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Acquisto immobili: nuove aliquote fiscali per chi compra casa dal 2014

13 Settembre 2013 | Autore:


> Business Pubblicato il 13 Settembre 2013



Rivoluzione in vista per le imposte sul trasferimento degli immobili a causa di un adeguamento delle percentuali che comporterà alcuni sconti ma anche diversi rincari.

 

Non si sono ancora placate le polemiche seguite all’abolizione dell’Imu sulla prima casa ed ecco che gli italiani dovranno presto fare i conti con i nuovi importi delle tasse da pagare in sede di acquisto di immobili. A prevederlo è il recente Decreto “Istruzione” emanato dal Governo Letta che contiene una rimodulazione complessiva delle tasse sui trasferimenti immobiliari a copertura dei finanziamenti previsti nel comparto scuola.

Dal 1° gennaio 2014 infatti chi acquisterà una seconda casa dovrà corrispondere un’imposta di registro non più del 7% sul valore catastale rivalutato, come attualmente in vigore, ma del 9%. La nuova aliquota varrà anche per gli acquisti di capannoni industriali e di terreni edificabili, per tutti gli immobili più in generale qualificati “di lusso” dalle nuove disposizioni in materia di Imu, vale a dire quelli accatastati nelle categorie A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di eminente pregio storico e artistico), nonché per i terreni agricoli i cui acquirenti saranno gli unici a beneficiare invece di un considerevole sconto visto che l’attuale tassazione è fissata al 15%.

Si applicherà l’imposta di registro del 9% anche ad una serie di trasferimenti immobiliari che fino ad oggi godevano di particolari forme di agevolazione, come ad esempio gli immobili acquistati da imprese di trading per la vendita e gli immobili compresi in piani particolareggiati di edilizia residenziale fino ad oggi tassati con imposta di registro all’1% nonché gli acquisti delle Onlus, di immobili all’estero, dello Stato o di enti pubblici territoriali come Comuni, Province e Regioni finora tenuti a versare un’importo fisso di 168 Euro.

Più in generale verranno abolite una serie di agevolazioni come ad esempio quelle previste per gli acquisti compiuti dagli imprenditori agricoli professionali, per gli immobili siti in comunità montane e per le abitazioni inserite in Piani di recupero o di edilizia residenziale pubblica.

Aumenterà a 200 Euro l’importo della tassa di registro ogniqualvolta la Legge ne impone la corresponsione in misura fissa: è il caso delle compravendite di immobili soggette a Iva ma anche dei conferimenti a capitale sociale in denaro, dei contratti di comodato di beni immobili, degli atti costitutivi e modificativi di Onlus, associazioni in genere e trust, dei contratti preliminari, dell’accettazione e della rinuncia di eredità, della pubblicazione di testamenti, della costituzione di associazioni temporanee di impresa, delle convenzioni urbanistiche, atti notori e verbali di inventario.

Di 200 Euro sarà in questi ultimi casi anche l’importo delle imposte ipotecaria e catastale.

Dopo la serie di cattive notizie tuttavia è la volta di quelle buone. Gli acquirenti di prima casa infatti pagheranno una tassa di registro al 2% del valore catastale rivalutato invece che del 3%.

Si avrà poi un generale alleggerimento delle altre tasse da corrispondersi in sede di trasferimento immobiliare, cioè l’imposta ipotecaria e quella catastale ad oggi stabilite in misura proporzionale rispettivamente del 2% e dell’1% o fissa di 168 Euro a seconda dei casi. Il nuovo Decreto infatti porta il loro ammontare a 50 Euro per ciascuna a prescindere dal tipo di operazione negoziale.

Per avere qualche ESEMPIO concreto, leggi questo articolo: Acquisto di immobili nuove tasse: alcuni esempi

note

Dal 1° gennaio 2014 chi acquisterà un appartamento di valore catastale 100.000 Euro non pagherà più 10.000 Euro di tasse tra registro, ipotecaria e catastale secondo le attuali percentuali del 7%, 2% e 1% ma il più basso importo di 9.100 Euro, cioè 9.000 di imposta di registro (9%) più 50 Euro di imposta ipotecaria e altri 50 Euro di imposta catastale.

Sempre dalla stessa data, chi acquisterà una prima casa sempre di valore catastale ipotizzato di 100.000 Euro non pagherà più 3.336 Euro (cioè 3% di registro e due importi fissi di 168 Euro per la tassa ipotecaria e quella catastale) ma il più basso ammontare di 2.100 Euro composto dal 2% di registro più 100 Euro fra imposta ipotecaria e catastale.


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