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Poste italiane: disservizio e azione per risarcimento danni

17 Novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Novembre 2018



La società è stata protestata perché il servizio “Seguimi” di Poste italiane ha respinto 5 raccomandate dove si comunicava la procedura di contestazione e la levata del protesto. Fatto reclamo a Poste Italiane che hanno confermato il disservizio, siamo stati rimborsati con 5,00 euro. Il danno però che abbiamo subito è ben superiore a quel valore. Pertanto è nostra intenzione chiedere i danni . Quale strada dobbiamo intraprendere?

Per capire se intraprendere la strada dell’azione legale nei confronti di Poste italiane (per ottenere il risarcimento dei danni subìti dal suo disservizio), occorrerà valutare:

– se si dispone delle prove necessarie per dimostrare al giudice che esiste un danno concreto subìto dalla società lettrice (ad esempio il danno da discredito commerciale che andrà dimostrato esibendo il bollettino dei protesti o altre prove che in modo analogo dimostrino il discredito patito a causa del protesto);

– se la condotta delle Poste (cioè il fatto che siano state respinte le cinque raccomandate) è stata effettivamente la causa del danno subìto: occorrerà cioè dimostrare che a causare la levata del protesto è stato il fatto della mancata consegna delle raccomandate.

Si aggiunga che la responsabilità delle Poste per ritardi e disservizi (disservizio che nel caso specifico Poste ha riconosciuto indennizzandovi) è una responsabilità che la giurisprudenza considera di tipo contrattuale, cioè una responsabilità da inadempimento di un contratto.

In effetti, nel momento in cui ci si reca in un ufficio postale per spedire una raccomandata oppure quando si attiva con Poste italiane un servizio a pagamento (come quello definito “Seguimi”) non si fa altro che concludere un contratto con Poste italiane e, perciò, nel momento in cui Poste italiane si rende inadempiente agli obblighi contenuti nel contratto (cioè non adempie alle condizioni del servizio offerto) risponderà dei danni che questo inadempimento ha causato.

Chiaramente (anche nel caso specifico) si dovrà trattare di danni che, come già precisato, siano effettivamente conseguenza diretta e prevedibile della condotta di Poste italiane.

Detto questo, occorre aggiungere che se il danno subìto dalla società lettrice (e che sia dimostrabile in giudizio come specificato in precedenza) supera di gran lunga l’indennizzo ricevuto, è chiaro che se Poste italiane non dovesse riconoscerglielo in via bonaria (a seguito dell’invio da parte della società lettrice di raccomandata a.r. per la richiesta del risarcimento – in cui non sarà comunque necessario specificare l’entità precisa del suo ammontare), la stessa società sarà costretta ad avviare un’azione legale dinanzi al Giudice civile competente (cioè dinanzi al Giudice di Pace se la somma richiesta in risarcimento non supera i 5.000,00 euro, altrimenti dinanzi al Tribunale).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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