Quanto dura la disoccupazione

2 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 novembre 2018



Brevi linee guida su come verificare, anche online, la durata della disoccupazione NASpI. Ecco tutto quello che devi sapere

Il tuo rapporto di lavoro si è interrotto e vorresti chiedere la disoccupazione, ossia la NAspI (Nuova assicurazione sociale per l’impiego)? Ma non sai quanto dura la disoccupazione? Non preoccuparti. Grazie ai nuovi servizi implementati dall’Inps (Istituto nazionale per la previdenziale sociale) è possibile sapere in anticipo, sia la durata complessiva della disoccupazione che l’importo esatto spettante mensilmente. Ti basterà avere delle credenziali Inps e loggarti sul sito dell’Istituto previdenziale per avere tutte le informazioni di cui hai bisogno.

Ma come funziona del dettaglio la durata della disoccupazione? Quali sono gli elementi che determinano la durata della stessa? Per rispondere a queste domande bisogna rifarsi a uno decreti delega del Jobs Act [1] che disciplina l’ammortizzatore sociale a sostegno del reddito. Ma andiamo in ordine e vediamo nel dettaglio quanto dura la disoccupazione.

Disoccupazione NASpI: cos’è?

Innanzitutto è bene precisare che l’indennità di disoccupazione NASpI altro non è che un sostegno economico – che ha sostituito l’ASpI e la mini ASpI dal 1° maggio 2015 – erogabile in caso di interruzione involontaria del rapporto di lavoro. È quindi necessario che il lavoro cessi non per una volontà del lavoratore, come ad esempio le dimissioni volontarie, ma è effettivamente imprescindibile che il rapporto venga meno per cause non imputabili al lavoratore.

È il caso, ad esempio, delle dimissioni per giusta causa poiché l’atto di interrompere il rapporto di lavoro è dettato da circostanze legate al datore di lavoro, che rendono la prestazione non più proseguibile. Si pensi, ad esempio, al caso di mensilità non pagate o eventi di mobbing sul posto di lavoro.

Rientrano tra i casi in cui è possibile richiedere pacificamente la disoccupazione NASpI, anche i lavoratori che perdono il lavoro per la fine del contratto a termine. In quest’ultimo caso, siccome l’apposizione del termine non è una questione imputabile al lavoratore, e dunque un atto volontario del lavoratore stesso, è possibile fare domanda di NASpI all’Inps.

Disoccupazione NASpI: chi può richiederla?

La disoccupazione NASpI è rivolta esclusivamente ai lavoratori che hanno un lavoro di tipo subordinato e che hanno perso senza volontà il proprio lavoro. Dunque è possibile annoverare in questa fattispecie le seguenti categorie di lavoratori:

  • apprendisti;
  • soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative;
  • personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.

Di converso, non possono essere ascritti nell’alveo dei soggetti che possono richiedere la disoccupazione NASpI:

  • i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
  • gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato;
  • i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta confermata la specifica normativa;
  • i lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • i lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, qualora non optino per la NASpI.

Disoccupazione NASpI: quali requisiti possedere?

Per avere diritto alla NASpI è necessario essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • stato di disoccupazione [2];
  • maturazione di almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni;
  • maturazione di almeno 30 giornate di lavoro effettivi nei 12 mesi precedenti.

Disoccupazione NASpI: a quanto ammonta?

Per quanto concerne l’importo del sostegno al reddito è possibile effettuare il calcolo anche manualmente. A tal fine, basta sommare il totale delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni e dividerli per le settimane di contribuzione accreditate. Dopodiché l’importo ottenuto dal rapporto deve essere moltiplicato per il coefficiente fisso di 4,33.

Ad esempio, prendiamo il caso di un lavoratore che negli ultimi 4 anni ha retribuzioni imponibili per un importo di 60.000 euro. In questo caso, bisogna dividere l’importo per le settimane contributive accreditate, che supponiamo siano 208 (ossia 52 per 4). A questo punto, otteniamo l’importo di 288,46 euro. Il numero va successivamente moltiplicato per il coefficiente fisso, ottenendo il risultato di 1.249,04 euro.

Ma l’importo della NASpI è 1.249,04 euro? Assolutamente no. Il calcolo non è ancora finito.

Infatti:

  • se l’importo è inferiore a 1.314,30 euro, la misura della prestazione è pari al 75%;
  • se l’importo è superiore a 1.314,30 euro, la misura della prestazione è pari al 75% del predetto importo sommato al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile imponibile e 1.314,30 euro.

Nell’esempio in questione, quindi, essendo l’importo inferiore a 1.314,30 euro, per calcolare con precisione quanto metteremo in tasca ci basta fare il 75% di 1.249,04 euro, che è 936,78 euro.

Inoltre bisogna tenere conto che:

  • la NASpI si riduce del 3% ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione (91° giorno);
  • è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni.

