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Diritto allo studio del lavoratore dipendente

28 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 ottobre 2018



Permessi per motivi di studio, per esami, aspettativa per la frequenza di corsi di istruzione: com’è tutelata la formazione del dipendente.

La legge e la contrattazione collettiva tutelano i dipendenti che vogliono migliorare la propria cultura e sviluppare le capacità professionali, prevedendo permessi, congedi e particolari agevolazioni per la realizzazione del diritto allo studio. La disciplina relativa al diritto allo studio ed alla tutela della formazione dei dipendenti è regolata negli aspetti fondamentali dalla legge, mentre i contratti collettivi stabiliscono la disciplina di dettaglio, migliorativa rispetto alla disciplina legale. In particolare, per agevolare la preparazione degli esami e per consentire la frequenza ai corsi, il lavoratore studente ha diritto a particolari turni di lavoro, all’esonero dal lavoro straordinario e, in caso di part-time, a revocare il consenso prestato alle clausole elastiche. Ma procediamo per ordine, e vediamo quali sono le principali tutele previste per il diritto allo studio del lavoratore dipendente.

Permessi per esami

In base a quanto previsto dallo Statuto dei lavoratori [1], tutti i lavoratori studenti, compresi gli universitari e coloro che frequentano corsi di formazione professionale, hanno diritto ad un giorno di permesso retribuito nel caso in cui debbano svolgere un esame.

Il permesso è concesso anche se l’esame non è superato, per il solo fatto che sia stato sostenuto. Spetta anche agli studenti fuori corso ed ai privatisti non iscritti a corsi regolari di studio.

Per beneficiare del permesso, su richiesta del datore di lavoro, il lavoratore è obbligato a presentare la documentazione che prova che l’esame sia stato sostenuto.

Il permesso giornaliero è concesso anche se l’esame è sostenuto in orario non lavorativo.

Congedi per la formazione continua

I lavoratori hanno diritto ad assentarsi dal lavoro per seguire corsi di formazione predisposti dall’azienda o da apposite strutture pubbliche. Questo diritto è previsto dalla legge [2], ma spetta alla contrattazione collettiva di categoria nazionale e decentrata:

  • definire il monte ore da destinare ai congedi;
  • definire i criteri per l’individuazione dei lavoratori che possono beneficiare dei corsi di formazione;
  • definire le modalità di orario e retribuzione connesse alla partecipazione ai percorsi di formazione.

Aspettativa non retribuita per la formazione extralavorativa

La legge [3] prevede anche che i lavoratori, se possiedono almeno 5 anni di anzianità di servizio presso lo stesso datore di lavoro, possano richiedere un’aspettativa non retribuita per congedi formativi finalizzati:

  • a completare della scuola dell’obbligo;
  • a conseguire un titolo di studio di secondo grado, oppure un diploma universitario o di laurea;
  • a partecipare ad attività formative diverse da quelle finanziate dal datore di lavoro.

Il periodo di congedo non può eccedere gli 11 mesi, continuativi o frazionati, nell’arco dell’intera vita lavorativa: non è ammesso il cumulo con le ferie, la malattia e altri congedi.

L’aspettativa può essere interrotta in caso di grave e documentata infermità, intervenuta durante il congedo e comunicata per iscritto al datore di lavoro.

Che cosa spetta durante l’aspettativa non retribuita per formazione?

Durante il periodo di aspettativa non retribuita per formazione extralavorativa:

  • è prevista la conservazione del posto di lavoro senza la maturazione dell’anzianità di servizio;
  • non sono accreditati i contributi figurativi, ma il lavoratore può provvedere alla copertura assicurativa del congedo mediante riscatto o versamento dei contributi volontari.

I contratti collettivi:

  • prevedono le modalità di fruizione del congedo;
  • individuano le percentuali massime dei lavoratori che possono ottenerlo;
  • prevedono i casi in cui il congedo può essere negato o differito;
  • fissano i termini del preavviso (che comunque non può essere inferiore a 30 giorni).

Il datore di lavoro può in ogni caso spostare in avanti le date del congedo per la formazione se ci sono comprovate esigenze organizzative.

Studenti lavoratori

Per agevolare la preparazione degli esami e per consentire la frequenza ai corsi, il lavoratore studente ha diritto a particolari turni di lavoro, all’esonero dal lavoro straordinario e, in caso di part-time, a revocare il consenso prestato alle clausole flessibili.

Congedi per motivi di studio per dipendenti pubblici

Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, lo Stato, in linea generale, investe sulla formazione dei propri lavoratori: quasi tutti i contratti collettivi dei dipendenti pubblici, difatti, prevedono la possibilità di chiedere un’aspettativa, o un congedo straordinario per motivi di studio. Ne è un esempio l’aspettativa per studio, ricerca e dottorato, un’importante agevolazione per i lavoratori del comparto scolastico, prevista dal contratto collettivo, che consente di sospendere il servizio per motivi di studio, ricerca o dottorato di ricerca. Le norme che disciplinano questa possibilità, oltre al contratto collettivo ed alle leggi che il contratto richiama, si sono sovrapposte nel tempo, così come si sono stratificate le circolari esplicative in materia. Per approfondire: Congedo straordinario per motivi di studio, ricerca e dottorato.

note

[1] Art. 10 L. 300/1970.

[2] Art. 6 L. 53/2000.

[3] Art. 5 L. 53/2000.


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