Decreto pace fiscale: ultimissime novità

21 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 ottobre 2018



Che cosa contiene l’articolo 9 che ha fatto infuriare Di Maio: apertura all’Iva, tetto applicabile ad ogni singola imposta, scudo penale.

Emergono altri particolari sul decreto pace fiscale approvato dal Consiglio dei Ministri e diventato una mina vagante per la tenuta del Governo se, come denunciato dal vicepremier Luigi Di Maio, una «manina» ha ritoccato il testo licenziato dall’Esecutivo ed inviato al Quirinale (anche se dal Colle dicevano di non averlo ancora ricevuto quando il leader pentastellato ha tuonato tradimento dallo studio di Porta a porta). L’approvazione del provvedimento è, quindi, più in bilico che mai. Ma, nel frattempo, bisogna attenersi a quello che dice il decreto, sul quale, appunto, arrivano le ultimissime novità. Una delle più importanti, il fatto che la pace fiscale si allarga all’Iva. Ma non è l’unica: si apprende anche che il decreto sarà valido per ogni singola imposta entro il tetto dei 100mila euro e di un terzo di quanto dichiarato, che ci sarà uno scudo penale sui reati di riciclaggio e di antiriciclaggio e che finirà in carcere chi dichiarerà il falso.

Condono di tutte le cartelle fino a mille euro 

Per le cartelle non superiori a mille euro (compresi interessi e sanzioni) scatta in automatico il condono, o meglio la cancellazione d’ufficio, senza che il contribuente debba neanche richiederlo. Si tratta però solo degli importi inscritti a ruolo tra il 2000 e il 2010 anche quelli già prescritti e non ancora cancellati. Il valore residuo dei mille euro (con capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni) per carichi affidati alla riscossione nel 2000-2010 sarà considerato alla data di entrata in vigore del Dl fiscale. Annullamento automatico per il 31/12/2018.

Pace fiscale: il saldo e stralcio

Il decreto fiscale collegato alla legge di bilancio contiene anche il saldo e stralcio delle cartelle esattoriali. La misura non è destinata a tutti i contribuenti ma solo a coloro che versano in gravi difficoltà economiche. Il meccanismo è il seguente: in caso di Isee sotto 15mila euro si pagherà il 6% del dovuto, se l’Isee è compreso tra 15 e 22 mila euro si potrà chiudere versando il 10%, tra i 22 e i 30mila euro si pagherà solo il 25%. Per la super rottamazione è prevista la possibilità di rateizzare fino a 10 mesi.

Pace fiscale: la rottamazione ter delle cartelle di pagamento

Oltre al saldo e stralcio collegato alle difficoltà economiche è prevista la rottamazione ter che cancella gli interessi e le sanzioni, consentendo la dilazione del pagamento. Si potrà pagare il dovuto in 5 anni, con un massimo di 10 rate in scadenza il 31 luglio e il 30 novembre di ogni anno. La sanatoria guarda ai carichi affidati alla riscossione nel periodo 2000-2017 ma prevede anche dei raccordi con le precedenti due edizioni per consentire un allungamento dei piani di dilazioni, ma con condizioni d’accesso diverse.

Pace fiscale e dichiarazione integrativa

Si potrà far emergere fino a 100mila euro per periodo d’imposta e comunque non oltre il 30% di quanto dichiarato.

Questa soglia va applicata ad ogni singola imposta e per ciascuno dei periodi di imposta interessati dai termini dell’accertamento, cioè per le dichiarazioni dal 2013 al 2016 presentate entro il 31 ottobre 2017 e per quelle che verranno presentate entro il 31 ottobre 2018. Ricordiamo che la dichiarazione integrativa è ammessa per chi ha rispettato l’obbligo di presentazione del 730 negli anni sopra citati. Dopo l’ultimo vertice del Consiglio dei ministri saltano tutte le esimenti penali previste nelle bozze circolate del Dl. Quindi non dovrebbe più esserci nessuna copertura sia per i reati tributari sia per i reati legati a riciclaggio o autoriciclaggio.

Pace fiscale e processi verbali di constatazione

Nella sanatoria possono rientrare i Pvc consegnati entro l’entrata in vigore del dl, purché non siano stati notificati accertamenti o ricevuti inviti al contraddittorio. Necessaria una dichiarazione entro il 31 maggio 2019. Entro la stessa data andrà versata la prima o unica rata. Si potrà versare in un massimo di 20 rate trimestrali.

Pace fiscale e accertamenti fiscali

Sono interessati allo sconto di sanzioni e interessi gli avvisi di accertamento, di rettifica e liquidazione e gli atti di recupero notificati entro l’entrata in vigore del Dl, a condizione che non siano stati impugnati e siano ancora impugnabili alla stessa data. I termini di adesione sono stretti: 30 giorni dall’entrata in vigore del dl.

Pace fiscale e Iva

Il decreto pace fiscale prevede tra le ultimissime novità all’articolo 9 (quello che ha mandato in bestia il vicepremier Di Maio) la possibilità di utilizzare la dichiarazione integrativa per modificare al rialzo le dichiarazioni Iva. Basterà applicare l’aliquota media oppure, se proprio non si riesce a calcolarla, l’aliquota ordinaria del 22%.

Ma non sarà una passeggiata per chi vorrà aderire alla pace fiscale mettersi a posto con l’Iva. All’aliquota da applicare (quella media oppure quella ordinaria) c’è da aggiungere l’aliquota sostitutiva del 20% sul maggiore imponibile Irpef o Ires, le addizionali, i contributi previdenziali, l’Irap o eventuali altre imposte all’estero. Insomma, 20% più l’aliquota Iva media oppure quella ordinaria del 22%. Fate due conti.

Pace fiscale e tributi dogana, dazi e Iva all’importazione

Nella pace fiscale ricadono tutti i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2017. Dopo due edizioni della rottamazione la terza apre anche alle sanzioni e agli interessi applicate alle cartelle doganali. Restano dovuti dazie iva all’importazione in quanto tributi propri della Ue.

Pace fiscale e cancellazione delle cause in corso

La sanatoria riguarda liti ancora in corso con le Entrate per cui è stato depositato ricorso in primo grado alla data di entrata in vigore del Dl fiscale. Rispetto alla passata edizione viene prevista la possibilità di pagare il 50% del valore della lite per chi ha vinto in primo grado e del 20% per chi ha vinto in secondo grado.


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