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Spese ordinarie e straordinarie per i figli

2 novembre 2018 | Autore:


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Qual è la differenza tra spese ordinarie e straordinarie? Quali sono le spese ordinarie e quali quelle straordinarie? Cosa succede al genitore inadempiente?

Il matrimonio è un evento importantissimo non solo per la vita sentimentale dei coniugi ma anche per gli effetti giuridici che dallo stesso scaturiscono. Si tratta di un vincolo giuridico talmente importante che la legge vi riconduce obblighi e doveri anche dopo il suo scioglimento. Nel momento in cui contraggono matrimonio, il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono gli stessi doveri: su entrambi, infatti, incombe l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione. Inoltre, entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia. Ma non solo: dal matrimonio deriva, ovviamente, anche l’obbligo di mantenere la prole. Sempre secondo la legge, il matrimonio impone ai coniugi l’obbligo di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni. Capirai, quindi, che il vincolo di coniugio non è roba di poco conto: chi si sposa potrebbe continuare a dover rispettare determinati doveri nei confronti del coniuge anche a seguito della fine del matrimonio: mi riferisco all’obbligo di versare, a favore del coniuge economicamente più debole, l’assegno di mantenimento dopo la separazione personale e l’assegno divorzile dopo il divorzio, oltre agli alimenti. Nei confronti dei figli, invece, è assolutamente certo che la fine dell’unione lasci intatti i doveri dei genitori: anche dopo il divorzio, gli ex coniugi devono mantenere ed educare la prole esattamente come prima, salvo ovviamente gli adeguamenti necessariamente dovuti a seguito dell’affidamento, condiviso o esclusivo, della prole. Il genitore non affidatario, cioè colui al quale non è stata concessa la custodia dei figli, deve comunque contribuire al mantenimento, sia partecipando alle scelte di vita più significative (immagina alla scelta della scuola, di un’attività ricreativa, ecc.), sia versando un mantenimento adeguato a preservare lo stile di vita cui il figlio era abituato prima della fine del matrimonio. In particolare, nel momento in cui i coniugi si separano, essi sono obbligati a sostenere le spese ordinarie e quelle straordinarie per la prole, ripartendole in modo differenziato a seconda di chi abbia l’affidamento della stessa. Se quanto detto finora ti interessa perché anche tu stai vivendo una situazione del genere oppure semplicemente perché l’argomento ti incuriosisce, allora ti invito a proseguire nella lettura: ti parlerò diffusamente delle spese ordinarie e straordinarie per i figli.

Spese per i figli: chi le paga?

Abbiamo già detto che il matrimonio impone ad entrambi i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni [1]. Di converso, sui figli grava il dovere di rispettare i genitori e di contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finché convive con essa [2].

Ora, è chiaro che gli obblighi sopra menzionati, cioè quelli di mantenimento, di istruzione, educazione e assistenza, hanno un costo per i genitori, costo che deve essere equamente suddiviso. La legge, però, non dice che padre e madre devono dividersi il mantenimento dei figli al cinquanta per cento, ma che ognuno debba contribuire in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro, professionale o casalingo che sia. Se i genitori non dovessero avere mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli [3].

La prole, quindi, è ampiamente tutelata, in quanto le spese per il mantenimento sono assicurate sempre, prima, durante e dopo il matrimonio, e anche quando i genitori non possano adempiervi in quanto, in quest’ultimo caso, sopperiscono gli ascendenti (in primis, i nonni).

Spese per i figli: quali sono?

La legge non distingue tra spese ordinarie e spese straordinarie per i figli: il riferimento è solamente all’obbligo di mantenimento, istruzione, educazione e assistenza che grava in capo ai genitori. Le spese per i figli sono tutte quelle che riguardano proprio questi doveri: i genitori, pertanto, dovranno provvedere a tutto ciò che occorre alla prole, dall’acquisto dei libri per lo studio alle spese per i viaggi, dalle attività extrascolastiche (sport, musica, ecc.) ai giochi, dalla compera di strumenti tecnologici (computer, telefonino, ecc.) alle spese sanitarie, passando per tutte quelle che, normalmente, spettano ad un figlio.

Spese per i figli: fino a quando?

Così come non è prevista una distinzione tra spese ordinarie e spese straordinarie per i figli, allo stesso modo non è contemplato un limite temporale entro il quale tali spese devono essere sopportate dai genitori. L’antico limite dei diciotto anni (mai stabilito dalla legge, tra l’altro) è oramai ampiamente superato: i genitori devono mantenere la prole fino a quando non si renda economicamente indipendente, purché essa sia diligente nello studio e/o nella ricerca di un lavoro. Saprai senz’altro, infatti, che i tempi di ricerca di un’occupazione si sono tremendamente allungati e che oggi una buona parte dei ragazzi, terminati gli studi superiori, si iscrivono all’università. Per queste e per tutta un’altra serie di ragioni, è impensabile lasciare abbandonato a se stesso un diciottenne privo di una propria stabilità economica.

