Diritto e Fisco | Articoli

L’infedeltà coniugale

18 ottobre 2018


L’infedeltà coniugale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 ottobre 2018



Il tradimento del marito o della moglie: le conseguenze dell’addebito e le sanzioni per l’adulterio. Cosa prevede la legge per le coppie sposate e per quelle di fatto.

Non è un reato, ma solo un illecito civile da cui scaturisce una sola sanzione: quella dell’addebito. È l’infedeltà coniugale o, per dirla con parole comuni, il tradimento. Dal punto di vista pratico, l’adulterio ha scarse conseguenze quando è posto da un uomo che guadagna più della donna, mentre ha riflessi pregiudizievoli se è quest’ultima a tradire. Difatti, l’effetto più rilevante dell’infedeltà è la perdita del diritto al mantenimento. Ne consegue che laddove il marito sia comunque tenuto, in ragione del proprio reddito elevato, a versare gli alimenti alla moglie, con o senza addebito per lui le cose non cambiano: dovrà comunque far fronte ai suoi doveri economici. Invece la moglie adultera ma disoccupata o con uno stipendio minimo non potrà mai reclamare il mantenimento proprio a causa della sua condotta colpevole. Di tutto ciò parleremo nel seguente articolo. Dopo aver spiegato cos’è la cosiddetta infedeltà coniugale, illustreremo quali sono le conseguenze per chi tradisce, quali le sanzioni e le tutele legali per chi è stato tradito. Si pensa spesso, ed a torto, che chi tradisce perde il diritto a vedere i figli: non è così perché un marito traditore può essere un ottimo padre. Affronteremo anche questo delicato tema. Quali sono le ripercussioni sulla casa coniugale quando uno dei due coniugi ha una tresca con un’altra persona? È possibile denunciare l’amante del coniuge che viene segretamente accolto in casa propria? Ecco le risposte alle tue legittime domande. 

Infedeltà coniugale: cos’è?

Quando si parla di infedeltà coniugale ci si riferisce naturalmente alle coppie sposate. L’infedeltà è invece lecita (o quantomeno non produttiva di alcun effetto) per le coppie legate da un’unione civile (quelle cioè tra omosessuali) o per le famiglie di fatto, benché abbiano firmato un contratto di convivenza.

Non c’è bisogno di spiegare cos’è l’infedeltà: tutti sappiamo che si tratta di un tradimento, di una relazione intrattenuta con un’altra persona, sia questa dell’altro sesso o del proprio. C’è quindi infedeltà anche da parte del marito che sta con un uomo o della moglie che sta con una donna. 

Quando si parla di infedeltà non ci si riferisce solo al tradimento sessuale, ma anche a quello affettivo e intellettuale. Numerose sentenze hanno infatti condannato il rapporto platonico su internet quando, dalla conversazione e dai messaggi intrattenuti dai soggetti in questione, possa evincersi un rapporto affettivo. E ciò sulla base della fin troppo scontata considerazione che ciò costituisce una mortificazione per l’altro coniuge. Non è infedeltà, chiaramente, la semplice amicizia intrattenuta su una chat, ma un messaggio compromettente è sufficiente – come vedremo – a denunciare la relazione adulterina, a prescindere dalle prove dell’effettivo contatto fisico.

Come è facile intuire è tradimento tanto quello di una sola ora quanto una relazione stabile.

Dire al coniuge «Non ti amo più» non costituisce tradimento, né causa di addebito. Nel tempo si può perdere il legame affettivo che univa al marito o alla moglie; ciò non è considerato una colpa e non produce né sanzioni, né effetti.

Allo stesso modo, dire al coniuge «Mi piace un’altra persona» non costituisce tradimento, a meno che non ci sia la prova che con quest’ultima sia stato intrattenuto un rapporto affettivo sia pure non fisico. Il fatto di guardare con desiderio tutti i giorni un altro soggetto infatti non rientra ancora nell’infedeltà coniugale e non comporta l’addebito.

Infedeltà: quali conseguenze giuridiche?

Dal punto di vista giuridico (ma vedremo che, sotto l’aspetto pratico, le cose cambiano), l’infedeltà coniugale ha una sola conseguenza: il coniuge che è stato tradito può chiedere la separazione con addebito a carico di quello infedele. “Addebito” significa “imputazione di responsabilità”: in pratica il giudice dichiara ufficialmente che la colpa per la fine del matrimonio è del coniuge infedele. 

Questo accertamento conduce a due conseguenze legali:

  • chi è stato infedele non può chiedere, per sé, l’assegno di mantenimento. Quindi, ad esempio, la moglie che ha avuto una storia, anche se disoccupata non può chiedere l’assegno mensile. Solo se le sue condizioni economiche dovessero risultare disperate e comportare un serio rischio di sopravvivenza, potrebbe tutt’al più chiedere gli “alimenti”, un importo di gran lunga inferiore al mantenimento e necessario solo a quanto necessario per non morire di fame;
  • se, dopo la separazione, uno dei due coniugi dovesse morire, la regola vuole che l’altro acquisisca i diritti successori, è cioè suo erede (questo diritto si perde solo dopo il divorzio). Ciò però non vale per chi è stato infedele. Il coniuge che ha tradito e che ha subito l’addebito non può infatti vantare alcuna quota sul patrimonio dell’ex defunto di cui, quindi, non sarà mai erede.

Infedeltà: quali conseguenze pratiche?

