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Tecniche per sbiancare i denti

31 ottobre 2018


Tecniche per sbiancare i denti

> Salute e benessere Pubblicato il 31 ottobre 2018



Esistono molti rimedi che non richiedono necessariamente l’intervento del dentista per sbiancare i denti ingialliti.

Avere una dentatura smagliante è molto importante al giorno oggi, come è dimostrato dal fatto che sempre più persone decidono di investire i loro soldi in trattamenti sbiancanti dall’odontoiatra o inseriscono pellicole o, più semplicemente, dentifrici sbiancanti nella loro routine quotidiana. L’importanza che assumono i denti sul piano estetico è giustificata dal fatto che sono una delle prime cose che vede ogni persona nuova con cui entri in contatto; in altre parole, possono essere considerati quasi come un biglietto da visita, in quanto costituiscono un ottimo indizio della cura che si presta alla propria persona. Se non hai ancora il sorriso smagliante di una star di Hollywood non temere perché oggi ti sveliamo una serie di tecniche per sbiancare i denti che potrai sperimentare anche a casa. Prima di iniziare, tuttavia, è necessaria una precisazione: non commettere mai l’errore di confondere dei denti bianchi con dei denti sani, sebbene questa possa essere la percezione generale. È bene sottolineare fin da subito che i rimedi per sbiancare i denti devono seguire, e non precedere, una corretta igiene orale.

Perché i denti ingialliscono?

I denti si ingialliscono a causa delle macchie che si sviluppano sia sulla superficie dura e bianca, ossia lo smalto, che sulla superficie più interna che appartiene alla struttura stessa dei denti. Difatti, sotto lo smalto si trova una sostanza, la dentina, che diventa molto più visibile man mano che lo smalto si assottiglia, cosa che può accadere a causa dell’età, così come può essere collegata a fattori esterni, ad esempio una cattiva alimentazione.

Sebbene sia difficile pensare di poter conservare dei denti perfettamente bianchi per tutta la vita, ciò nonostante ci sono una serie di fattori che puoi controllare per evitare un eccessivo ingiallimento. Basti pensare che è risaputo che l’eccessivo consumo di caffè o thè è una delle cause principali dell’ingiallimento dei denti, peggio ancora se fai seguire il caffè da una sigaretta. Anche non mantenere una dieta corretta è deleterio per il tuo sorriso, dal momento che l’eccessivo consumo di cibi processati, bevande gassate o caramelle indebolisce i tuoi denti. Purtroppo non è tutto controllabile, in quanto possono entrare in gioco anche fattori genetici.

Come avere denti bianchi?

Fatta questa doverosa premessa, la buona notizia è che anche un sorriso ingiallito può tornare a splendere. Il primo consiglio è sempre quello di rivolgerti al tuo dentista di fiducia e valutare insieme l’opportunità di procedere ad un trattamento sbiancante con il laser.

Qualora, invece, tu volessi provare prima qualche trattamento fai da te, ecco alcuni rimedi naturali che puoi provare anche a casa, evitando così i trattamenti che trovi in commercio i quali potrebbero anche risultare dannosi in quanto eccessivamente aggressivi.

Lava i denti dopo aver mangiato o bevuto

La tecnica più elementare per avere un sorriso ogni giorno più bianco è quello di lavarti i denti subito dopo aver mangiato o bevuto. È certamente un metodo che richiede molta costanza e non sempre è possibile lavare i denti immediatamente dopo un pasto, ma è anche quello più efficace dal momento che comporta un’ottima cura anche dell’igiene orale.

Come già anticipato in precedenza, cerca di ridurre il consumo di bevande come thè e caffè, nonché il consumo di sigarette, e preferisci una dieta più sana: ciò migliorerà in generale la salute dei tuoi denti. Qualora per te fosse proprio impossibile rinunciarvi, subito dopo cerca di bere quanta più acqua possibile in modo da contenere gli effetti negativi.

Bicarbonato e perossido di idrogeno 

Il perossido di idrogeno è un ottimo agente antibatterico e funziona perfettamente come detergente per bocca in quanto è in grado di annientare i germi. Ecco come puoi impiegarlo: unisci mezza dose di acqua con mezza dose di perossido di idrogeno, usa la miscela come se fosse un normale colluttorio (tienila in bocca per circa un minuto), quindi risciacqua.

È stato provato che il perossido di idrogeno mantiene il respiro fresco e elimina i batteri in quanto agisce come antisettico naturale. Al giorno d’oggi il perossido di idrogeno ha molti usi in odontoiatria e la sua applicazione più comune è per sbiancare i denti. Inoltre è in grado di fornire una protezione naturale contro le malattie gengivali come la gengivite e la parodontite. Il perossido di idrogeno può anche essere combinato con il bicarbonato di sodio in modo da ottenere una pasta sbiancante da strofinare sui denti così come fai quando utilizzi un comune dentifricio.

Quando utilizzi questo rimedio assicurati di farlo in tutta sicurezza: il bicarbonato di sodio, infatti, può essere molto abrasivo, ragion per cui devi essere certo di aver utilizzato un quantitativo sufficiente di perossido di idrogeno (il bicarbonato deve essere completamente disciolto e non ci devono essere punti granulosi nella pasta) altrimenti potresti danneggiare irrimediabilmente lo smalto dei denti.

