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Danni patrimoniali: cosa sono

30 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 ottobre 2018



Come vengono riconosciuti il danno emergente ed il lucro cessante e quando si ha diritto al risarcimento.

Sei rimasto vittima di un incidente stradale e, per qualche tempo, devi restare a casa dal lavoro senza poter produrre reddito. Oppure hai concluso un contratto ma la controparte non ha rispettato i patti e ciò ha comportato per te una perdita economica. O ancora: sei stato tuo malgrado protagonista di un episodio di malasanità che ti ha provocato un’invalidità permanente e, dunque, l’impossibilità di proseguire nella tua attività lavorativa, almeno come prima. O forse il tuo ex coniuge non ti paga più l’assegno di mantenimento che ha stabilito il giudice quando avete divorziato. In ciascuno di questi casi ti sentiresti dire di avere subìto dei danni patrimoniali. Ma che cosa sono?

Quando si può parlare di danno patrimoniale e come viene risarcito?

Il danno di cui si può pretendere un indennizzo può essere, generalmente, di due tipi: patrimoniale o non patrimoniale. Mentre quest’ultimo interessa la sfera della personalità umana (ad esempio le conseguenze psicologiche di un incidente, di un licenziamento ingiusto o di un episodio di violenza o di malasanità), il danno patrimoniale è quello che comporta una perdita economica. Che si tratti delle spese necessarie per riparare il danno (il cosiddetto danno emergente) o che si tratti dell’impossibilità di fare reddito (il lucro cessante). Questi due elementi verranno tenuti in considerazione per quantificare l’entità di un eventuale risarcimento, nel caso in cui al richiedente ne venisse riconosciuto il diritto.

Vediamo nel dettaglio che cosa sono i danni patrimoniali e quando e come chiedere il risarcimento.

Danni patrimoniali: quali sono

Si intende per danno patrimoniale quello provocato da un evento che compromette o che interessa la sfera economica di una persona. Come dicevamo prima, si può trattare, ad esempio, delle conseguenze di un incidente, di un episodio di malasanità, dell’inadempienza di un contratto (anche di lavoro), ecc.

L’entità del danno patrimoniale (e, quindi, di un eventuale risarcimento) viene determinata da due fattori: il danno emergente ed il lucro cessante.

Il danno patrimoniale è composto da soldi persi e da soldi non guadagnati.

Il danno emergente

In questo caso, con danno emergente ci si riferisce alle spese che hanno provocato una diminuzione del patrimonio di un soggetto (ecco perché fa parte dei danni patrimoniali, appunto). Pensa, ad esempio, a chi ha fatto un incidente stradale per colpa di un altro automobilista e ha dovuto pagare meccanico, carrozziere, spese mediche, ecc.

Pertanto, il danno emergente può colpire non solo la persona ma anche le cose che consentono a quel soggetto di lavorare e, quindi, di vivere. Immagina un commerciante di computer che incarica un corriere di portare dai clienti diverse apparecchiature. Durante il trasporto, però, alcuni dei pc vengono danneggiati e diventano, quindi, invendibili. In questo caso, il commerciante subisce un danno emergente in quanto dovrà spendere dei soldi per far riparare le macchine oppure per acquistarle di nuovo e recapitarle a chi le ha già pagate.

Il lucro cessante

L’altra faccia del danno patrimoniale è quella del lucro cessante, cioè dell’impoverimento del patrimonio di un soggetto a causa del mancato guadagno. Questa situazione si presenta quando la persona che ha subìto il danno è impossibilitata a lavorare per una lesione fisica che lo tiene fermo in modo temporaneo o permanente oppure perché, ad esempio, la sua macchina è rimasta distrutta in un incidente stradale e, per un periodo di tempo, non può esercitare la sua professione (è il caso di un rappresentante di commercio o di un lavoratore autonomo che dipende dall’auto per svolgere la sua attività). Proprio per questo, il lucro cessante è noto anche come danno patrimoniale da perdita della capacità lavorativa.

Se ne deduce che il lucro cessante, come il danno emergente, può derivare anche da un danno alle cose. Per tornare all’esempio di prima, al commerciante di computer si presenterebbe un danno di questo tipo se, a causa del danneggiamento delle apparecchiature, perdesse dei clienti e, quindi, dei potenziali guadagni.

Danno patrimoniale: come calcolare il risarcimento

Anche nel calcolo del risarcimento dei danni patrimoniali è necessario fare una distinzione tra il danno emergente ed il lucro cessante. In effetti, come abbiamo detto, non è la stessa cosa trovarsi costretti a spendere dei soldi e vedersi nella condizione di non poterli guadagnare. Se, nel primo caso, sarà più facile dimostrare documenti alla mano la perdita economica, nel secondo diventa più relativo ed occorre appoggiarsi alla giurisprudenza. Vediamo, allora, come calcolare il risarcimento in entrambi i casi.

Risarcimento del danno emergente

Questo tipo di danno patrimoniale è il più semplice di calcolare in vista di un possibile risarcimento, almeno in linee generali. Per poter recuperare i soldi spesi a causa del danno subìto (per danni materiali come un carrozziere o per danni biologici come visite mediche, esami o farmaci) basterà presentare ricevute fiscali e fatture che dimostrino le spese sostenute.

