esempio una banca) presso cui sono depositate somme di proprietà del debitore appunto per pignorarle (è questo il cosiddetto pignoramento presso terzi [3], cioè il pignoramento di crediti del debitore verso terzi o di cose del debitore possedute da terzi) oppure presentandosi di persona al domicilio del debitore (la casa, cioè, dove egli risiede anche se la casa non fosse di proprietà del debitore) per pignorare i beni mobili di proprietà del debitore che vi si trovano (è questo il cosiddetto pignoramento mobiliare eseguito presso il debitore [4]).

Ma chi è, dunque, l’ufficiale giudiziario, cioè il soggetto a cui spetta eseguire il pignoramento?

Si tratta di un dipendente dello Stato e, in particolare, del componente di un ufficio che svolge una funzione complementare dell’organo giudiziario, cioè della magistratura.

Gli ufficiali giudiziari svolgono perciò una funzione di aiuto e ausilio dell’ordine giudiziario.

Per la legge [5] i loro compiti sono di assistere il giudice in udienza, provvedere ad eseguire i suoi ordini, notificare gli atti.

Più in dettaglio, l’ufficiale giudiziario provvede a:

  • notificare (su richiesta degli avvocati) gli atti di citazione, le sentenze ed altri atti consegnando al destinatario una copia conforme dell’atto da notificarsi;
  • eseguire il pignoramento, sempre su richiesta dell’avvocato del creditore, nelle diverse forme consentite (cioè, come detto in precedenza, recandosi di persona presso la casa del debitore per pignorarvi i suoi beni mobili o notificando ad un soggetto (definito terzo) l’atto di pignoramento dei crediti del debitore verso tale soggetto o di cose del debitore che siano possedute da tale soggetto;
  • eseguire anche i protesti di cambiali.

L’ufficio presso il quale sono reperibili gli ufficiali giudiziari si chiama Ufficio notifiche esecuzioni e protesti (U.N.E.P.) istituito presso ogni sede di tribunale civile e che, come ogni altro ufficio pubblico, ha un suo orario di apertura al pubblico.

L’ufficiale giudiziario lavora presso l’Ufficio notifiche esecuzioni e protesti

note

[1] Art. 492 cod. proc. civ.

[2] Art. 388 cod. pen.

[3] Art. 543 cod. proc. civ.

[4] Art. 513 cod. proc. civ.

[5] Art. 59 cod. proc. civ.


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