Spese ordinarie e straordinarie: qual è la differenza?

Sebbene la legge non faccia riferimento né a spese ordinarie né a spese straordinarie per i figli, è oramai oggi abbastanza pacifica la differenza che intercorre tra le due categorie: rientrano tra le spese ordinarie tutte quelle che fanno parte del normale regime di vita dei figli; al contrario, sono straordinarie quelle imprevedibili (ad esempio, un grave e urgente intervento chirurgico), voluttuarie (cioè, legate ad un particolare piacere che procurano al figlio e che, tuttavia, non sono affatto necessarie: pensa all’acquisto di un’auto che non serva per il lavoro o per gli studi, oppure all’acquisto di uno scooter) oppure di rilevante valore economico (il classico immobile).

Secondo la giurisprudenza, poiché dal punto di vista normativo non vi è un’elencazione tassativa che individui le spese straordinarie, la loro definizione andrà di volta in volta adeguata al caso concreto; è possibile tuttavia affermare che debbano essere qualificate straordinarie quelle spese che siano non prevedibili, periodiche, gravose, necessarie e utili (cioè non futili o voluttuarie), nonché quelle ad esse strumentali. Si ritengono perciò necessarie o utili quelle spese che realizzano interessi primari o comunque rilevanti per la persona [4]

In estrema sintesi, le spese straordinarie sono quelle che esorbitano dalla quotidianità: a volte sono spese utilissime (come l’acquisto di una prima casa, oppure un esborso legato a problemi di salute), altre volte un po’ meno (acquisto di una seconda auto solamente per passione o collezionismo).

Spese ordinarie e straordinarie: quando rilevano?

Ora, la differenza appena enunciata tra spese ordinarie e spese straordinarie per i figli rileva sotto un duplice profilo: dobbiamo distinguere se le stesse sono sostenute in costanza di matrimonio oppure al di fuori di esso, cioè quando è già intervenuta la separazione personale o lo scioglimento del matrimonio (divorzio). Nel primo caso, potrebbe sorgere discordanza tra la volontà dei genitori: ad esempio, il padre vuole comprare il motorino al figlio, mentre la madre no. Nella seconda ipotesi, invece, la differenza tra spese ordinarie e spese straordinarie per i figli rilevano per quanto riguarda la loro incidenza sull’assegno di mantenimento e sugli obblighi che sorgono in capo ai genitori dopo la separazione. Approfondiamo tutti questi aspetti.

Spese ordinarie e straordinarie in costanza di matrimonio

Come ribadito più volte, entrambi i genitori devono concorrere alle spese ordinarie e straordinarie per i figli, in proporzione alla loro disponibilità economica: di conseguenza, se la madre svolge un lavoro redditizio mentre il padre è disoccupato, la donna dovrà provvedere in misura superiore rispetto all’uomo.

Cosa succede se i genitori non sono d’accordo circa le spese per i figli? Ebbene, bisogna distinguere a seconda che si tratti di spese di ordinaria amministrazione ovvero spese di straordinaria amministrazione, la cui differenza è pienamente riconducibile a quella sopra fatta di spese ordinarie e straordinarie.

Secondo la legge, gli atti di ordinaria amministrazione, esclusi i contratti con i quali si concedono o si acquistano diritti personali di godimento, possono essere compiuti disgiuntamente da ciascun genitore, mentre per quelli di straordinaria amministrazione occorre necessariamente il consenso di entrambi [5]. In pratica, significa che se vuoi comprare a tuo figlio un nuovo zaino per la scuola oppure una maglia, non dovrai consultare tua moglie o tuo marito: trattandosi di spesa ordinaria, potrai provvedere autonomamente all’acquisto.

Al contrario, tutte le spese straordinarie necessitano del consenso di entrambi i coniugi. Cosa succede se tale consenso non v’è? Il codice civile dice che, in caso di contrasto, ciascuno dei genitori può ricorrere al giudice il quale, sentiti gli stessi e disposto l’ascolto del figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore ove capace di discernimento, suggerisce le determinazioni che ritiene più utili nell’interesse del figlio e dell’unità familiare. Se il contrasto permane il giudice attribuisce il potere di decisione a quello dei genitori che, nel singolo caso, ritiene il più idoneo a curare l’interesse del figlio [6].

In poche parole, per evitare che il contrasto dei genitori inerente ad una spesa straordinaria per i figli possa paralizzare la stessa, la legge consente al giudice di intervenire e di decidere secondo quello che ritiene essere più opportuno per il figlio.

Spese straordinarie urgenti: cosa sono?

