Diritto e Fisco | Articoli

Com’è tassato il pensionato che lavora?

19 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 Ottobre 2018



Tassazione del reddito di lavoro percepito in contemporanea al reddito di pensione: quanto si paga in più, convenienza del cumulo lavoro-pensione.

Il pensionato, nella generalità dei casi, può continuare a lavorare senza problemi: dal 2008 [1], infatti, i limiti di cumulo tra lavoro e pensioni dirette (di vecchiaia, di anzianità, anticipata) sono stati aboliti. Restano ancora, invece, alcuni limiti di cumulo relativi alle pensioni di reversibilità, invalidità e inabilità: in questi casi, chi lavora subisce delle riduzioni, in misura differente a seconda del trattamento percepito. Restano, poi, limitatamente cumulabili coi redditi da lavoro, o incumulabili, alcune pensioni, come la pensione anticipata precoci, l’Ape sociale, e, con tutta probabilità, la nuova pensione quota 100. Ad ogni modo, a prescindere dal fatto che la pensione possa essere percepita per intero, oppure sia ridotta, su di essa va applicata la tassazione, in quanto il reddito di pensione, come il reddito di lavoro, è assoggettato all’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Vediamo dunque com’è tassato il pensionato che lavora o, più precisamente, il lavoratore che oltre al reddito di lavoro percepisce un reddito di pensione.

Come si calcola il reddito imponibile

Innanzitutto, per calcolare correttamente l’Irpef è necessario conoscere prima il reddito imponibile, cioè il reddito su cui applicare l’imposta.

I redditi assoggettati ad imposizione sono di vario tipo: ci sono i redditi fondiari, che derivano dagli immobili (redditi di terreni e di fabbricati), i redditi di capitale, i redditi d’impresa, i redditi di lavoro dipendente, autonomo e di pensione, e i redditi diversi.

Nel caso in cui l’interessato possieda solo un reddito derivante dalla pensione, assieme al reddito derivante dall’attività di lavoro dipendente, i due redditi devono essere sommati per ottenere l’ammontare da sottoporre a tassazione.

Per quanto riguarda il reddito di lavoro dipendente, però, si devono sottrarre i contributi previdenziali trattenuti ed alcune somme non imponibili, come l’indennità di trasferta; nella dichiarazione dei redditi (modello Rediti o 730) devono poi essere indicate le imposte già trattenute in busta paga. Lo stesso vale per le imposte già trattenute nel cedolino di pensione. In ogni caso, considerando che i redditi di lavoro dipendente e di pensione corrisposti nell’anno sono certificati in un apposito documento, la Cu (certificazione unica), è sufficiente riportare nella dichiarazione dei redditi quanto descritto nelle certificazioni.

Come si calcola l’imposta lorda dovuta

Una volta determinato il reddito complessivo, sommando il reddito di lavoro e di pensione (salvo la presenza di ulteriori redditi assoggettabili ad Irpef, che vanno comunque sommati), si calcola l’imposta lorda dovuta applicando delle percentuali, le aliquote.

Ricordiamo che l’Irpef è un’imposta che prevede l’applicazione di aliquote crescenti per scaglioni di reddito.

Nel dettaglio:

  • se il reddito complessivo va da zero a 15mila euro, si applica l’aliquota del 23%;
  • nello scaglione di reddito tra 15.001 e 28mila euro, si applica l’aliquota del 27%;
  • nello scaglione di reddito tra 28.001 e 55mila euro, si applica l’aliquota del 38%;
  • nello scaglione di reddito tra 55.001 e 75 mila euro si applica l’aliquota del 41%;
  • nello scaglione di reddito che va dai 75.001 in su, si applica l’aliquota del 43%.

L’imposta deve essere poi ridotta dalle detrazioni spettanti: per reddito di lavoro dipendente, di lavoro autonomo o di pensione, per familiari a carico, etc.

Il pensionato lavoratore non può beneficiare contemporaneamente delle detrazioni per reddito di lavoro dipendente o di pensione per i periodi coincidenti, quindi deve scegliere una sola detrazione da fruire.

Come si calcolano le detrazioni per reddito di pensione?

La detrazione è un importo che viene tolto dalle imposte dovute (a differenza della deduzione, che consiste in un importo da sottrarre dal reddito), cioè, in parole semplici, dalle tasse da pagare in sede di dichiarazione dei redditi: può spettare in relazione al sostenimento di determinate spese, come l’acquisto di medicinali, oppure in relazione al reddito posseduto, come la detrazione per redditi di lavoro dipendente o di pensione.

