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Comunicazioni Agenzia entrate: cosa fare se sono errate

4 Settembre 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 4 Settembre 2017



È fondamentale rispondere alle comunicazioni per non incorrere in sanzioni, ecco come procedere e la scadenza per gli avvisi di questa estate.

Sono in scadenza i termini per rispondere alle anomalie rilevate dal fisco sui redditi 2013.

Gli avvisi bonari sono stati inviati negli scorsi giorni ai contribuenti interessati. L’intento dell’Agenzia, come sempre più spesso accade negli ultimi anni, è quello di favorire l’adempimento del contribuente, di migliorarne cioè la compliancy [1].

Gli ultimi avvisi sono tuttavia stati inviati a ridosso del periodo di ferie, è dunque possibile che non ci si sia accorti della presenza di una comunicazione dell’Agenzia nella propria cassetta postale. Vediamo come riconoscere se la raccomandata che ci è stata annunciata arriva dal Fisco e come fare se si ritiene che la richiesta di pagamento sia errata.

Come sapere se il Fisco ha inviato un avviso bonario?

Uno dei metodi per sapere se il fisco ha inviato un avviso bonario nella nostra cassetta postale (fisica) è di controllare il codice della raccomandata della quale ci è stato recapitato l’vviso di ricevimento.

Nei nostri articoli relativi a questa tematica, in particolare controllando i commenti dei nostri utenti, avrete modo di valutare se i codici che identificano la raccomandata sono corrispondenti a quelli utilizzati per l’invio di comunicazioni da parte dell’Agenzia (leggi Codici raccomandata dei 90mila avvisi agenzia delle entrate).

Mentre questo metodo è ancora valido per i privati, per le imprese la questione appare più semplice. Da ormai un anno difatti le Entrate velocizzano i controlli inviando la comunicazione direttamente alla Pec aziendale.

Ma se l’avviso che abbiamo ricevuto dovesse essere errato? Ecco come è necessario comportarsi.

Avvisi del fisco errati: cosa fare

Gli ultimi avvisi inviati dal Fisco sono relativi alle dichiarazioni del 2014, afferenti dunque ai redditi 2013. La prima cosa da ricordare, che gli avvisi siano o meno corretti, è che è sempre bene rispondere alla comunicazione nei termini richiesti. Nel caso degli avvisi in consegna in queste settimane la scadenza è fissata per il 2 ottobre.

L’Agenzia ha ribadito ancora una volta che se abbiamo ricevuto questa comunicazione dovremo operare come segue:

  • se ritieniamo corretti i dati riportati nella nostra dichiarazione, comunicarlo all’Agenzia nei termini previsti, telefonando al numero 848.800.444 (da telefono fisso) o al 06/96668907 (da telefono cellulare), oppure rivolgersi ad uno degli uffici territoriali della direzione provinciale delle Entrate. Sarà necessario comunicare in questa occasione eventuali elementi, fatti e circostanze non conosciuti dal Fisco (trasmettendoli in formato elettronico con il canale Civis) e questo permetterà di evitare che l’anomalia rilevata si possa tradurre in futuro in un avviso di accertamento;
  • se invece riconosciamo di aver commesso gli errori, dovremo correggerli tramite ravvedimento con la presentazione di una dichiarazione integrativa (Unico 2014, redditi 2013), accompagnata dal versamento delle maggiori imposte dovute con gli interessi legali e le sanzioni per infedele dichiarazione in misura ridotta.

Se non effettueremo alcuna comunicazione entro i termini previsti (anche qualora la comunicazione a nostro avviso sia errata) sarà inevitabile la notifica dell’accertamento, con l’aggravarsi delle sanzioni.

Quanto dovremo pagare come sanzione?

Il pagamento della sanzione nel caso in cui ci si renda conto di aver effettuato una dichiarazione errata varia in ragione della gravità dell’omissione o dell’errore. Per sapere come opera il ravvedimento operoso vi consigliamo di controllare il nostro approfondimento Quali sono le tipologie di ravvedimento operoso?

Ravvedimento operoso: il Fisco facilita la correzione delle dichiarazioni

Per la prima volta il Fisco ha deciso di rendere ancora più semplice la correzione delle dichiarazioni che risultano essere scorrette. Nel cassetto fiscale di ciascun contribuente, infatti, è disponibile il link «scarica dichiarazione da integrare» per accedere al file del modello originario presentato per il 2013.

Nella medesima sezione è anche possibile scaricare il software di compilazione, per installare il pacchetto UnicoOnline necessario per richiamare la dichiarazione da correggere, importarla sul proprio Pc e integrarla sulla base dei dati forniti con il prospetto di dettaglio.


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