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La separazione consensuale: modi, tempi e soluzioni

30 ottobre 2018


La separazione consensuale: modi, tempi e soluzioni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 ottobre 2018



Il matrimonio è finito, non c’è più nulla che possa risolvere i conflitti di coppia. Ci sono modi per risolvere la situazione senza farsi del male reciproco e, soprattutto, ai propri figli.

Non parli più con tuo marito o con tua moglie e non avete più nulla in comune? Siete ormai degli estranei in casa. Non vuoi la guerra, vuoi solo separare le vostre vite ma ci sono i figli, e loro vanno tutelati. Hai una nuova compagna che vuole delle risposte. Hai sentito parlare di separazione e divorzio ma non ti è chiara la differenza e come muoverti. Ti servirebbe una guida per la separazione consensuale: modi, tempi e soluzioni.

Cos’è la separazione di fatto e quella legale?

Tu puoi decidere di separarti dal tuo coniuge semplicemente cessando la convivenza ma non formalizzando legalmente il nuovo status e questa viene definita separazione di fatto. In realtà per lo Stato tu resti sposato a tutti gli effetti di legge anche se con il tuo coniuge avete deciso di vivere separatamente e rifarvi una vita con altre persone. Attento però perché tale comportamento se non concordato consensualmente tra i coniugi può essere visto come un allontanamento dalla casa coniugale, ciò che tutti chiamano abbandono del tetto coniugale e produrre effetti negativi per una eventuale e successiva separazione giudiziale. Se vuoi maggiori garanzie devi procedere con la separazione legale e cioè attraverso un procedimento ed una successiva pronuncia annotata nel certificato di matrimonio, con effetti sul piano giuridico per entrambi i coniugi e che farà decorrere il tempo per il divorzio. Una volta depositato il ricorso per la separazione legale potrai lasciare la casa familiare con maggiore tranquillità.

Che differenza c’è tra separazione e divorzio?

In Italia esistono infatti due istituti molto diversi tra loro anche se molte persone tendono a confonderli: la separazione e il divorzio. La separazione è quell’istituto che permette ai coniugi in crisi di cessare la convivenza, andare ognuno per la propria strada, iniziando anche altre convivenze e relazioni venendo meno l’obbligo di fedeltà, sciogliere la comunione legale dei beni, anche se lo status di coniuge resta essendo il vincolo coniugale solo affievolito. Il divorzio è la cessazione degli effetti civili del matrimonio ed è la fase successiva rispetto alla separazione con la quale il matrimonio non produce più alcun tipo di effetto. Va rilevato che con il divorzio il coniuge superstite perde ogni diritto alla pensione di reversibilità che mantiene invece il coniuge separato così come per l’eredità, tranne nei casi di separazione giudiziale con addebito. Il coniuge separato infatti resta sempre coniuge con tutti i doveri di assistenza connessi.

Che differenza c’è tra separazione consensuale e separazione giudiziale?

Per la prima parte quindi, se vuoi separarti dal coniuge le strade sono molte, innanzitutto bisogna capire come sono i rapporti interpersonali. Se tu e tua moglie o tuo marito non vi sopportate più ed ogni occasione è motivo di litigio senza possibilità di tornare indietro in alcun modo, la soluzione è sicuramente la separazione. Ma come? Se i coniugi hanno deciso la fine del sodalizio matrimoniale in sintonia, senza particolari astiosità, allora la strada è quella della separazione consensuale, altrimenti, se la litigiosità non consente di trovare un accordo su nulla, né sui figli, né sul patrimonio, allora l’unica soluzione è la separazione giudiziale. Una vera e propria causa civile nella quale chi prenderà le decisioni finali sarà il tribunale con sentenza.

Cos’è la separazione consensuale in tribunale?

Separarsi consensualmente significa in sostanza stabilire insieme le regole della separazione. La prima strada è quella in tribunale, non ci sono problemi ostativi ma bisogna rivolgersi a uno o più avvocati. Questi depositerà il ricorso congiunto ed il tribunale fisserà l’udienza presidenziale alla quale i coniugi dovranno presenziare personalmente per il tentativo obbligatorio di conciliazione e ove questo non produca effetti, per confermare le condizioni concordate nel ricorso congiunto. Una volta conclusa l’udienza e sottoscritto il verbale, il tribunale omologa la separazione ed il pubblico ministero pone il proprio visto, anche per l’eventuale tutela dei figli minori, economicamente non autosufficienti o portatori di handicap. Essendo una procedura giudiziale è possibile, per i meno abbienti, ricorrere all’ausilio del gratuito patrocinio a spese dello Stato per pagare il proprio legale di fiducia e il contributo unificato.

Separazione consensuale in Comune?