È interessante, a questo proposito, prendere in considerazione una sentenza [1] con cui la Cassazione stabilisce il modo in cui deve essere risarcito il danno emergente. Secondo la Suprema Corte, il termine «perdita subita» contenuto nel Codice civile [2] non deve essere inteso solo come un’espressione relativa soltanto agli esborsi monetari o alla diminuzione del patrimonio ma anche all’obbligazione di affrontare quell’esborso. In parole più semplici: il risarcimento del danno emergente non deve essere calcolato solo sulla cifra spesa ma anche sul fatto che una persona si è vista costretta a spenderla perché le circostanze l’hanno obbligata a farlo.

Il cittadino non avrebbe speso quei soldi di sua volontà se non ci fosse stato il danno.

Risarcimento del lucro cessante

Se chi ha subito un danno patrimoniale rivendica il risarcimento del lucro cessante, occorre stabilire la differenza tra quello che è stato percepito in un periodo analogo a quello interessato e quanto si sarebbe guadagnato se non ci fosse stato il danno, con calcolo automatico del coefficiente di sopravvivenza e l’applicazione dello scarto tra vita lavorativa e fisica. Fa parte del lucro cessante anche il mancato guadagno causato dal deterioramento di un bene fruttifero usato a scopo lavorativo.

Appare ovvio che per pretendere il risarcimento da mancato guadagno, bisognerà dimostrare il nesso causale tra l’azione ed il danno subìto. Se così non fosse, non si avrebbe diritto all’indennizzo.

È stato detto prima che il risarcimento da lucro cessante è più difficile da calcolare rispetto a quello da danno emergente perché qui non ci sono ricevute o fatture che dimostrino delle spese. Qui si tratta di soldi non entrati anziché di soldi usciti. Nel caso in cui fosse impossibile fissare con esattezza l’importo di un risarcimento, lo farà un giudice con una «valutazione equitativa», come recita il Codice civile [3] o, detto in altre parole, con una stima che tenga conto dell’andamento del mercato.

Può succedere, però, che la persona che subisce un danno patrimoniale da lucro cessante non sia un lavoratore oppure non possa esercitare un’attività per motivi fisici o di età, per la disoccupazione o per la cassa integrazione o non riesca, comunque, a provare il suo reddito. In questo caso, il risarcimento terrà conto, come parametro equitativo, il triplo della pensione sociale [4].

Pensiamo, ad esempio, ad uno studente con un ottimo andamento all’università, che vorrebbe lavorare per aiutare i genitori a pagare i suoi studi ma che è invalido permanente a causa di un incidente stradale. Il ragazzo avrebbe diritto in questo caso al risarcimento del danno patrimoniale futuro, in quanto rimarrà a vita menomato e, quindi, limitato nel mondo del lavoro [5].

Danno patrimoniale: il lucro cessante è automatico?

Abbiamo appena spiegato come un episodio in grado di provocare un danno patrimoniale (un incidente, un contratto non rispettato, una lesione in ospedale, ecc.) può avere come conseguenza il lucro cessante. Ma il legame tra entrambe le cose non è scontato, cioè la mancata possibilità di guadagno non è un effetto automatico dell’episodio dannoso. È sempre la Cassazione [6] a far notare che non sempre una lesione anche grave diminuisce nella stessa misura la capacità lavorativa. In altre parole, la persona che ha subìto il danno deve dimostrare che il suo stato di invalidità ha inciso sul mancato guadagno e, quindi, gli ha provocato un danno patrimoniale per lucro cessante.

Chi subisce il danno deve provare la riduzione della capacità di reddito o l’impossibilità di lavorare.

Sottolinea la Corte Suprema come un’invalidità permanente possa permettere in certe occasioni di continuare a lavorare. Pensiamo, ad esempio, alla persona rimasta in sedia a rotelle a causa di un incidente stradale ma che può essere perfettamente in grado di svolgere un lavoro di ufficio o al centralino piuttosto che certe attività artigianali. Si tratta, dunque, di una situazione che consente al soggetto di non far venire meno la propria capacità di fare reddito nonostante il danno subìto. Se, invece, la menomazione limita in parte questa possibilità, spetterà al giudice decidere l’ammontare del risarcimento in base alla reale diminuzione del guadagno.

In pratica, l’invalidità permanente dà di per sé diritto al risarcimento del danno biologico ma non è detto che comporti necessariamente un danno patrimoniale, in quanto il soggetto potrebbe svolgere un lavoro in grado di garantirgli un reddito pari a quello percepito prima di avere subìto la lesione. Solo se l’episodio comporta realmente una perdita di guadagno anche parziale si avrà diritto al risarcimento per lucro cessante.

note

[1] Cass, sent. n. 4718/2016.

[2] Art. 1223 cod. civ.

[3] Artt. 1226 e 2056 cod. civ.

[4] Legge n. 39/1977 e Cass. sent. n. 14278/2011 del 28.06.2011.

[5] Cass. sent. n. 2150/1989.

[6] Cass. sent. n. 23761/2011 del 14.11.2011.


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