In alternativa al bicarbonato di sodio, puoi anche utilizzare l’argilla bianca e applicarla sui denti per pochissimo tempo prima di risciacquare la bocca.

Aceto di mele 

L’aceto di mele è molto efficace contro le macchie causate dalle bevande come il caffè, dal fumo ed è anche in grado di eliminare l’antiestetica placca che si forma sui denti. Il pH acido dell’aceto di mele, infatti, permette di sbiancare i denti in modo naturale in quanto è composto da acido acetico, potassio e magnesio che hanno un effetto antibiotico e detergente. In tal modo, l’aceto di mele contribuisce al mantenimento dell’igiene orale in quanto favorisce lo sviluppo di batteri probiotici.

Il metodo di utilizzo consigliato è molto semplice: basta immergere un dito nell’aceto e strofinarlo sui denti, dopodiché risciacquare (volendo anche con del perossido di idrogeno).

Se usi l’aceto di mele per sbiancare i tuoi denti, utilizza tutte le accortezze che si consiglia di mettere in pratica in seguito all’uso del bicarbonato di sodio, in quanto è comunque una sostanza acida che può danneggiare lo smalto. Per questo motivo, lava sempre i denti con del dentifricio – meglio ancora se a pasta non fluorurata – dopo aver utilizzato questo rimedio.

Limone (scorza o succo)

Una variante de metodo appena descritto coinvolge il limone, di cui è possibile utilizzare indifferentemente sia la scorza che il succo. È inutile precisare che il limone è noto per la sua acidità, ragion per cui anche in questo caso devi prestare attenzione a non danneggiare lo smalto dei denti e fare sempre dei risciacqui con il perossido di idrogeno.
In molti sostengono che l’azione sbiancante appartenga anche ad altri agrumi, come le arance.

Un altro metodo molto famoso e anche molto utilizzato consiste nel creare una pasta di bicarbonato di sodio e succo di limone. Ovviamente, si tratta di una pasta molto aggressiva per i denti e quindi non molto consigliabile.

Olio di cocco

L’olio di cocco è sempre più utilizzato per la cura della persona. L’olio di cocco, infatti, non è molto usato solo per cucinare ma è anche un ottimo detergente/idratante per il viso e, a quanto pare, un eccellente sbiancante per i denti.
Ci sono diversi modi per provare la sua azione sbiancante. Il primo consiste nel utilizzare l’olio di cocco immediatamente dopo aver usato il dentifricio, passare l’olio di cocco sui denti e lasciarlo in posa per almeno cinque minuti, dopodiché risciacquare.

In alternativa puoi aggiungere un po’ di olio di cocco al tuo dentifricio prima di lavarti i denti. Infine, puoi mettere un po’ di olio di cocco su un panno in cotone e strofinare con forza i denti. Questo metodo è sicuramente meno aggressivo e, in più, ti assicura una maggiore protezione delle tue gengive.

Bicarbonato di sodio e fragole 

Incredibile ma vero, anche le fragole possono essere un valido alleato per la cura del tuo sorriso.
Le fragole, infatti, sono ricche di vitamina C che non solo aiuta a combattere la formazione della placca, ma contiene anche l’acido malico, un enzima in grado di eliminare le macchie più superficiali.

La pasta è molto facile da preparare: devi solo schiacciare tre fragole, aggiungere un pizzico di sale e mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio. Una volta ben miscelato il tutto, strofina la pasta ottenuta sui denti e lasciala in posa per circa cinque minuti, dopodiché puoi risciacquare. Chi ha provato questo metodo consiglia di ripetere il procedimento ogni sera per una settimana.

Carbone vegetale attivo

Il carbone vegetale attivo è l’ultimo ritrovato per lo sbiancamento dei denti e oggi numerose aziende producono dentifrici sbiancati che lo contengono. Qualora tu preferissi un rimedio fai da te, puoi acquistare del carbone vegetale attivo (facilmente reperibile online) e, aiutandoti con un pennellino o uno spazzolino, applicarlo sui denti, stando sempre attento a non strofinare eccessivamente. Lascialo in posa per qualche minuto, così dai modo al carbone di lavorare efficacemente sulle macchie, e poi fai dei risciacqui.

Alcune persone che lo hanno provato consigliano di applicarlo per cinque-sei giorni consecutivi ogni mese, mentre altre consigliano di procedere all’applicazione ogni sera per un paio di settimane almeno, in modo da poterne apprezzare i primi effetti sbiancanti. Tra i vari metodi proposti, il carbone, allo stato, sembra essere quello meno aggressivo.

Sbiancamento dentale professionale con il laser

Se sei diffidente nei confronti di queste tecniche, lo sbiancamento con il laser dal tuo dentista rappresenta un metodo affidabile, rapido e sicuro. Dopo aver fatto la pulizia dei denti, il tuo odontoiatra ti applicherà un gel a base di perossido di idrogeno sui denti che verranno poi irradiati con il laser per circa trenta minuti. Il vantaggio di un trattamento professionale è che l’effetto è immediatamente visibile ed è quindi un metodo che puoi utilizzare quando hai l’esigenza di avere un sorriso di un bianco smagliante in pochissimo tempo.


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