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Bolletta luce: cosa contestare

17 Ottobre 2018


Bolletta luce: cosa contestare

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Ottobre 2018



Le voci sulla fattura emessa dalla compagnia dell’energia elettrica non devono prevedere l’Iva sulle accise. Ecco come verificare se la tua bolletta è illegittima.

Sono numerosi gli utenti che, al ricevimento della bolletta della luce, si limitano a pagare, magari sbuffando, senza però investigare sulle ragioni che ne hanno generato l’importo complessivo. In verità ci sono numerosi componenti che vanno ad arricchire la fattura dell’energia, peraltro non sempre di facile comprensione. Succede però – e non di rado – che la compagnia della luce sbagli (in buona o malafede che sia) e calcoli in modo illegittimo le imposte. Il consumatore si trova così, inconsapevolmente, a pagare più del dovuto. Accorgersi di ciò è davvero facile e voglio spiegartelo in questo articolo. In particolare ti illustrerò cosa contestare della bolletta della luce, almeno con riferimento all’errato calcolo dell’Iva.

Bolletta della luce: l’Iva è legittima?

La questione del pagamento dell’Iva sulle bollette è stato un cavallo di battaglia per molte associazioni di tutela dei consumatori. Di certo sappiamo che l’Iva è illegittima quando calcolata sulle imposte; e ciò per la fin troppo scontata considerazione che non si possono applicare le tasse sulle tasse. Ad esempio, sarebbe illecito chiedere l’Iva sulla tariffa dei rifiuti (la Tari); va invece pagata su tutte le prestazioni di servizi o le cessioni di beni. Non fa differenza la luce ai cui consumi bisogna quindi aggiungere l’Iva. In particolare, l’Iva è del 10% sul costo totale della bolletta per le utenze domestiche: è invece del 22% per i clienti con “usi diversi”.

Se infatti apri una bolletta della luce ti accorgerai che, insieme alle voci tradizionali dei consumi (denominate: spesa per l’energia, spesa per il trasporto dell’energia e la gestione del contatore, spese e oneri di sistema) troverai anche la voce totale imposte e Iva. Come lascia intendere facilmente l’espressione usata dalla compagnia elettrica, una cosa sono le imposte e un’altra l’Iva. Vediamo di capirci meglio.

Le accise sulla bolletta della luce

Nell’elenco delle voci da pagare della bolletta della luce c’è anche l’accisa sull’energia elettrica: si tratta di una imposta erariale di consumo applicata alla quantità di energia consumata. Essa è presente in tutte le bollette, a prescindere dalla compagnia prescelta. L’accisa non è altro che una tassa: il suo importo finisce quindi allo Stato.

L’accisa viene sommata alle altre componenti della bolletta, ossia i consumi, la spesa per il trasporto dell’energia e gli oneri di sistema.

L’Iva sulla bolletta della luce

Abbiamo appena detto che sulle bollette della luce va applicata l’Iva. Ma su quale base imponibile? Come noto l’Iva è una aliquota, ossia un’imposta in percentuale che si applica su un determinato importo. Ebbene, questo importo è il totale della bolletta, meno le accise. In altri termini, l’imponibile dell’Iva sono solo i consumi (la cosiddetta “spesa per l’energia”), la spesa per il trasporto e gli oneri di sistema. Se l’Iva dovesse essere invece applicata anche alle accise, la bolletta sarebbe illegittima e si potrebbe chiederne non l’annullamento ma il ricalcolo con rimborso delle maggiori somme versate negli ultimi cinque anni.

Un esempio chiarirà meglio le idee.

Prendo la mia bolletta della luce. Il totale da pagare è di 105,15 euro.

Questa somma è così composta:

  • spesa per l’energia (consumi): 39,56 €
  • spesa per il trasporto dell’energia elettrica e gestione del contatore: 19,98 €
  • spesa oneri di sistema: 24,02 €

Il totale fa 83,56 € e costituisce, come vedremo a breve, l’importo su cui calcolare l’Iva.

A ciò si aggiungono le accise sull’energia elettrica per un totale di 2,63 €.

Andiamo a calcolare l’Iva. Nel mio caso è del 22%. Ebbene, l’Iva va applicata a 83,56 € e non a 86,19 € (dato dalla somma della bolletta [ossia 83,56 €] più le accise [ossia 2,63 €]). Se l’Iva venisse sommata alle accise sarebbe illegittima.

Che fare se l’Iva sulla bolletta è maggiorata?

Se l’Iva è maggiorata puoi fare ricorso al giudice di pace. Puoi chiedere la restituzione degli importi versati e non dovuti negli ultimi cinque anni. Se hai un’utenza da minor tempo, potrai chiedere i rimborsi dall’inizio del contratto.

Bollette della luce illegittime: cosa dicono i giudici

Numerosi giudici di pace stanno già accogliendo i ricorsi dei consumatori. E ciò sulla scia di quanto dichiarato dalla Cassazione a Sezioni Unite del 1997 secondo cui [1] un’imposta non costituisce mai base imponibile per un’altra.

Anche il giudice di pace di Venezia, ha condannato Eni Divisione Gas & Power e GDF Suez Energie a rimborsare un utente per lo stesso principio: “un tributo non può gravare su un altro analogo, senza una espressa previsione legislativa” [2].

note

[1] Cass. S.U. sent. n. 3671/97.

[2] Gdp Venezia 238/09.


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3 Commenti

  1. Buongiorno, e se invece il problema è quello di dover cessare il contatore del gas e hai già consegnato le chiavi dell’alloggio che avevi in locazione al proprietario e nessuno apre la porta per poter chiudere il contatore, cosicché continui a ricevere bollette che l’ente erogatore non vuole chiudere, cosa devi fare???

  2. Gentilmente mi spiegate perchè in un Vs. articolo del 07/03/2017 intitolato:”Bollette Luce e Gas, si paga l’IVA su accise e addizionali?” affermate che:
    Tale interpretazione – sostiene l’Agenzia delle Entrate – si pone in linea con le specifiche disposizioni impartite dalle direttive comunitarie. In particolare, la direttiva del 2006 [4] stabilisce che l’accisa, le imposte di consumo e le relative addizionali devono essere contenute nella base imponibile («nella base imponibile devono essere compresi gli elementi seguenti: a) le imposte, i dazi, le tasse e i prelievi, ad eccezione della stessa Iva»).
    Ed ora dite che non si deve pagare e fare ricorso??
    Spiegate se è cambiato qualcosa o se in uno dei 2 articoli avete preso una cantonata, grazie

  3. Le società energetiche si debbono attenere a quelli che sono i principi dello stato italiano che per togliere una tassa non dovuta su un importo da pagare va fatto un decreto che annulli il precedente in questo caso l’iva sull’accise solo così possiamo non pagare altrimenti le società chiedono il pagamento per intero in caso di mancato pagamento dell’intera somma della fattura rischio un insoluto e distacco del contatore co un ulteriore d’anno per l’utente finale.

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