Dal 2014 è possibile anche separarsi consensualmente in Comune. Non ti serve l’avvocato e puoi fare tutto da solo. Attento però, ci sono molti limiti. La procedura in Comune non può essere presentata se hai figli minori, economicamente non autosufficienti o portatori di handicap o se vuoi fare degli accordi patrimoniali importanti quali ad esempio trasferimenti di proprietà di immobili, auto ecc. La procedura è però molto snella: ti presenti dall’ufficiale di Stato Civile con il coniuge previo appuntamento, enunciate così la volontà di separarvi, l’ufficiale prende atto e rinvia l’incontro ad un’altra data ma non prima che siano decorsi 30 giorni per verificare la fermezza del proposito di entrambi i richiedenti. Se al nuovo incontro entrambi vi ripresentate e confermate la vostra intenzione, l’ufficiale o il sindaco procederà all’annotazione della separazione nell’atto di matrimonio. Non essendo necessaria la presenza dell’avvocato ed essendo una procedura non giudiziale, non c’è ammissione al gratuito patrocinio.

Cos’è la negoziazione assistita?

Anche questa nasce nel 2014 e consente ai coniugi di non presentarsi né in Comune né in tribunale ma solo dai rispettivi avvocati, necessari ed essenziali in questo tipo di procedura. Se vuoi azionare tale procedura ti devi rivolgere ad un avvocato di tua fiducia il quale inviterà il coniuge a stipulare entro 30 giorni un accordo di negoziazione assistita al fine di raggiungere così un accordo per la separazione. Puoi praticare questa strada anche in presenza di figli minori, economicamente non autosufficienti o portatori di handicap o di accordi patrimoniali importanti come trasferimenti di proprietà. Tale accordo dovrà essere sottoposto però al vaglio del pubblico ministero sia in presenza che in assenza di figli minori. Nel caso non ci siano figli minori o ipotesi equiparabili, il pubblico ministero, verificata la regolarità dell’accordo raggiunto, darà il nullaosta ai legali. Nel caso invece in cui tu abbia figli la procedura è più serrata perché l’accordo va trasmesso al PM entro 10 giorni e questi se lo ravviserà corrispondente agli interessi della prole lo autorizzerà, in difetto trasmetterà entro 5 giorni il contratto di separazione al presidente del tribunale perché entro 30 giorni convochi i coniugi per la verifica e la modifica degli accordi. Una volta ottenuta l’autorizzazione giudiziale l’accordo è perfetto e l’avvocato deve trasmetterlo entro e non oltre 10 giorni. In difetto, il legale incorrerà nella sanzione amministrativa da €2.000,00 a €10.000,00. Vista l’estrema delicatezza della procedura, i costi sono molto variabili.

Quali sono dunque i tempi della separazione consensuale?

Dall’esame delle varie soluzioni prospettate, emerge chiaramente che per separarsi non ci vuole molto tempo. Parliamo indicativamente di alcuni mesi che possono aumentare o diminuire a seconda della città di residenza dei coniugi, del relativo carico di lavoro del tribunale e/o degli uffici comunali.

Su cosa verte l’accordo per la separazione?

I coniugi manifestando il proprio consenso alla separazione, cessano la convivenza e regolarizzano a chi andrà assegnata la casa familiare, con naturalmente una preferenza per il permanere nella stessa dei figli nati dalla coppia e conseguentemente del genitore affidatario. Altro punto dell’accordo riguarda quindi l’affidamento dei figli minori ed il mantenimento dei minori e di quelli economicamente non indipendenti e il diritto di visita. La divisione del patrimonio comune come auto e case. Infine, va regolato l’eventuale mantenimento del coniuge.

Perché si deve versare l’assegno di mantenimento al coniuge?

Ti chiederai perché, se il tuo matrimonio è finito e vuoi separarti devi pagare l’assegno di mantenimento al coniuge o se, viceversa, il coniuge te lo deve versare. Sì perché è chiaro a tutti che per i figli va versata una somma di denaro per il sostentamento, la crescita, le necessità, le attività e quant’altro, ma è difficile capire perché bisogna farlo, o se, bisogna farlo al coniuge separato. Se nella separazione un coniuge resta senza reddito o senza una forma di sostentamento dignitosa, il coniuge più forte economicamente deve versare un assegno di mantenimento. Ti ricordo che la separazione non fa venir meno il matrimonio e quell’obbligo di assistenza materiale e morale che caratterizza il matrimonio stesso. Va tuttavia detto che mentre per il mantenimento del coniuge, il tribunale non opera verifiche nella separazione consensuale, rimettendo sostanzialmente alla volontà delle parti ogni determinazione sul punto anche l’eventuale non corresponsione a fronte di un difetto di reddito, cosa molto diversa è per quello dei figli. Il tribunale infatti controlla la proporzionalità del quantum, la sua determinazione e la sua effettiva corrispondenza alle esigenze dei minori. Comunque sia, trovare un accordo tra i coniugi è sempre la strada migliore da seguire. Lo è per i figli che evitano di essere oggetto di scambio e discussione e lo è anche da un punto di vista economico perché, una separazione consensuale, qualunque forma tu scelga, sarà sempre meno costosa di una separazione giudiziale. Infine considera che la separazione non è irreversibile, ci puoi ripensare e riprendere la convivenza. Ultimo vantaggio della separazione consensuale sulla giudiziale è la possibilità di procedere con il divorzio dopo sei mesi mentre con la giudiziale bisogna attendere un anno. Ma ricorda, solo il divorzio pone fine al matrimonio, la separazione lo mette in una fase di pausa.


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