Disoccupazione NASpI: quanto dura?

In riferimento alla durata della disoccupazione NASpI la legge prevede che debba essere liquidata mensilmente, per numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni.

Dunque, riprendendo l’esempio su esposto, che prevedeva l’accredito di n. 208 settimane contributive, il lavoratore che ha perso involontariamente il lavoro e che chiede ora la NASpI, potrà percepirla per 52 mesi.

A tal proposito si precisa che:

  • ai fini del calcolo della durata della prestazione sono presi in considerazione solo i periodi di contribuzione presenti nel quadriennio di osservazione;
  • ai fini del non computo dei periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione di prestazione di disoccupazione sono presi in considerazione, per esserne esclusi, i periodi di contribuzione precedenti la prestazione della quale hanno costituito base di calcolo;
  • i periodi di contribuzione relativi al rapporto di lavoro successivi all’ultima prestazione di disoccupazione sono sempre utili ai fini della determinazione della durata di una nuova NASpI poiché non hanno già dato luogo ad erogazione di prestazioni di disoccupazione.

Da notare, inoltre, che ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione, anche nei casi in cui dette prestazioni siano state fruite in unica soluzione in forma anticipata.

Disoccupazione NASpI: verificare durata online

Come anticipato in premessa, il lavoratore che chiede la NASpI telematicamente all’INPS può verificare direttamente online, sia l’importo della futura prestazione sia la durata della stessa, in modo tale da sapere in anticipo quanto e per quanto tempo si andrà a percepire il sussidio economico.

Dunque, per conoscere con precisione tutte le informazioni riguardanti la domanda di NASpI, basta accedere da “Tutti i servizi” a “Nuova Assicurazione sociale per l’impiego (NASpI): consultazione domande”, e inserire le proprie credenziali (PIN o SPID). In caso di accoglimento della domanda, cliccando su “Dettagli” si aprirà il prospetto di calcolo (scaricabile in pdf), nel quale è indicata la durata dell’indennità con gli importi lordi da liquidare mensilmente. Una nota avverte il beneficiario della progressiva riduzione del 3% a partire dal 4° mese di erogazione dell’indennità, prevista dalla normativa come criterio di calcolo.

Oltre a verificare gli importi spettanti, il sistema telematico permette di poter controllare anche lo stato della domanda e il suo esito. Infatti, basta accedere alla propria sezione “MyInps” e cliccare sulla voce “I tuoi avvisi”. A questo punto, potranno apparire due tipi di avvisi

  •  “Notifica della Comunicazione”, che rimanda tramite un link alla lettera di riscontro che comunica l’accoglimento/rigetto o la richiesta di ulteriore documentazione;
  • Disoccupazione non agricola dal …”, avviso di liquidazione di ogni rata di NASpI contenente indicazione dell’importo lordo liquidato sull’ IBAN che si è indicato nella domanda.

Chi ha fornito un numero di cellulare in fase di registrazione delle credenziali INPS, riceverà anche un SMS di segnalazione dell’avviso di liquidazione della prima rata della prestazione, per tenere poi autonomamente sotto controllo l’accredito delle rate di NASpI.

Anche chi ha presentato la domanda tramite Patronato ha la possibilità di consultare il prospetto di calcolo chiedendolo all’operatore di Patronato.

Disoccupazione NASpI: sono coperti da contribuzione figurativa?

Per tutto il periodo di fruizione della NASpI il lavoratore è coperta da contribuzione figurativa, che deve essere calcolata sulla base delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni. Si ricorda che i contributi figurativi sono utili per il diritto e la misura dei trattamenti pensionistici.

Disoccupazione NASpI: da quando decorre?

Si ricorda, infine, che i tempi di erogazione della NASpI dipendono sostanzialmente dal momento di invio della domanda. In particolare è possibile affermare che:

  • la disoccupazione NASpI decorre dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro, se la domanda è presentata entro l’ottavo giorno. Mentre spetta dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se presentata dopo l’ottavo giorno successivo al licenziamento ma entro i termini di legge;
  • la disoccupazione NASpI decorre dall’ottavo giorno successivo al termine del periodo di maternità, malattia, infortunio sul lavoro/malattia professionale o preavviso, se la domanda è presentata entro l’ottavo giorno. Mentre spetta dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se viene presentata dopo l’ottavo giorno ma entro i termini di legge;
  • infine, la disoccupazione NASpI decorre dal trentottesimo giorno successivo al licenziamento per giusta causa, se la domanda è presentata entro detto trentottesimo giorno. Mentre spetta dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se viene presentata oltre il trentottesimo giorno successivo al licenziamento, ma entro i termini di legge.

Sul punto è bene chiarire che l’eventuale rioccupazione nel corso degli otto giorni che seguono la cessazione non dà luogo alla sospensione della prestazione.


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