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Malattia: contributi figurativi per la pensione

19 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 ottobre 2018



Durante il periodo di malattia al dipendente spettano i contributi figurativi validi per il diritto e per la misura della pensione?

Sei un lavoratore dipendente e devi assentarti per malattia, ma sei preoccupato perché hai paura che il periodo non ti venga riconosciuto ai fini della pensione? Devi sapere che i periodi di malattia, per i lavoratori dipendenti, sono pienamente validi per la pensione: durante questi periodi, infatti, l’Inps riconosce i cosiddetti contributi figurativi, dei contributi accreditati automaticamente dall’istituto senza necessità di versamenti. In pratica, ti vengono accreditati comunque i contributi nel tuo estratto conto Inps, senza che né tu né il datore di lavoro dobbiate effettuare alcun versamento. I contributi figurativi per malattia, in particolare, sono utili sia per il diritto alla pensione (cioè sono sommati agli altri contributi, e servono per raggiungere la soglia minima necessaria a maturare una determinata prestazione: 20 anni di contributi per la pensione di vecchiaia, 42 anni e 10 mesi, o 41 anni e 10 mesi per le donne, per la pensione anticipata, e così via…) che per la misura, cioè per l’ammontare, della prestazione. Possono essere riconosciuti, però, a partire dal 2012, sino a un massimo di 22 mesi nell’arco della vita lavorativa, esclusi gli inabili per infortunio sul lavoro. Ma procediamo per ordine, e facciamo il punto sulla malattia: contributi figurativi per la pensione.

Com’è tutelata l’assenza per malattia?

Durante il periodo di assenza per malattia, il dipendente è tutelato dalla normativa: nonostante il rapporto di lavoro sia sospeso, difatti, continua a ricevere:

  • la retribuzione (un’indennità di malattia da parte dell’Inps, anticipata dal datore di lavoro, più un’integrazione da parte del datore di lavoro; in alcuni casi la malattia è pagata solo dal datore, in altri direttamente dall’Inps);
  • i contributi previdenziali.

I contributi figurativi per malattia, però, a partire dal 2012 possono essere accreditati per un massimo di 22 mesi nell’intera carriera; fanno eccezione i soli inabili per infortunio sul lavoro.

Quanto valgono per la pensione i contributi per malattia?

Oltre al limite relativo ai contributi massimi accreditabili, i contributi figurativi per malattia presentano altre limitazioni:

  • non sono utili per raggiungere il requisito di 35 anni di contribuzione (1820 contributi settimanali) per la pensione di anzianità;
  • non possono essere accreditati se il lavoratore non possiede almeno un contributo settimanale versato prima del periodo di malattia;
  • non sono utili, inoltre, per il diritto al versamento dei contributi volontari e per il diritto all’indennità di disoccupazione (il periodo di malattia viene considerato come periodo neutro e “saltato”, nel conteggio dei versamenti utili alla Naspi).

Quando sono riconosciuti i contributi per malattia ai fini della pensione?

I contributi figurativi per malattia sono accreditabili se la causa dell’assenza è:

  • malattia indennizzata;
  • malattia tempestivamente accertata;
  • malattia professionale;
  • malattia non indennizzata per essersi verificata in periodi non lavorati;
  • malattia che non dà luogo ad indennizzo (come la malattia per lavoro domestico);
  • infortunio sul lavoro.

Non sono, invece, accreditabili i periodi di malattia e infortunio di durata inferiore ai 7 giorni.

Contributi per aspettativa per malattia non retribuita

Il periodo di aspettativa per malattia non retribuita, che può essere riconosciuto ai dipendenti pubblici al termine della malattia “coperta” (pari a un massimo di 18 mesi in un triennio), è pienamente valido ai fini del diritto e della misura della pensione, in quanto sono accreditati i contributi figurativi.

Questo periodo, nel dettaglio, può avere una durata massima di 18 mesi ed è concesso ai dipendenti con gravi patologie, ai quali l’ordinario periodo di malattia non basta.

Come si chiede l’accredito dei contributi figurativi per malattia?

Sino al 2012, per riconoscere i contributi figurativi per malattia era necessario inviare una domanda all’Inps, non soggetta a termini di prescrizione o decadenza.

Dal 2013 l’accredito avviene, nella generalità dei casi, automaticamente da parte dell’Inps, quindi senza bisogno di un’apposita istanza.

Per i periodi non indennizzati o al di fuori del rapporto di lavoro è però necessario presentare degli specifici documenti: certificato di malattia, certificato di infortunio, cartelle ospedaliere che attestino l’eventuale ricovero.


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