Quanto appena detto è assolutamente vero; c’è però un’eccezione alla regola secondo cui sulle spese straordinarie non è necessario l’accordo di entrambi i genitori: mi riferisco alle spese straordinarie urgenti o indifferibili, cioè a quelle per le quali non è possibile attendere il consenso del coniuge oppure l’intervento del giudice. Si pensi ad un intervento medico urgente o alla necessità di provvedere senza indugio alla riparazione di un immobile pericolante. In episodi come questo, il genitore può agire autonomamente senza attendere il benestare dell’altro, potendo poi rivalersi economicamente su quest’ultimo, in proporzione alla sua capacità contributiva.

Spese ordinarie e straordinarie dopo il matrimonio

Il tema delle spese ordinarie e straordinarie per i figli è in realtà molto sentito quando i genitori non stanno più insieme, cioè quando sono separati oppure quando hanno divorziato. In questo caso, infatti, come sopra ricordato, il genitore a cui il figlio non è affidato è tenuto a contribuire al suo mantenimento versando all’altro genitore (o direttamente al figlio, se maggiorenne) un assegno proporzionato alle sue esigenze di vita.

Ebbene, nella circostanza anzidetta, la differenza tra spese ordinarie e spese straordinarie per i figli assume ancor più importanza, visto che le seconde, al contrario delle spese ordinarie, non sono normalmente ricomprese nell’assegno di mantenimento, e vanno quindi ripartite tra i genitori secondo la misura pattuita dagli stessi o determinata espressamente dal giudice, in conformità al principio di proporzionalità più volte richiamato.

Ti faccio un esempio pratico. Se ti sei separato da tua moglie e le versi un assegno di mantenimento per le esigenze di tuo figlio, nell’assegno rientrano tutte le spese ordinarie, cioè quelle legate alle più comuni esigenze quotidiane. Le spese straordinarie, invece, poiché non sono determinabili a priori (non è possibile sapere se a tuo figlio serviranno particolari cure mediche, se dovrà andare all’estero per motivi di studio o lavoro, ecc.), saranno poste a carico di entrambi i genitori nella misura stabilita dal giudice o dagli accordi intercorsi tra te e tua moglie. Ad esempio, oltre all’assegno di mantenimento, dovrai corrispondere a tua moglie il cinquanta per cento di tutte le spese straordinarie. Ovviamente, queste andranno debitamente documentate affinché tua moglie possa chiederti il rimborso nella misura indicata.

Le spese extra-mantenimento (cioè, quelle straordinarie) che richiedono il previo accordo dei genitori possono essere poco necessarie (come l’acquisto di un’auto che non sia realmente utile, di uno scooter, il pagamento delle spese di un viaggio di piacere; ecc.) o, al contrario, indispensabili, come quelle sanitarie, ad esempio.

Spese straordinarie volute da un solo genitore: cosa succede?

Cosa succede se un genitore vuole regalare al figlio un bene che rientrerebbe tra le spese straordinarie senza il consenso dell’altro? Ti faccio questo esempio: per premiare tuo figlio per gli ottimi risultati scolastici, decidi di comprargli un’autovettura; la tua ex moglie, però, non è d’accordo, sia perché la ritiene un acquisto inutile, sia perché un’automobile necessita di essere mantenuta (spese di bollo, assicurazione, ecc.). Cosa succede in questo caso?

In assenza del consenso congiunto, puoi donare l’autovettura ma sarai tenuto a sopportarne i relativi costi, sia di acquisto iniziale che di manutenzione, i quali non possono essere imposti all’altro genitore che non era d’accordo. Tra l’altro, il genitore dissenziente potrebbe anche adire il giudice opponendosi all’acquisto, qualora questo possa provocare un pregiudizio economico ed esso non faccia fronte ad esigenze imprescindibili e rispondenti al maggior interesse dei figli.

Se, invece, l’acquisto dell’autovettura risulta fondamentale per il ragazzo (ad esempio, per spostarsi per motivi di studio o di lavoro), allora il coniuge che ha effettuato l’acquisto potrebbe chiedere (eventualmente anche in giudizio) che la spesa straordinaria venga divisa con l’altro coniuge, così come le relative spese di manutenzione.

Spese straordinarie non pagate: cosa succede?

Non versare il mantenimento, e quindi non provvedere a pagare le spese ordinarie e straordinarie per i figli, può integrare il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o di scioglimento del matrimonio [7].

In entrambi i casi, poi, il coniuge che ha diritto a ricevere le somme dovute per le spese ordinarie e straordinarie per i figli può rivalersi sul genitore inadempiente. In particolare, secondo la giurisprudenza, mentre nel caso di omesso versamento dell’assegno di mantenimento è possibile agire direttamente contro il genitore-debitore con il solo provvedimento giudiziario idoneo ad essere titolo esecutivo, nell’ipotesi di omesso versamento delle spese straordinarie (cioè, di quelle extra-mantenimento, suddivise tra i coniugi secondo gli accordi) il creditore deve prima dimostrare al giudice la legittimità della spesa eccezionale e solamente dopo può ottenere il titolo per rivalersi sul genitore che non ne vuole sapere di pagare.

