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Malato in auto: si può passare col rosso?

21 Ottobre 2018


Malato in auto: si può passare col rosso?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Ottobre 2018



Si può contestare la multa nel caso di violazione del codice della strada commessa in uno stato di necessità?

Immagina di trovarti in una situazione di emergenza e di dover scappare in ospedale. Potrebbe essere semplicemente il fatto che tua moglie ha le doglie e sta per partorire o che tuo figlio si è tagliato il dito col coltello del pane e sta perdendo molto sangue. Purtroppo esistono anche ipotesi più gravi: una tachicardia con sospetto infarto o il timore di una ischemia. Insomma, purtroppo chi corre verso l’ospedale non lo fa quasi mai per piacere. Ovvio che, in questi casi, il rispetto del codice della strada viene messo in secondo piano. Ed è allora facile violare le regole: sorpassare nonostante la striscia continua, non dare la precedenza agli incroci, superare i limiti di velocità, attraversare le strisce nonostante ci siano pedoni già oltre il marciapiedi e, non infine, fregarsene dei semafori. Proprio quest’ultima è l’infrazione più commessa e anche la più facilmente contestabile visto che, specie nelle grandi città, in prossimità del rosso c’è sempre una telecamera pronta a scattare la foto. Ebbene, in questi casi che succede all’eventuale multa? Può essere contestata? Se anche tu, in passato, ti sei già chiesto se, con un malato in auto, si può passare col rosso, si possono superare i limiti di velocità, si può guidare contromano, si può circolare nonostante lo stop ecologico, o comunque se è possibile violare il codice della strada, ecco la risposta che fa al caso tuo.   

Multa per stato di necessità

Se non sei un avvocato potresti non sapere che esiste una norma nel codice penale in base alla quale non può essere punito chi commette un reato se costretto da uno stato di necessità. Si chiama «causa di giustificazione»: giustifica cioè la commissione di un illecito. Questo non vuol dire che il reato non è più reato, ma che al reato non consegue la pena. Pensa al caso di chi, ad esempio, uccide un cane che sta strappando a morsi la gamba al proprio figlio; l’uccisione dell’animale, che è un reato, non viene punita in quanto costretta da una necessità impellente.

Ebbene, questa regola non vale solo per il codice penale ma anche per il codice della strada. Dunque, non può essere multato chi commette un’infrazione in uno stato di necessità.

In teoria questo significa che chi passa col rosso in una situazione di urgenza e poi riceve una multa, può fare ricorso al giudice di pace e farsela annullare a condizione che, nel giudizio, riesca a dimostrare la causa di necessità. Dover portare un malato in ospedale è, in astratto, uno stato di necessità. Ma a determinate condizioni. Eccole qui di seguito elencate.

Corsa in ospedale per portare un malato: quando si può violare il codice della strada

Immagina che il vigile ti fermi perché sei passato col rosso. Per salvarti dalla multa gli dici che stai correndo in ospedale dove c’è un tuo familiare che ti ha chiesto di andare da lui. Effettivamente hai un parente ricoverato, ma non è a rischio di vita e la tua presenza lì accanto non è risolutiva. La scusa che hai usato non ti salverà quindi dalla multa.

Immagina invece di dire al vigile che stai scappando al pronto soccorso perché hai sentito il cuore che ti batteva all’improvviso e, spaventato, hai temuto un possibile infarto. Vieni sottoposto ad elettrocardiogramma che però non rivela alcun problema: solo uno spavento. La multa in questo caso è ugualmente valida se riesci a dimostrare di aver detto la verità, a prescindere poi dal fatto che i tuoi sospetti si siano rivelati fondati o meno.

Affinché si possa parlare di un effettivo stato di necessità sono quindi necessari tre elementi: la situazione deve essere imprevedibile, urgente e grave. In pratica:

  • imprevedibilità significa che l’evento non poteva essere previsto in anticipo, tanto da consentire all’automobilista di mettersi, per tempo, al volante senza dover violare le norme della strada. Ad esempio, una telefonata improvvisa di un parente che rischia la vita e che costringe a una “corsa contro il tempo” è una valida giustificazione. Non vale però la scusa di avere un familiare ricoverato in ospedale già da un giorno, in quanto l’evento si è ormai consumato ed è entrato nella sfera di conoscibilità dell’automobilista da tempo;
  • urgenza significa che se l’automobilista non accorre ne deriverà un danno grave. Potrebbe essere il caso del padre che, se arriva tardi, non assiste alla nascita del figlio, ma non è il caso di chi corre perché la madre è già morta da poco: l’evento, per quanto triste, si è già consumato. E non è neanche il caso di chi può contare su altre persone, più vicine al luogo ove si sta recando, che lo possano sostituire. C’è urgenza se il malato è dentro l’auto e necessita di cure immediate; non è però tale il caso di chi si è fratturato la gamba che ben potrebbe restare in tale condizione anche 15 minuti in più senza subire un grave pregiudizio. In ogni caso prevale l’aspetto soggettivo dell’urgenza e non quello oggettivo, ossia come l’urgenza è percepita dal conducente: ad esempio, se l’automobilista avverte fibrillazioni al cuore e, temendo un infarto, fa una volata in pronto soccorso, mentre si tratta di una semplice aritmia senza conseguenze, egli è comunque scusato;
  • gravità dell’urgenza: sempre per tornare all’esempio della macchina che corre in ospedale, una ferita a un dito che richiede qualche punto di sutura non è considerabile un’urgenza, al contrario, invece, di una ferita sulla testa.

Come farsi annullare la multa per stato di necessità

Quando si fa una causa e si assume di avere dei diritti si devono dare le prove. Di solito la prova viene fornita con i testimoni; ma in questo caso dovrà essere per forza documentale. Non è la legge a richiederlo, ma la logica. Difatti, se ti stai recando in ospedale, il pronto soccorso è tenuto a consegnarti un foglio di accettazione e uno di dimissioni. Questo sì, è obbligatorio per legge. Tale documento è quindi la prova cardine che dimostrerà sia la destinazione della tua corsa, sia la relativa ragione.

Per farsi annullare la multa bisogna fare un ricorso al giudice di pace entro 30 giorni dal ricevimento del verbale.


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