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Lettera di dimissioni senza preavviso

2 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 novembre 2018



Dimissioni immediate, tra giusta causa e obbligo di indennizzo

Il datore di lavoro non ti paga, oppure quello che fai e l’ambiente lavorativo in cui operi non ti soddisfano più, o ancora hai ricevuto una proposta lavorativa da altra azienda disposta ad assumerti immediatamente e quindid hai deciso di dare le dimissioni. Sai che in alcuni casi puoi dimetterti con effetti immediati, mentre in altri casi devi dare un certo preavviso, dunque sei incerto su come procedere nel rispetto della legge e in modo tale di evitare disborsare soldi per andartene.
Vediamo allora in questa preve guida quando si possono rassegnare le dimissioni con effetto immediato e come scrivere una lettera di dimissioni senza preavviso.

Le dimissioni

Il rapporto di lavoro può cessare per licenziamento da parte dell’azienda, oppure per dimissioni del lavoratore.
Le dimissioni sono infatti l’atto con cui il dipendente informa il datore di non voler più proseguire il rapporto di lavoro e quindi di volerne porre fine, con effetto più o meno immediato.
Salvo il caso di dimissioni per giusta causa, esse devono essere comunicate con un certo preavviso, di durata variabile in base al livello di inquadramento assegnato al lavoratore ed alla sua anzianità di servizio e stabilito di volta in volta dal contratto collettivo di categoria.
Le dimissioni devono essere rassegnate per iscritto, a pena di inefficacia, e devono essere comunicate e convalidate telematicamente, secondo una specifica procedura da compiersi online sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
La procedura telematica può essere svolta direttamente dal lavoratore interessato, utilizzando un apposito pin personale, oppure affidandosi ad un patronato di fiducia che curerà nel dettaglio tutto l’iter, evitando ogni possibile errore.

Dimissioni per giusta causa

Mentre il licenziamento può avvenire solo per giusta causa o per giustificato motivo o soggettivo o oggettivo, le dimissioni possono essere rassegnate per qualsiasi motivo che il lavoratore ritenga sufficiente a giustificare la cessazione del rapporto di lavoro. Ad esempio, il dipendente potrà dimettersi perché non gli piace più il lavoro che svolge, oppure perché ha trovato un’occupazione migliore: non è necessario dunque che sussista un grave motivo o una grave mancanza da parte del datore.
In tutti i casi in cui il lavoratore decide di dimettersi, dovrà unicamente rispettare il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo di categoria e dunque comunicare al datore la sua intenzione di andarsene con un congruo anticipo.
In mancanza di preavviso, il dipendente dovrà corrispondere al datore una somma di denaro pari alle retribuzioni che gli sarebbero spettate durante il periodo di preavviso, non svolto.
L’unico caso in cui il rapporto può cessare con effetto immediato è quello delle dimissioni per giusta causa.
La giusta causa di dimissioni si ha in tutti i casi in cui il datore tenga un comportamento talmente grave nei confronti del dipendente da non consentire la prosecuzione, nemmeno temporanea, del rapporto di lavoro.
Rappresentano una giusta causa di dimissioni, ad esempio, il mancato pagamento della retribuzione che si protragga per più di tre mesi consecutivi, il mobbing e le molestie sul lavoro.
In questi casi, il lavoratore non solo può dimettersi con effetto immediato, ma avrà diritto anche al pagamento da parte dell’azienda dell’indennità sostitutiva del preavviso (che negli a altri casi di dimissioni immediate, come detto, dovrebbe invece egli stesso pagare al datore).

ll preavviso di dimissioni

Il preavviso di dimissioni è quel periodo di tempo che deve trascorrere tra la comunicazione delle dimissioni (salvo il caso di dimissioni per giusta causa) e la cessazione effettiva del rapporto di lavoro.
La durata del preavviso è stabilita dai contratti collettivi di categoria in base al livello di inquadramento del dipendente ed alla sua anzianità di servizio.
Il periodo di preavviso deve essere “lavorato” non potendo il lavoratore durante il preavviso fruire di ferie. In caso di malattia a che si verifichi durante il periodo di preavviso, questo si interrompe e ricomincia a decorrere (per i giorni residui) quando il lavoratore rientra in servizio.

L’indennità sostitutiva del preavviso

Se il lavoratore decide di dimettersi con effetto immediato e non si trova in una delle ipotesi di dimissione per giusta causa, dovrà corrispondere al datoreuna c.d. indennità di mancato preavviso, ossia una somma di denaro di importo pari alle retribuzioni che gli sarebbero spettate dal giorno della comunicazione delle dimissioni all’ultimo giorno di lavoro effettivo (in pratica, corrispondente alle retribuzioni che gli sarebbero spettate se avesse prestato il periodo di preavviso lavorato).
Se invece le dimissioni vengono rassegnate per giusta causa, sarà l’azienda a dover pagare la medesima somma a favore del lavoratore.
Lavoratore e azienda possono altrimenti concordare tra loro la cessazione immediata del rapporto senza che nulla sia dovuto (e dunque con rinuncia al periodo di preavviso da parte dell’azienda), oppure concordare un periodo di preavviso lavorato inferiore, con pagamento o meno dell’indennità per il residuo periodo non lavorato.

La lettera di dimissioni

Dal 2016 le dimissioni, per essere efficaci, devono essere rassegnate con modalità telematiche, seguendo un specifica procedura indicata sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e mediante compilazione di un apposito modulo messo a disposizione dal Ministero stesso sul proprio sito internet.
Ciò non impedisce comunque al lavoratore di comunicare, soprattutto in caso di dimissioni per giusta causa, la propria volontà di cessare il rapporto di lavoro, inviando anche una comunicazione scritta all’azienda.
Le dimissioni devono anche in questo caso essere comunicate per iscritto, con lettera a mani, oppure con raccomandata a.r. o comunicazione pec.
La lettera di dimissioni “cartacea” non richiede un contenuto particolare, tuttavia è bene che contenga le seguenti informazioni e, come detto, che venga accompagnata o seguita immediatamente dalle dimissioni telematiche, a pena di inefficacia:

  • il nome, il cognome e i recapiti del lavoratore
  • i riferimenti dell’azienda o del datore di lavoro
  • la volontà di terminare il rapporto lavorativo
  • la consapevolezza dell’inadempienza del preavviso
  • la data di decorrenza delle dimissioni
  • la data ultima di presenza in azienda
  • la data di consegna o di spedizione via A/R della lettera
  • la firma del lavoratore che rassegna ledimissioni i
  • lo spazio per la firma del datore di lavoro, in caso di consegna a mani della comunicazione

Luogo, data

Oggetto: dimissioni per giusta causa

Io sottoscritto Nome Cognome con la presente intendo rassegnare le mie irrevocabili dimissioni volontarie con efficacia immediata, in ragione del mancato pagamento delle retribuzioni relative ai mesi di X, Y, Z.

In ragione della giusta causa di dimissioni, sono altresì a richiedere il pagamento da parte Vostra, dell’indennità sostitutiva del preavviso, pari ad euro ________.

Vogliate quindi considerare quale termine ultimo del mio rapporto di lavoro la data del XX/XX/XXXX.

Distinti saluti.

Nome Cognome

__________________

PER ACCETTAZIONE

Il datore di lavoro

__________________


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