Le detrazioni per il possesso di redditi di pensione variano a seconda del reddito complessivo prodotto. Si calcolano in questo modo:

  • per reddito complessivo non superiore a 8mila euro: 1.880 euro;
  • per reddito complessivo compreso tra 8mila e 15mila euro si deve applicare la seguente formula: 1297 + [583 × (15mila – reddito complessivo) / 7mila];
  • per reddito complessivo compreso tra 15 mila e 55 mila euro si deve applicare la seguente formula: 1.297 × [(55 mila – reddito complessivo) / 40 mila].

Nessuna detrazione è dovuta sopra i 55 mila euro di reddito.

La detrazione spettante va poi rapportata ai giorni in cui spetta il diritto alla pensione nell’anno e non è cumulabile, come già detto, con le altre detrazioni sui redditi (da lavoro dipendente e assimilati, da lavoro autonomo, da impresa minore).

Come si calcolano le detrazioni per reddito di lavoro dipendente?

Ecco, invece, come si calcolano le detrazioni per reddito di lavoro dipendente:

  • per reddito complessivo non superiore a 8mila euro: 880 euro;
  • per reddito complessivo compreso tra 8 mila e 28 mila euro si deve applicare la seguente formula: 978 + [902 × (28 mila – reddito complessivo) / 20 mila];
  • per reddito complessivo compreso tra 28 mila e 55 mila euro si deve applicare la seguente formula: 978 × [(55 mila – reddito complessivo) / 27 mila];
  • oltre 55 mila euro di reddito, come osservato per i redditi di pensione, non è prevista nessuna detrazione.

La detrazione non è cumulabile con le altre detrazioni sui redditi (da pensione, da lavoro autonomo e d’impresa minore) deve essere rapportata ai giorni di lavoro nell’anno: ad esempio, se i giorni di lavoro sono pari a 280, si dovrà dividere la detrazione spettante per 365 e moltiplicare per 280.

In ogni caso la detrazione sulla fascia di reddito minima non può essere inferiore a 690 euro o, per i rapporti di lavoro a tempo determinato (fra cui sono compresi  anche i periodi di inattività per i quali si percepiscono i trattamenti a sostegno del reddito erogati dall’Inps), a  1.380 euro, a prescindere dal periodo di lavoro.

Sono assimilati ai redditi da lavoro dipendente, ai fini della detrazione, i seguenti redditi:

  • redditi da collaborazione (co.co.co., vecchi co.co.pro, mini co.co.co.- non più operative-);
  • compensi corrisposti a soci di cooperative;
  • borse di studio;
  • compensi corrisposti da terzi;
  • compensi a soggetti impegnati in lavori socialmente utili;
  • rendite vitalizie e a tempo determinato;
  • capitali e rendite da fondi pensione;
  • remunerazione dei sacerdoti.

Come si calcola l’imposta netta dovuta?

Calcolate le detrazioni spettanti, si devono sottrarre dall’imposta lorda, per determinare l’Irpef netta dovuta in sede di dichiarazione dei redditi.

La tassazione netta dovuta deve essere diminuita degli eventuali acconti versati e delle ritenute in busta paga e nel cedolino di pensione, certificate nella Cu.

Ovviamente, la somma del reddito di lavoro a quello di pensione determina:

  • un’imposta lorda più alta, in quanto, maggiore è il reddito, maggiore è la tassazione, secondo il meccanismo osservato, ad aliquote e scaglioni;
  • delle detrazioni più basse, in quanto il reddito complessivo da inserire nelle varie formule di calcolo risulta più alto;
  • di conseguenza, una tassazione netta più elevata.

Pertanto, anche se la pensione non viene ridotta per effetto del parziale o totale divieto di cumulo, si subisce una riduzione di fatto della pensione, per chi lavora, dovuta alla maggiore tassazione.

Per semplicità, non abbiamo considerato le imposte addizionali (addizionale regionale e addizionale comunale all’Irpef), differenti a seconda della residenza del pensionato lavoratore; il ragionamento è, comunque, lo stesso: più è alto il reddito, più risultano alte le imposte lorde, e più si abbassano le eventuali detrazioni.

Per capire meglio: Calcolo pensione netta.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI