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Insidia stradale e responsabilità della Pubblica amministrazione

23 Ottobre 2018


Insidia stradale e responsabilità della Pubblica amministrazione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Ottobre 2018



Buche, marciapiedi dissestati, macchie d’olio sul manto stradale: quando la P.A. è responsabile per i danni causati da insidie stradali?

Le strade pubbliche non sempre rappresentano un posto sicuro: vuoi per la scarsa manutenzione, vuoi per eventi metereologici che ne comportano l’usura, è facile che si vengano a creare delle situazioni di pericolo ed in particolare le c.d. insidie stradali.  Ti sarà capitato milioni di volte di passare sopra una buca e sperare che la tua auto non abbia riportato danni ai pneumatici. Se sei fortunato ne sei uscito indenne ma se sei stato meno fortunato la buca ha danneggiato le gomme se non addirittura i cerchioni della tua auto. Quello delle buche è uno dei casi più frequenti ma sono diversi gli episodi che ogni giorno cagionano danni ai cittadini. La domanda sorge spontanea: la P.A. è sempre responsabile per i danni cagionati da insidie stradali? A rigor di logica si ma, purtroppo non è sempre così e con il presente articolo cercheremo di spiegarti quando la responsabilità viene esclusa e perché. Prima di intentare causa alla P.A. devi sapere che, seppur custode dei beni pubblici, non sempre viene ritenuta responsabile e condannata al risarcimento dei danni. Sei caduto a causa di un marciapiede dissestato?  La tua auto ha sbandato per la presenza di una macchia d’olio sulla strada? Le gomme della tua auto sono danneggiate perché sei finito dentro una buca? Sappi che, per ottenere il giusto ristoro, dovrai dimostrare che l’evento dannoso non era da te prevedibile e visibile: ed ecco appunto che si presentano i famosi concetti di insidia e trabocchetto. In questo articolo ti daremo maggiori informazioni su insidia stradale e responsabilità della pubblica amministrazione

Cosa si intende con i termini di insidia e trabocchetto?

Per aversi la responsabilità della P.A. relativamente a situazioni di pericolo presenti sulle strade pubbliche è necessario che tali situazioni presentino determinate caratteristiche. Probabilmente hai sentito parlare spesso di insidia e trabocchetto: questi concetti definiscono in maniera riassuntiva alcuni dei requisiti necessari affinché la P.A. possa essere ritenuta responsabile in sede di un eventuale giudizio.

Nel gergo comune un’insidia è un pericolo nascosto ed un trabocchetto è una situazione che ti induce in errore. Ed ecco appunto che non tutte le buche, le macchie d’olio o i marciapiedi dissestati ti daranno diritto ad ottenere un risarcimento del danno in quanto dovrà trattarsi di situazioni ingannevoli, non percepibili all’esterno come pericolo e non preventivabili. La situazione che ti ha cagionato un danno dovrà essere insidiosa nel senso che dovrà trattarsi di un pericolo occulto di cui tu non potevi renderti conto.

Per fare un esempio: se tu stai procedendo su una strada alla guida della tua auto e avvisti da lontano una grossa buca, non potrai richiedere i danni scaturenti al tuo veicolo se ci passi dentro in quanto, se fossi stato diligente, avresti senz’altro evitato il passaggio su quel tratto di strada. Diverso è il caso in cui la buca sia coperta da foglie e non preventivamente visibile mentre procedi a bordo della tua auto: in tal caso, il pericolo rientrerà nell’ipotesi di insidia e trabocchetto.

Paradossalmente, più la buca è grande e visibile e meno possibilità avrai di ottenere l’indennizzo dovuto. Anche eventuali circostanze di tempo e orario potranno influire sul ragionamento di cui sopra: nel senso che un conto è passare in una buca in pieno giorno, un altro conto è di notte quando l’assenza di luce facilita la non visibilità del rischio. Allo stesso modo, se inciampi su un marciapiede dissestato ma ammetti di essere stato tu stesso a non aver prestato attenzione a dove camminavi, la P.A. potrà scagionarsi, addebitando a te la mancanza della diligenza dovuta.

In parole povere: se non stai attento a dove cammini non puoi accusare qualcun altro. Se ciò che ti ha cagionato un danno era prevedibile e tu eri nella condizione di poterlo evitare, è molto improbabile che un giudice ti riconoscerà eventuali danni in quanto sei tu stesso con la tua condotta ad averlo favorito. Prima di decidere di portare avanti una causa, domandati se tu con il tuo comportamento non hai influito sulla causazione del danno. Purtroppo, le controversie contro la P.A. sono particolarmente lunghe e difficilmente la stessa accetterà di definire bonariamente la vicenda prima del giudizio.

Al fine di dimostrare la non visibilità e prevedibilità del pericolo ti consigliamo di raccogliere i dati di eventuali testimoni, scattare fotografie della zona incriminata ed eventualmente contattare le forze dell’ordine in modo tale che venga redatto un verbale.

Che tipo di responsabilità è quella della P.A. per la presenza di insidie stradali?

La responsabilità della P.A. è quella che viene definita in gergo tecnico responsabilità da cose in custodia. È evidente che la P.A. in qualità di soggetto proprietario e gestore dei beni demaniali deve vigilare sullo stato degli stessi ed impedire che questi ultimi arrechino pregiudizio a persone o cose. La P.A. è responsabile non solo per l’assenza di adeguata manutenzione sulle strade pubbliche ma anche quando non interviene adeguatamente per segnalare determinati pericoli.

Se ad esempio, una determinata strada è stata colpita da una frana, è ovvio che ci voglia del tempo per ripristinare i luoghi, ma il Comune dovrà posizionare adeguata cartellonistica per evitarti il passaggio in quel tratto di strada. Ciò che viene chiesto alla P.A. è semplicemente di vigilare sui beni di cui essa è custode e prendere tutte le cautele necessarie affinché questi non cagionino danni a cose o persone.

Che cosa intende con il termine caso fortuito?

Per caso fortuito si intende un avvenimento imprevisto ed imprevedibile: ad esempio un evento atmosferico particolarmente forte quale un fulmine o un uragano. La P.A. potrà uscire indenne dall’addebito di responsabilità dimostrando che il danno è avvenuto per caso fortuito e che, dunque, è stato cagionato da un evento che la stessa non poteva prevedere e prevenire.

Se ad esempio, si verifica un temporale particolarmente forte ed un fulmine colpendo un albero ne comporta la caduta sul tuo veicolo, la P.A. si difenderà sostenendo che l’evento che ha dato origine al danno e cioè il fulmine era imprevedibile ed inevitabile con la conseguenza che non sarà tenuta a risarcirti.

Quali sono le difese principali della P.A. in giudizio?

La difesa principale della P.A. in giudizi relativi a insidie stradali è che i beni demaniali, quali ad esempio le strade, sono talmente grandi da non consentirle di vigilare in tempo reale.

Per fare un esempio: se cadi a causa di una buca, è molto probabile che la P.A. sosterrà che la stessa si sia formata in quella giornata e che la vastità del territorio non consente un monitoraggio costante delle strade pubbliche. Per ovviare ad un’eccezione di tale tipo, potrebbe risultare utile raccogliere le testimonianze dei residenti del luogo al fine di dimostrare che la buca era già presente nei giorni precedenti e che nessuno è intervenuto. Bada bene però: se sei tu ad evidenziare che la buca era lì presente anche in precedenza, potresti farti un palese “autogol”.

Come è stato spiegato prima dovrà trattarsi di un pericolo che tu, seppur con la dovuta diligenza, non potevi evitare: se dimostri di conoscere la presenza dell’insidia, ti verrà senz’altro detto che essendone al corrente, avresti dovuto e potuto evitarla. S

icuramente è impensabile che i Comuni intervengano all’istante ogniqualvolta si crei una situazione di pericolo sulle strade in quanto spesso e volentieri, se non segnalato, non possono esserne nemmeno al corrente. La realtà, però, è spesso diversa in quanto, nonostante le segnalazioni dei cittadini, le insidie stradali vengono lasciate esattamente lì dove sono senza che nessuno intervenga ad eliminarle o comunque ad evidenziare il pericolo.

Quali sono le prove necessarie per attivare una causa contro la P.A.?

Se sei vittima di un incidente causato dalla presenza di un’insidia stradale, la prima cose da fare è effettuare dei rilievi fotografici del luogo in cui il sinistro si è verificato. Nell’immediatezza dell’incidente sarebbe sempre preferibile che contattassi il Corpo di Polizia Locale in modo tale che il loro intervento venga verbalizzato con attestazione del fatto, della dinamica e dello stato dei luoghi.

Molto importante nel caso di lesioni fisiche è chiamare un’ambulanza o comunque recarsi in pronto soccorso e conservare il referto. Se sono presenti all’accaduto dei testimoni, ti consigliamo di farti lasciare i loro dati anagrafici in modo tale che se dovesse servirti potrai chiamarli in giudizio per raccontare la dinamica dell’incidente.

E’ necessario che tu conservi anche le ricevute fiscali, gli scontrini e tutto ciò che sia idoneo a quantificare i danni materiali che hai subito. In caso di lesioni fisiche conserva i referti e i certificati medici nonché tutte le spese che hai sostenuto per curarti.

Qual è la procedura per ottenere il risarcimento in caso di insidia stradale?

Una volta in possesso della predetta documentazione che si chiarisce non è indispensabile ma ti aiuterà a portare avanti la richiesta, sarà necessario che invii una diffida al comune nella quale evidenzierai giorno, ora e luogo del sinistro, la causa, i danni riportati.

Alcuni Comuni, come ad esempio Roma Capitale, mettono a disposizione dei moduli precompilati per presentare la denuncia di sinistro e degli sportelli conciliazione se il valore dei danni riportati è inferiore ad una certa somma. Ti consigliamo già in sede di diffida o denuncia di sinistro di allegare i documenti utili che fondano la tua pretesa: ad esempio, fotografie, verbale del Corpo di Polizia Locale, presenza di testimonianze.

Nel caso in cui la P.A. risponda negativamente o non risponda affatto alla tua richiesta, non ti resta che attivarti con un vero e proprio giudizio. A tal proposito, ti consigliamo di rivolgerti ad un avvocato che sia esperto in materia. Tieni a mente che il termine di prescrizione per questo tipo di azioni legali è di 5 anni dal verificarsi dell’evento dannoso e che il predetto termine può essere interrotto mediante diffida scritta a mezzo racc.a.r.

Di CLAUDIA CURTO


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