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Lettera di dimissioni con preavviso

2 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 novembre 2018



Dimissioni “in tronco”: devi indennizzare l’azienda

Hai ricevuto una proposta di lavoro da un’altra azienda, oppure quello che fai non ti soddisfa più e quindi hai deciso di dare le dimissioni. Sai che solo in alcuni specifici casi puoi dimetterti con effetti immediati, mentre normalmente devi dare un certo preavviso, dunque sei incerto su come procedere, volendo rispettare la legge ed evitare di pagare per andartene. Hai anche sentito parlare delle dimissioni telematiche e ti chiedi se sostituiscono quelle “cartacee”. Vediamo allora cosa si intende per preavviso di dimissioni, in quali casi si possono rassegnare le dimissioni con effetto immediato, cosa solo le dimissioni telematiche e come si scrive una lettera di dimissioni con preavviso.

Le dimissioni: dal 2016 si fanno online

Il rapporto di lavoro può cessare per licenziamento intimato dal datore, oppure per dimissioni rassegnate dal lavoratore.
Le dimissioni sono infatti l’atto con cui il dipendente comunica formalmente al datore di non voler più proseguire il rapporto di lavoro e quindi di volerne porre fine, con effetto più o meno immediato.
Salvo si tratti di dimissioni per giusta causa, esse devono essere comunicate con un certo preavviso, la cui durata è variabile in base al livello di inquadramento assegnato al lavoratore ed alla sua anzianità di servizio e stabilito di volta in volta dal contratto collettivo di categoria.
Le dimissioni devono essere rassegnate per iscritto seguendo, a pena di loro inefficacia, una specifica procedura da compiersi online sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
La procedura telematica può essere svolta direttamente dal lavoratore interessato, utilizzando un apposito pin personale, oppure affidandosi ad un patronato, sindacato, ente bilaterale o commissione di certificazione. In questo caso, sono gli operatori dell’Ente scelto dal dipendente ad accedere al sito Cliclavoro con la loro utenza ed a dover compilare la modulistica, previa identificazione del lavoratore dimissionario (che deve dunque munirsi di documento d’identità).
La nuova procedura di dimissioni si svolge interamente in modalità telematica.
Innanzitutto, il lavoratore deve reperire il modulo di dimissioni, o di recesso dal rapporto di lavoro, all’interno del portale del Ministero del lavoro, all’indirizzo www.lavoro.gov.it , per poi provvedere alla sua compilazione.
Il Modulo è formato da 5 sezioni: le prime tre sono compilate in automatico, in quanto il sistema attinge alle informazioni relative al rapporto lavorativo direttamente dal portale delle comunicazioni obbligatorie (nel quale sono presenti i modelli Unilav, Uniurg, Vardatori, Unisomm), diverso a seconda della Regione.
La quarta sezione del modello deve essere obbligatoriamente compilata dal lavoratore, mentre la quinta sezione è aggiornata automaticamente dal sistema.
Una volta terminata la compilazione di tutte le sezioni, il sistema attribuisce una data di trasmissione al modulo, tramite una marca temporale, contenente un codice identificativo.
Il modulo è poi inoltrato alla casella di posta elettronica certificata o di posta elettronica del datore di lavoro e alla direzione territoriale del lavoro (Dtl) competente, che lo visualizza tramite unapposito cruscotto.
La procedura è considerata valida anche se le dimissioni sono comunicate al datore di lavoro via mail ordinaria e non tramite pec: tuttavia sono sorti forti dubbi in merito al caso in cui l’azienda non riceva la comunicazione via mail, visto che non è possibile provare l’avvenuta ricezione.
Le dimissioni, infatti, in assenza di ricezione da parte del datore di lavoro non sono valide.