Da un punto di vista pratico le conseguenze per l’infedeltà coniugale non sono così rilevanti. Per quanto infatti riguarda l’aspetto successorio, non è così frequente che una persona muoia nel breve lasso di tempo che va tra la separazione e il divorzio (6 mesi in caso di separazione consensuale; 1 anno in caso di separazione giudiziale).

Dall’altro lato, la perdita del diritto al mantenimento rileva solo quando l’infedele ha un reddito più basso. Quest’ultimo aspetto merita di essere approfondito. Lo faremo ricorrendo ad alcuni esempi pratici.

Mario, con un reddito di 2mila euro al mese, è sposato con Maria la quale ha invece uno stipendio di 500 euro al mese. Mario e Maria si separano per incompatibilità caratteriali. Nessuno dei due, dunque, subisce l’addebito. Mario dovrà versare a Maria un mantenimento di circa 300 euro al mese.

Se dovesse risultare che Mario ha tradito Maria, il primo subirebbe l’addebito. Tuttavia per lui non ci sarebbe alcuna ulteriore conseguenza atteso che, comunque, resta tenuto al mantenimento in ragione del suo reddito superiore. Il mantenimento non è infatti una sanzione per aver tenuto un comportamento colpevole ma solo una misura assistenziale in favore di chi è economicamente più debole. Anche se Mario fosse stato disoccupato o con un reddito inferiore a Maria, l’impugnazione dell’addebito per tradimento non avrebbe comportato, per lui, l’obbligo di versare il mantenimento all’ex moglie.

Diversa è la soluzione nel caso in cui sia Maria a tradire Mario. Come detto, l’addebito implica solo la perdita del diritto al mantenimento. In questo caso, dunque, la moglie non potrà chiedere l’assegno, anche se nullatenente. Questo però vale solo per il mantenimento a lei diretto; se invece la coppia ha avuto dei figli, Mario resterà comunque tenuto a mantenere i minori o i maggiorenni non ancora autosufficienti sul piano economico.

Ecco perché, a volte, la battaglia giudiziaria per l’addebito ha scarse conseguenze pratiche ed è sciocco far saltare un accordo per una separazione consensuale che potrebbe avvenire senza grossi oneri economici e dispendio di tempo.

Infedeltà: posso chiedere il risarcimento del danno?

Solo raramente i giudici hanno riconosciuto, in caso di infedeltà coniugale, oltre all’addebito anche il diritto al risarcimento del danno. Ciò scatta non quando il coniuge tradito abbia subito uno “scossone psicologico”, la depressione per il fallimento del matrimonio e un dolore interiore. Si ha diritto al risarcimento solo allorché le modalità del tradimento hanno leso la reputazione del coniuge tradito. Si tratta, insomma, di una misura rivolta solo a tutelare l’immagine pubblica della “vittima”. Si pensi all’ipotesi in cui Maria tradisce Mario con il suo migliore amico e tutta la cittadinanza o gli amici lo sanno. O quando Mario esce con la propria segretaria, con cui ha una relazione, incurante del fatto che la gente mormori alle spalle di Maria.

Come dimostrare il tradimento

Per far scattare l’addebito per il tradimento non è necessaria la prova di una relazione fisica o stabile. Bastano i semplici indizi che siano indicativi di una relazione affettiva o di un’attrazione fisica. Quindi il messaggio lasciato su una chat, con apprezzamenti e inviti a un rapporto sessuale, sono sufficienti a far scattare l’addebito anche se non viene dimostrato un incontro effettivo tra i due amanti segreti. Lo stesso dicasi per lo scambio di immagini provocanti.

Leggi Infedeltà: quali prove.

Si fa sempre più ricorso agli investigatori privati. I loro report non sono però una prova. Lo possono essere le fotografie scattate dal detective; queste ultime però perdono la loro valenza di prova documentale se contestate dalla controparte. A tal riguardo, la contestazione non può essere generica ma deve spiegare per quali motivi la foto non è attendibile; ad esempio si può eccepire che la foto si riferisce a un episodio risalente nel tempo oppure che l’identità dei volti non è chiara e i soggetti non riconoscibili. 

Email ed sms sono ormai entrati anche nel processo civile. Ma sottrarre con la forza o con l’inganno il cellulare al proprio coniuge che lo ha tenuto riservato e non lo ha lasciato sul tavolo o sul divano costituisce un reato: quello di violazione della privacy.

Allo stesso modo è illegittimo lasciare un registratore acceso in casa prima di uscire: l’interferenza nella vita privata altrui è punito ai sensi del codice penale.

Le ammissioni di responsabilità sono di certo la prova “principe” dell’infedeltà, ammissioni che possono essere dichiarate a voce, ma registrate all’insaputa dell’ex; difatti le registrazioni di conversazioni tra coniugi, anche avvenute a casa propria, sono legali.

Come difendersi da una accusa di tradimento?

L’unico modo per difendersi da un’accusa di tradimento è quello di dimostrare che la coppia era già in precedenza in crisi e che l’infedeltà coniugale non è stata la causa della rottura bensì l’effetto di una situazione già conclamata. Difatti, l’addebito scatta solo per quelle condotte che provocano la separazione e non per tutte le altre. Ad esempio, se Mario e Maria non si parlano già da diversi mesi, litigano in continuazione e non hanno più rapporti sessuali, l’eventuale tradimento di Mario non implicherà l’addebito. Spetta però a Mario dimostrare che il matrimonio era già in frantumi prima del tradimento.

note

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI