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Prescrizione presuntiva: cosa significa?

6 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 novembre 2018



Cos’è la prescrizione presuntiva? Come funziona? Qual è la differenza con la prescrizione estintiva? Come si eccepisce e come si vince?

È molto probabile che tu sappia già cos’è la prescrizione: si tratta di una vicenda estintiva dei diritti, nel senso che un diritto prescritto è come se sparisse dal mondo giuridico. La prescrizione è istituto generale che riguarda ogni ramo del diritto: decorso un certo periodo di tempo previsto dalla legge, i diritti, così come i reati, si estinguono. Perché? Perché la legge ritiene ingiusto che una situazione rilevante per il diritto si protragga troppo a lungo senza giungere ad una conclusione. Se, ad esempio, vanti un credito nei confronti di un’altra persona e dimentichi di chiedere, nelle forme previste dalla legge, la restituzione del denaro, allora il tuo diritto potrà andare in prescrizione se la tua inerzia si protrae per il tempo previsto dalla legge. Se una persona commette un delitto e per lungo tempo non viene condannato, allora anche il reato si estinguerà e l’imputato verrà prosciolto. La prescrizione, come avrai senz’altro compreso, è quindi strettamente legata al trascorrere del tempo e al mancato esercizio di un’azione idonea ad interromperla. Devi fare attenzione, però, a non confondere la prescrizione vera e propria, cioè quella estintiva, con la prescrizione presuntiva. Di cosa si tratta? È una vicenda diversa dalla prescrizione? Come funziona? Se hai dieci minuti di tempo, ti consiglio di leggere questo articolo: ti spiegherò cos’è e cosa significa prescrizione presuntiva.

Prescrizione presuntiva: cos’è?

La prescrizione presuntiva, come suggerisce il nome, non è una vera e propria prescrizione: il decorso del tempo non causa l’estinzione del diritto, ma la legge “presume” che, trascorso il tempo indicato, l’obbligazione sia estinta. In pratica, la prescrizione presuntiva è fondata sulla presunzione che un debito, trascorso un determinato periodo, sia stato pagato.

Prescrizione presuntiva e prescrizione estintiva: differenze

La differenza tra la prescrizione normale e la prescrizione presuntiva sta in ciò: la prima, una volta maturata, estingue definitivamente il diritto (ad esempio: se entro dieci anni non chiedi la restituzione dei soldi prestati, non li rivedrai mai più perché il tuo credito è prescritto); la seconda, invece, può essere sconfessata, cioè può essere smentita nei modi previsti dalla legge.

In entrambe le forme di prescrizione, ciò che rileva primariamente è il tempo: trascorso un determinato periodo, il debito si estingue o si ritiene pagato fino a prova contraria. Da tanto deriva un’ulteriore conseguenza: mentre contro la prescrizione estintiva non può farsi nulla, contro la prescrizione presuntiva è possibile agire.

Prescrizione presuntiva: come funziona?

La prescrizione presuntiva funziona in questo modo: trascorso un determinato periodo di tempo (fissato dalla legge, a seconda dei casi, in sei mesi, un anno o tre anni), il diritto del creditore non si estingue ma si presume soddisfatto nei termini. Ad esempio, secondo la legge, si prescrive in sei mesi il diritto degli albergatori per l’alloggio e il vitto offerti [1], mentre si prescrive in tre anni il diritto di professionisti (come gli avvocati, gli ingegneri, i geometri, ecc.) e notai al compenso dell’opera prestata [2]. In parole povere, se hai alloggiato presso un albergo e non hai pagato, il tuo debito, trascorsi sei mesi, si ritiene pagato; lo stesso per la parcella del professionista, salvo che, in questa ipotesi, si tratta di termine un po’ più lungo (tre anni).

Il termine della prescrizione presuntiva comincia a decorrere da momenti diversi a seconda della natura della prestazione: ad esempio, per le competenze dovute agli avvocati, il termine decorre dall’emissione della sentenza, ovvero dalla conciliazione delle parti o dalla revoca del mandato [3].

Come eccepire la prescrizione presuntiva?

