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Banche e intermediari possono avere l’ecobonus condominiale

3 Settembre 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 3 Settembre 2017



Il bonus per ristrutturazione o risparmio energetico può essere ceduto, oltre che a fornitori e imprese edili, anche agli istituti di credito. I dettagli.

La cessione dell’ecobonus sulle spese condominiali è stata determinata con la scorsa Legge di Bilancio. Per rendere il bonus fruibile anche da parte di chi non sia «capiente» da un punto di vista fiscale e permettere al contempo che i lavori condominiali non siano bloccati da alcuni condomini che non beneficerebbero altrimenti del vantaggio fiscale, si è inteso permettere a costoro di cedere il credito fiscale ai fornitori o le imprese edili  che svolgono il lavoro. Ne abbiamo parlato più volte sulle nostre pagine, per una trattazione dettagliata del tema vi rimandiamo al nostro articolo Ecobonus: devolvere all’impresa o detrarre dall’IRES – IRPEF?.

Oggi un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate [1] allarga la previsione di cessione del bonus rendendo potenziali beneficiari anche gli istituti di credito  gli intermediari finanziari. Vediamo come funziona.

Ecobonus e bonus ristrutturazioni: quale credito può essere ceduto dagli incapienti agli intermediari finanziari?

I contribuenti che rientrano nella cosiddetta no tax area potranno cedere il credito relativo all’ecobonus sui lavori condominiali anche a banche e intermediari finanziari. Il credito d’imposta cedibile è corrispondente alla detrazione dall’imposta lorda delle spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 nella misura del 70% per gli interventi relativi all’involucro dell’edificio.
Se gli interventi invece sono finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva degli edifici allora il credito di imposta cedibile sale al 75%.

Quanto si può cedere con l’ecobonus e con il bonus ristrutturazioni?

La detrazione del 70% o del 75% si applica su un ammontare delle spese non superiore a 40 mila euro, moltiplicato il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.
Per fruire del bonus le imprese e gli intermediari devono ripartire l’importo in 10 annualità. Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione, non può essere rimborsato, ma la quota non fruita per un anno può essere riportata nei periodi d’imposta successivi.

La cessione avvenuta viene resa visibile al cessionario nel proprio cassetto fiscale, sul sito dell’Agenzia.

Chi può cedere l’eco bonus condominiale e il bonus ristrutturazione?

Tutti possono cedere l’ecobonus agli intermediari, alle banche, ai fornitori, alle imprese. Non solo dunque i condomini «capienti» che avrebbero diritto all’ecobonus, ma i condomini «incapienti», ovvero possiedono redditi esclusi dall’imposizione Irpef per espressa previsione o perché l’imposta lorda viene tutta assorbita dalle detrazioni previste dalla legge.

Come funziona la cessione del credito dell’ecobonus?

l condomino che cede il credito d’imposta deve comunicare all’amministratore di condominio, entro il 31 dicembre del periodo d’imposta di riferimento, l’avvenuta cessione e l’accettazione del cessionario (ovvero dell’azienda, dell’intermediario, della banca a cui il credito viene ceduto), indicando la denominazione e il codice fiscale di quest’ultimo.

Sarà onere dell’amministratore del condominio comunicare annualmente questi dati all’Agenzia delle Entrate (la procedura da utilizzare è la medesima prevista per l’invio dei dati ai fini della dichiarazione precompilata).

Se l’amministratore non dovesse effettuare questa comunicazione la cessione del credito sarà inefficace, il condomino deve dunque richiedere a sua tutela che l’amministratore consegni la certificazione delle spese a lui imputabili sostenute nell’anno precedente dal condominio.

Ristrutturare il condominio a costo (quasi) zero: ecco come

Abbiamo dato nelle nostre pagine in passato qualche suggerimento relativo a come si possa intervenire sul corpo dello stabile in cui abitiamo a costo vicino allo zero. Vi invitiamo a dare uno sguardo al nostro approfondimento Rivoluzione Ecobonus: efficientamento a costo quasi zero.

note

[1] In esecuzione del DL 50/2017.


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