Dimissioni con effetti immediati

Mentre il licenziamento può avvenire solo per giusta causa o pergiustificato motivo soggettivo o oggettivo, le dimissioni possono essere rassegnate per qualsiasi ragione che il lavoratore ritenga sufficiente a giustificare la cessazione del rapporto di lavoro; non è necessario dunque che sussista un grave motivo o una grave mancanza da parte del datore per recedere dal rapporto.
In tutti i casi in cui il lavoratore decide di dimettersi, dovrà unicamente rispettare il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo di categoria e dunque comunicare al datore la sua intenzione di terminare il rapporto di lavoro, con un congruo anticipo.
In mancanza di preavviso, il dipendente dovrà corrispondere al datore una somma di denaro pari alle retribuzioni che gli sarebbero spettate durante il periodo di preavviso, non svolto.
Fanno eccezione a questa regola generale le dimissioni per giusta causa.
La giusta causa di dimissioni si ha in tutti i casi in cui il datore tenga un comportamento talmente grave nei confronti del dipendente da non consentire la prosecuzione, nemmeno temporanea, del rapporto di lavoro.
Rappresentano una giusta causa di dimissioni, ad esempio, il mancato pagamento della retribuzione che si protragga per più di tre mesi consecutivi, il mobbing e le molestie sul lavoro.
In questi casi, il lavoratore non solo può dimettersi con effetto immediato, ma avrà diritto anche al pagamento da parte dell’azienda dell’indennità sostitutiva del preavviso (che negli a altri casi di dimissioni immediate, come detto, dovrebbe invece egli stesso pagare al datore).

ll preavviso di dimissioni

Il preavviso di dimissioni è quel periodo di tempo che deve trascorrere tra la comunicazione delle dimissioni (salvo appunto il caso di dimissioni per giusta causa) e la cessazione effettiva del rapporto di lavoro.
La durata del preavviso è stabilita dai contratti collettivi di categoria, in base al livello di inquadramento del dipendente ed alla sua anzianità di servizio.
Il preavviso deve essere “lavorato”, non potendo il lavoratore durante questo periodo fruire di ferie. Addirittura in caso di malattia che si verifichi durante il periodo di preavviso, questo si interrompe e ricomincia a decorrere (per i giorni residui) quando il lavoratore rientra in servizio.

L’indennità sostitutiva del preavviso

Se il lavoratore decide di dimettersi con effetto immediato e non si trova in una delle ipotesi di dimissione per giusta causa, dovrà corrispondere al datore la c.d. indennità di mancato preavviso: si tratta di una somma di denaro di importo pari alle retribuzioni che gli sarebbero spettate se avesse prestato il periodo di preavviso lavorato.
Se invece le dimissioni vengono rassegnate per giusta causa, sarà l’azienda a dover pagare la medesima indennità a favore del lavoratore.
È possibile evitare di pagare l’indennità sostitutiva del preavviso, concordando con l’azienda la cessazione immediata del rapporto con rinuncia al periodo di preavviso, senza che nulla sia quindi dovuto, oppure concordare un periodo di preavviso lavorato inferiore, con pagamento dell’indennià solo per il residuo periodo non lavorato.

La lettera di dimissioni con preavviso

Come detto, dal 2016 le dimissioni, per essere efficaci, devono essere rassegnate con modalità telematiche, seguendo un specifica procedura indicata sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e mediante compilazione di un apposito modulo messo a disposizione dal Ministero stesso sul proprio sito internet, da trasmettersi all’azienda e agli enti competenti.
Ciò non impedisce tuttavia al lavoratore di comunicare la propria volontà di cessare il rapporto di lavoro, inviando anche una comunicazione scritta all’azienda.
Le dimissioni devono in ogni caso essere comunicate per iscritto, con lettera a mani, oppure con raccomandata a.r. o comunicazione pec, a garanzia dell’effettiva loro ricezione da parte del datore.
Si tenga tuttavia presente che, se non effettuate mediante procedura online, le dimissioni non sono efficaci: la comunicazione cartacea, infatti, oggi non ha di per sè alcuna validità in tal senso.
La lettera di dimissioni “cartacea” non richiede un contenuto particolare, è bene comunque che contenga le seguenti informazioni:

  • il nome, il cognome e i recapiti del lavoratore
  • i riferimenti dell’azienda o del datore di lavoro
  • la volontà di terminare il rapporto di lavoro
  • l’indicazione della durata del preavviso
  • la data di decorrenza delle dimissioni
  • la data ultima di presenza in azienda
  • la data di consegna o di spedizione via A/R della lettera
  • la firma del lavoratore che rassegna le dimissioni
  • lo spazio per la firma del datore di lavoro, in caso di consegna a mani della comunicazion

Luogo, data

Oggetto: dimissioni con preavviso

Io sottoscritto Nome Cognome con la presente intendo rassegnare le mie irrevocabili dimissioni volontarie con preavviso di giorni ____ ai sensi dell’art. ____ CCNL ____.

Vogliate quindi considerare quale termine ultimo del mio rapporto di lavoro la data del XX/XX/XXXX.

Distinti saluti.

Nome Cognome

__________________

PER ACCETTAZIONE

Il datore di lavoro


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