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Facebook: ecco che succede se pubblichi fake news

20 giugno 2018


Facebook: ecco che succede se pubblichi fake news

> Business Pubblicato il 20 giugno 2018



Le conseguenze civili e penali della pubblicazioni di fake news sono molto serie. Ecco le misure adottate per prevenirle ricordando che con le fake news non si scherza

La lotta alle fake news da parte del famoso social network non cessa, anzi, vengono studiate sempre nuove iniziative. Già lo scorso anno  maggio, il padre di Facebook, Mark Zuckerberg, aveva dichiarato 3mila assunzioni per evitare i casi di violenza in diretta e i tanti post di fake news (leggi anche Facebook assume 3mila persone e Come riconoscere le bufale su Facebook), e l’ inasprimento del regolamento di pubblicazione.

Nonostante gli sforzi, purtroppo, su Facebook e sugli altri social network le bufale la fanno da padrone. Secondo la scienza ciò accade perché le false informazioni vengono prese per buone più facilmente se vengono comunicate all’interno di un gruppo, piuttosto che a un singolo. Infatti, l’utente è portato a verificare la fonte e l’attendibilità della notizia più di frequente quando gli viene comunicata individualmente piuttosto che quando la apprende assieme al gruppo.

Fake news: cosa sono e perché nascono?

Le fake news sono letteralmente delle notizie false. La notizia falsa, a sua volta, è strumentale alla commissione di una serie di illeciti che sono, potenzialmente, infiniti. Senza contare il fatto che le fake news sono un’arma formidabile per quanto concerne il controllo dell’opinione pubblica.

Contrariamente a quanto spesso si crede la divulgazione delle fake news non è (solo) una goliardia, ma può assumere risvolti penali anche molto gravi. E, in effetti, la serie di reati che si possono potenzialmente commettere con la pubblicazione di notizie consapevolmente false è piuttosto ampia.

Pensiamo al caso di una notizia diffamatoria sulla reputazione di una persona. In questo caso la stessa, o i suoi eredi potrebbero rivolgersi non solo al giudice civile per ottenere il risarcimento ma anche a quello penale. In questo caso è fondamentale verificare il dolo o la colpa del soggetto che commette l’illecito. Vale a dire è necessario comprendere se l’utente che ha diffuso la fake news voleva ottenere quel risultato, oppure ha accettato il rischio che si verificasse non controllando l’attendibilità della notizia. In questi casi, l’autore della fake news potrebbe essere incriminato per diffamazione a mezzo stampa [1].

O pensiamo al caso di chi crea una notizia falsa chiedendo di donare soldi ad un falso numero di beneficenza. In questo caso saremmo in presenza del reato di truffa e via dicendo. Ma sono facilmente configurabili anche reati come procurato allarme, istigazione a delinquere, abuso della credulità popolare ecc. Insomma, può affermarsi che in sintesi, a seconda della finalità illecita che si intende perseguire con la creazione della fake news si avrà la configurazione di diverse tipologie di reati.

Fake News: stop alla pubblicità per le pagine che le lanciano

Tra le  misure assunte da Facebook contro la pubblicazione di fake news, vi è certamente quella che prevede che, nel caso di reiterata pubblicazione di false notizie, a una pagina che promuove bufale verrà tolta la possibilità di acquistare pubblicità sul social network. Associated Press e Snopes e altre autorevoli redazioni giornalistiche si occupano di effettuare il fact-checking delle notizie, cioè di verificare se effettivamente la notizia proviene da fonte attendibile o se invece sia stata creata al puro scopo di aumentare il numero di click della pagina.

Niente pubblicità per chi posta fake news?

In precedenza, Facebook aveva introdotto il blocco dei post sponsorizzati diretti ad articoli contrassegnati come falsi da osservatori terzi. Con queste regole, il social network spera di rendere ancora più efficace la sua battaglia, iniziata come si ricorderà, a seguito della campagna elettorale che ha portato all’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti.

Solo nel momento in cui la pagina smetterà di pubblicare notizie false, le sarà possibile tornare a inserire banner pubblicitari: «Abbiamo trovato casi di pagine che usano gli spot su Facebook per costruire il proprio pubblico così da distribuire fake news in modo più ampio. Adesso, se una pagina condivide ripetutamente notizie giudicate false da valutatori esterni, non potrà più comprare spazi pubblicitari».

Fake news: la scelta della Germania

Sul problema delle fake news è intervenuto il legislatore tedesco che, nel 2017, ha approvato una legge ad hoc con la quale sono stati indicati analiticamente tutti gli obblighi e le relative sanzioni per i siti web e i social network che ospitano consapevolmente fakenews.  In particolare le piattaforme sociali e mediali che hanno più di 2 milioni di iscritti hanno l’obbligo di cancellare i contenuti illeciti presenti al loro interno, con eventuali sanzioni che potranno raggiungere anche i 50 milioni di euro.

A tutela dell’utente, poi, è previsto che gli operatori stabiliscano norme vincolanti per la loro gestione dei reclami, predisponendo a tale scopo una procedura semplice e nell’ambito della quale tutte le decisioni, compresa la giustificazione del provvedimento di rimozione/mantenimento del contenuto contestato, vengano comunicate al denunciante.

note

[1] Ai sensi dell’art. 595 Cod. Pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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