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Gratuito patrocinio: cosa fare se si sospetta una falsa autocertificazione

17 Novembre 2018
Gratuito patrocinio: cosa fare se si sospetta una falsa autocertificazione

Ho un procedimento civile in corso, attualmente pendente in Cassazione, dopo che la controparte ha perso in appello. In entrambi i casi la controparte ha ottenuto il patrocinio gratuito e ho fondati dubbi sui redditi dichiarati nell’autocertificazione rilasciata ai fini dell’ottenimento del patrocinio. Posso avviare un accesso agli atti relativi alla concessione del patrocinio? Se si, a chi la devo indirizzare (Ordine degli avvocati di Roma/Cassazione o Ministero della Giustizia)? 

Il procedimento di ammissione al gratuito patrocinio (patrocinio a spese dello Stato) è curato dalla segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati territorialmente competente. In ipotesi di giudizio in Cassazione, il Consiglio dell’Ordine competente è quello del luogo in cui ha sede il Tribunale che ha emesso il provvedimento impugnato. Se, nel caso di specie, la sentenza d’appello impugnata è stata emessa dal Tribunale di Roma, l’eventuale istanza di accesso agli atti del procedimento di ammissione al gratuito patrocinio (ivi compresa l’autocertificazione dei redditi prodotta dalla parte ai fini del beneficio) deve essere inoltrata alla segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma. 

Come forse già il lettore saprà, l’attuale soglia di reddito per l’accesso al patrocinio a spese dello Stato è pari ad euro 11.493,82. Se l’interessato convive con il coniuge, l’unito civilmente o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’istante. 

Il limite di reddito suddetto deve sussistere per tutti i gradi di giudizio, ragion per cui, qualora la situazione reddituale dovesse variare in corso di causa, l’interessato è tenuto a darne comunicazione. 

Per completezza di risposta, va precisato che, a prescindere dall’istanza di accesso agli atti, in caso di sospetto di una falsa autocertificazione dei redditi per ottenere l’ammissione al gratuito patrocinio, il lettore può presentare un esposto alla Guardia di Finanza (nonché una segnalazione al Consiglio dell’Ordine), affinché venga effettuata una verifica tra i redditi effettivi del nucleo familiare e quelli dichiarati dalla controparte e, in ipotesi di accertata dichiarazione falsa o mendace, l’Ordine provveda alla revoca del beneficio. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone



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