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Evasione o omissione contributiva e sanzioni Inps

17 Novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Novembre 2018



A luglio ho ricevuto una lettera dall’Inps in cui mi iscrivevano di ufficio alla Gestione separata in quanto la mia figura professionale non ha una cassa di previdenza. Mi hanno anche addebitato il pagamento di versamenti relativi al reddito 2012 di 590€ con sanzione di 407€. Purtroppo mi sono fidato del commercialista. Ho avuto la partita iva dal 2012 al 2015. Dal 2016 sono a tempo indeterminato. Ho calcolato che i contributi da versare dal 2012 al 2015 sono 5543,36€. Non ho ricevuto altre lettere dall’Inps. Il nuovo commercialista mi ha proposto 2 opzioni: – attendere per valutare la pace fiscale; – autodenunciarmi e pagare i contributi Inps con una sanzione che varia dal 3 al 5% dividendo in 71 rate ma con il rischio che l’Inps non accetti la mia richiesta con la conseguenza di aumentare l’addebito fino a 10.000 € (non capisco se si riferisse al “ravvedimento operoso”, il quale però ho letto che dal 2018 non vale per l’Inps). Vorrei pagare ma non con una sanzione così alta. Vi sono altre opzioni? 

Le sanzioni applicabili in caso di mancato o tardivo versamento dei contributi previdenziali, sono regolate dall’art 116 commi 8 e 9 legge n. 388/2000. 

La misura delle sanzioni civili viene differenziata se si tratta di evasione o omissione contributiva. 

L’omissione si configura per i soggetti che non provvedono o provvedono in ritardo al pagamento dei contributi o dei premi dovuti, ovvero vi provvedono in misura inferiore. La sanzione è pari tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti, la sanzione non può superare il 40% dell’importo dei contributi o premi. Raggiunto il 40% si calcolano interessi di mora sui soli contributi al tasso del 3,5% dal 04.04.2017 (prima era del 4,18%). 

L’evasione è connessa invece a registrazioni o denunce obbligatorie omesse o non conformi al vero, con l’intenzione specifica di non versare i contributi o premi dovuti, occultando i rapporti di lavoro in essere o le retribuzioni erogate. Si applica una sanzione civile pari al 30% dell’importo omesso; la sanzione non può superare il 60% dell’importo dei contributi o premi omessi. Raggiunto il &0% si calcolano interessi di mora sui soli contributi al tasso del 3,50% annuo dal 04.04.2017 (prima era del 4,18%). 

Sul punto, l’articolo 116, comma 8, lettera “b” della legge 388/2000 stabilisce che: “qualora la denuncia della situazione debitoria sia effettuata spontaneamente prima di contestazioni o richieste da parte degli enti impositori e comunque entro 12 mesi dal termine stabilito per il pagamento dei contributi o premi e sempreché il versamento dei contributi o premi sia effettuato entro 30 giorni dalla denuncia stessa” si applica il regime dell’omissione e non quello più pesante dell’evasione. 

Il Commercialista del lettore, nel caso di specie, non si riferiva al ravvedimento operoso i cui effetti non valgono per i tributi legati agli entri di previdenza, come ad esempio i contributi della Gestione separata Inps. Tuttavia è possibile avere la sanzione più lieve dell’omissione, a condizioni che: 

– la denuncia della situazione debitoria sia effettuata spontaneamente entro 12 mesi dal termine previsto per il pagamento della contribuzione; 

– il pagamento sia effettuato entro 30 giorni dalla presentazione della denuncia; 

– la denuncia sia stata presentata prima di ogni possibile contestazione da parte dell’INPS. 

Dunque, nel caso di specie, quello di attendere il provvedimento sulla c.d. “pace fiscale” è senza dubbio una possibilità, i cui termini e condizioni sono però piuttosto aleatori. Qualora il lettore decidesse di autodenunciarsi ora, fintanto che l’INPS non gli ha inviato ulteriori avvisi di irregolarità contributiva, la sanzione ipotizzata dal Commercialista è corretta. Purtroppo non esistono altre soluzioni per abbassare il debito del lettore verso l’INPS. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Daniele Bonaddio 


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