Così la Suprema Corte: «è poi vero che questa stessa Corte ha affermato che il provvedimento giudiziario con cui in sede di separazione personale si stabilisca […] quale modo di contribuire al mantenimento dei figli, che il genitore affidatario paghi, sia pure pro quota, le spese straordinarie (senza altra specificazione) relative ai figli, richiede, nell’ipotesi di non spontanea attuazione da parte dell’obbligato ed al fine di legittimare l’esecuzione forzata […] un ulteriore intervento del giudice, volto ad accertare l’avveramento dell’evento futuro e incerto cui è subordinata l’efficacia della condanna, ossia l’effettiva sopravvenienza degli specifici esborsi contemplati dal titolo e la relativa entità, non suscettibili di essere desunte sulla base degli elementi di fatto contenuti nella prima pronuncia» [8].

Ti faccio due esempi pratici. Se non sei il genitore affidatario e sei stato condannato a versare l’assegno di mantenimento (con il quale, come detto, si coprono solamente le spese ordinarie), l’altro genitore può obbligarti a pagare notificandoti direttamente il precetto, in quanto il provvedimento del giudice che ti obbligava al mantenimento costituisce titolo esecutivo.

Al contrario, se ti rifiuti di dividere le spese straordinarie sopraggiunte, perché tu possa essere condannato a pagarle occorre che l’altro genitore dimostri che gli esborsi erano effettivamente necessari ed extra-mantenimento, e solo allora, se il magistrato gli avrà dato ragione, potrà compulsarti con un nuovo provvedimento giudiziario.

Spese medico-sanitarie e scolastiche

Sempre secondo la Suprema Corte, un’eccezione a quanto abbiamo appena detto riguarda le spese medico-sanitarie e quelle scolastiche. Cosa significa? Vuol dire che non è necessario adire nuovamente il giudice per chiedere all’altro genitore il rimborso delle spese mediche e scolastiche già sostenute, poiché queste rientrerebbero tra quelle che, seppur non sempre prevedibili, non possono essere definite eccezionali in senso stretto.

In pratica, quando si tratta di determinate spese mediche o scolastiche, queste, pur rientrando tra le spese extra-mantenimento, cioè che fuoriescono dall’assegno, non obbligano il genitore affidatario ad adire di nuovo l’autorità giudiziaria per ottenere il titolo esecutivo: come per le spese ordinarie, basterà il provvedimento di separazione.

Così la Corte di Cassazione: «in definitiva, ritiene il collegio che […] la conclusione rigorosa […] della necessità di un indefinito reiterato ed ulteriore ricorso al giudice della cognizione per la formazione di una pluralità di nuovi titoli esecutivi, va allora temperata e mantenuta ferma con riferimento alle sole spese effettivamente straordinarie e diverse da quelle medico-sanitarie e scolastiche, siccome riguardanti eventi il cui accadimento sia oggettivamente incerto: al contrario, il provvedimento con cui in sede di separazione (non importa se consensuale o giudiziale, ovvero se provvisorio o definitivo, oppure se presidenziale o meno) si stabilisca quale modo di contribuire al mantenimento dei figli, che il genitore non affidatario paghi, sia pure pro quota, le spese mediche e scolastiche ordinarie relative ai figli, costituisce esso stesso titolo esecutivo e non richiede, nell’ipotesi di non spontanea ottemperanza da parte dell’obbligato ed al fine di legittimare l’esecuzione forzata, un ulteriore intervento del giudice, qualora il genitore creditore possa allegare ed opportunamente documentare l’effettiva sopravvenienza degli specifici esborsi contemplati dal titolo e la relativa entità; ed impregiudicato beninteso il diritto dell’altro genitore di contestare – ex post ed in sede di opposizione all’esecuzione, dopo l’intimazione del precetto o l’inizio dell’espropriazione – la sussistenza del diritto di credito per la non riconducibilità degli esborsi a spese necessarie o per violazione delle modalità di individuazione dei bisogni del minore» [9].

note

[1] Art. 147 cod. civ.

[2] Art. 315-bis cod. civ.

[3] Art. 316-bis cod. civ.

[4] Cass., sent. n. 11316 del 23.05.2011.

[5] Art. 320 cod. civ.

[6] Art. 316 cod. civ.

[7] Art. 570-bis cod. pen.

[8] Cass., sent. n. 1758 del 28.01.2008.

[9] Cass., sent. n. 11316 del 23.05.2011.

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