La prescrizione presuntiva, come quella estintiva, non opera automaticamente. Cosa significa? Vuol dire che per far valere la prescrizione presuntiva è necessario che la parte interessata la eccepisca espressamente. Il debitore che eccepisce la prescrizione presuntiva è tenuto solamente a fornire la dimostrazione del decorso del tempo previsto dalla legge. Esempio: se il tuo avvocato ti cita in giudizio perché non gli hai pagato la parcella e, nel frattempo, sono decorsi almeno tre anni, tu puoi tranquillamente dire al giudice che, oramai, è decorso il tempo necessario acché maturasse la prescrizione presuntiva.

Prescrizione presuntiva: come vincerla?

Cosa può fare il creditore davanti al debitore che gli eccepisce la prescrizione presuntiva? Ebbene, se il creditore vuole vincere la prescrizione presuntiva, è tenuto a provare che il suo diritto non è stato soddisfatto. Il problema, però, è che tale prova può essere data solamente attraverso giuramento decisorio deferito al debitore, con la conseguenza che, una volta che questo mezzo probatorio sia stato ammesso, è solo alla stregua della dichiarazione resa dal giurante che il giudice, senza alcun potere di valutarne la veridicità e di sindacarne l’attendibilità, deve decidere la lite.

Non hai compreso? Riprendiamo l’esempio di sopra: il tuo vecchio avvocato ti cita per il pagamento della parcella; tu eccepisci la prescrizione presuntiva perché sono trascorsi oltre tre anni. L’unico mezzo che il creditore ha per vincere la prescrizione eccepita è quello di deferirti giuramento: in pratica, dovrai presentarti dal giudice e rendere un solenne giuramento. Di cosa si tratta? Il giuramento è un mezzo di prova a tutti gli effetti, consistente nella dichiarazione resa da una delle parti del processo civile sulla verità dei fatti di causa. Si tratta di uno strumento che  ha valore di prova legale, nel senso che vincola il giudice sulla veridicità di quanto asserito. Il falso giuramento costituisce reato: per questo rappresenta di un mezzo di prova molto importante.

Tornando all’esempio, l’avvocato dovrà quindi deferirti giuramento. Oggetto di tale giuramento sarà il pagamento della sua parcella; in buona sostanza, dovrai dire al giudice se l’onorario del difensore è stato pagato o meno: se dirai che non è stato pagato, allora la prescrizione presuntiva sarà superata e il credito sarà dato per ancora “vivo”; se, invece, giuri dicendo che è stato realmente pagato, allora vincerai la causa, perché il giudice riterrà vera la prescrizione presuntiva. Ti ricordo che, se giuri il falso, rischi il penale.

Prescrizione presuntiva: quando non opera?

La prescrizione presuntiva, a differenza di quella estintiva che è istituto generale, opera solamente nei casi previsti dalla legge, cioè per determinati tipi di prestazione (parcella del professionista, vitto del ristorante, acquisto di farmaci; ecc.). Inoltre, la prescrizione presuntiva non opera:

  • se non è eccepita: ad esempio, perché la controparte è contumace;
  • se il debitore ha ammesso in giudizio che l’obbligazione non è stata estinta (se ha confessato, in pratica);
  • se il debitore nega in toto l’esistenza del credito o fa desumere, comunque, che il debito non sia stato pagato.

In quest’ultima ipotesi, in particolar modo, la legge ha previsto che non si possa applicare la prescrizione presuntiva, anche se i termini dovessero essere decorsi, nel caso in cui il debitore faccia capire, anche implicitamente, che il debito non è stato pagato: ad esempio, se l’avvocato ti cita dopo cinque anni per chiedere il pagamento della parcella e tu, anziché eccepirgli la prescrizione presuntiva, gli dici che non gli devi proprio nulla perché non gli hai mai conferito mandato, oppure perché il rapporto era invalido o per qualsiasi altra causa, allora non potrai più avvalerti della presunzione di pagamento in tuo favore. In parole povere, tutto ciò che contrasta con l’avvenuto pagamento rende vana la prescrizione presuntiva.

note

[1] Art. 2954 cod. civ.

[2] Art. 2956 cod. civ.

[3] Art. 2957 cod. civ.

Autore immagine: Pixabay.com


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