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Multa, la notifica è nulla se si risiede all’estero?

17 Novembre 2018
Multa, la notifica è nulla se si risiede all’estero?

Il giorno 20/01/2015 mi veniva notificata una multa relativa ad un passaggio in ZTL del giorno 1/10/2014 – la multa non veniva pagata in quanto ero residente all’estero e evidentemente non mi è stata recapitata dai miei familiari. Tuttavia sembra essere stata recapitata oltre i 90 gg. Il giorno 19/07/2018 veniva redatta l’ingiunzione di pagamento che veniva consegnata tramite raccomandata il giorno 6/08/2018. Tale ingiunzione presenta a mio avviso criteri di nullità, ad esempio non mi è mai stata comunicato dettaglio della posizione debitoria ne è stato allegato il verbale (solamente richiamato come da documenti allegati). Ci sono sufficienti motivi per i quali l’ingiunzione potrebbe essere effettivamente nulla? A quale eventuale maggiorazione potrei incorrere qualora la richiesta di annullamento non venisse accolta?

Ai fini della validità dell’ingiunzione di pagamento, non occorre l’allegazione del verbale di multa, essendo sufficiente l’indicazione dei dati essenziali della contestazione, qualora il verbale sia già stato notificato al destinatario. La giurisprudenza ammette, infatti, la cosiddetta “motivazione per relationem” dell’ingiunzione qualora l’atto richiamato sia già nelle mani del destinatario e questi può quindi essere consapevole delle ragioni sottese alla richiesta di pagamento ed eventualmente esercitare il proprio diritto di difesa. Nel caso di specie, l’ingiunzione di pagamento riporta i dati essenziali della contestazione: numero del verbale, data di notifica, importo della sanzione e targa del veicolo. 

Di fatto, il lettore afferma di non essere venuto a conoscenza del verbale di multa poiché non comunicato dai familiari. Tuttavia, dal punto di vista giuridico, la notificazione si è perfezionata correttamente se questi, pur se residente all’estero, aveva eletto domicilio in Italia presso quell’indirizzo. La notifica è infatti avvenuta ai sensi dell’art. 139 c.p.c. in base al quale: “la notificazione deve essere fatta nel comune di residenza del destinatario, ricercandolo nella casa di abitazione o dove ha l’ufficio o esercita l’industria o il commercio. Se il destinatario non viene trovato in uno di tali luoghi, l’ufficiale giudiziario consegna copia dell’atto a una persona di famiglia o addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda, purché non minore di quattordici anni o non palesemente incapace. In mancanza delle persone indicate nel comma precedente, la copia è consegnata al portiere dello stabile dove è l’abitazione, l’ufficio o l’azienda e, quando anche il portiere manca, a un vicino di casa che accetti di riceverla. Il portiere o il vicino deve sottoscrivere l’originale, e l’ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell’avvenuta notificazione dell’atto, a mezzo di lettera raccomandata”. 

Nella relata di notifica si dà infatti atto della spedizione della raccomandata informativa (cosiddetta CAN). Il giudice, in ipotesi di eventuale impugnazione, darebbe per provata la notifica (visto che quanto attestato nella relata dal postino/ufficiale giudiziario fa piena prova fino a querela di falso). 

Per le ragioni sopra indicate, si sconsiglia l’impugnazione dell’ingiunzione di pagamento in quanto comporterebbe il rischio di essere condannati anche al pagamento delle spese legali di controparte. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone



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