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Giunta comunale fa disparità di trattamento: si può denunciare?

17 Novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Novembre 2018



La Giunta di un Comune agevola la Pro Loco con una delibera nel quadro di un progetto di rilevanza sociale ma nega ad un’altra associazione le stesse agevolazioni; vi è disparità di trattamento (eccesso di potere) e quindi ci sono illiceità oppure sono scelte politiche discrezionali, ma lecite? In tal caso quando si può ricorrere al T.A.R per annullare le delibere? La delibera esenta l’associazione Pro Loco dal contributo in conto spese che sarebbe dovuto per l’uso degli spazi e locali di proprietà comunale interessati dal progetto, quantificato in € 861,80. 

Da quanto si evince dal quesito, l’operato della Giunta può essere considerato illegittimo e la sua delibera viziata da eccesso di potere. 

Infatti, in caso di agevolazioni di rilevanza sociale, in virtù del principio di uguaglianza e di terzietà della Pubblica Amministrazione, un Comune non potrebbe – a parità di requisiti – ammettere un progetto ed escluderne un altro. 

A meno che non fosse stato emanato un bando comunale con possibilità di domande di ammissione a tali agevolazioni entro una determinata data e l’associazione non sia stata ammessa per aver presentato il progetto a scadenza inoltrata. 

Nel caso in cui, come appare, la deliberazione giuntale non dovesse essere un provvedimento discrezionale nel merito, ma un atto illegittimo per eccesso di potere, questa potrebbe essere impugnata entro sessanta giorni davanti al Tar competente per territorio. 

Nel caso in cui per la pubblicità di detta delibera comunale sia prescritta la pubblicazione all’albo pretorio, il termine decadenziale, ex art. 124, del d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267, per la sua impugnativa, per quanto concerne i terzi, decorre dal quindicesimo giorno da detta pubblicazione, mentre decorre dalla data di notifica o comunicazione dell’atto o di quella dell’effettiva piena conoscenza solo con riferimento a quei soggetti direttamente contemplati nell’atto o che ne siano immediatamente incisi anche se in esso non contemplati. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


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