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Scacchi: regole e strategia

30 Ottobre 2018 | Autore:


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Come si gioca a scacchi? Quali sono i pezzi, come si schierano sulla scacchiera e qual è il loro movimento? Quali sono le strategie più diffuse?

La parola gioco viene normalmente accostata al rischio, all’azzardo o alla fortuna: chi gioca si affida alla sorte, alla sua buona stella. Non è così per gli scacchi: in questo caso, parlare di gioco nell’accezione appena fornita sarebbe scorretto. Gli scacchi non sono un gioco, ma un’attività, un esercizio mentale come non ne esistono altri. Affrontare un avversario davanti alla scacchiera significa lanciargli la più affascinante delle sfide intellettuali, dalla quale uscirà vittorioso solamente chi avrà adottato la strategia migliore. Certo, non possiamo negarlo: anche negli scacchi può esserci fortuna. Ma stai certo che il margine di aleatorietà è minimo e, se la sorte ti può premiare una volta, è sicuro che non ti sorriderà sempre, perché ciò che conta negli scacchi non è il caso, ma l’abilità. Una partita a scacchi è come un duello tra avvocati che si contrappongono in giudizio: una guerra priva di armi, se non quelle dell’intelletto e dell’abilità logica. Ma non solo. Quando si affrontano, gli scacchisti mettono in gioco anche le loro caratteristiche personali: la persona prudente si caratterizzerà per una strategia essenzialmente attendista o difensiva; una spavalda, al contrario, giocherà in maniera aggressiva e spregiudicata. Ho però dato per scontato una cosa, e cioè che tu conosca regole e strategie degli scacchi. Non è così? Non hai mai imparato? Non pensi che sia giunto il momento? Se sei interessato a partecipare ad una battaglia fatta di prodi soldati, fiere regine e valorosi cavalieri, ma al tempo stesso non gradisci spargimenti di sangue, allora questo è l’articolo che fa per te: ti spiegherò regole e strategie degli scacchi.

Scacchi: cosa sono?

Sessantaquattro caselle, trentadue pezzi, due avversari: ecco la sintesi degli scacchi. Si tratta di un gioco antichissimo, nato in Oriente molti secoli fa, e che oggi è praticato anche a livello agonistico, trattandosi addirittura di uno sport riconosciuto a tutti gli effetti dal comitato olimpico internazionale.

Gli scacchi rappresentano il gioco di strategia per eccellenza: non essendo presenti i classici elementi che caratterizzano altri giochi connotati dal rischio e dalla sorte (come i dadi o le carte), gli scacchi si basano solamente sulle capacità di strategia e di previsione dei giocatori.

Scacchi: cosa serve per giocare?

Il gioco degli scacchi non necessita di particolari attrezzature o di luoghi adibiti a questo sport: tutto quello che occorre è una scacchiera munita di pezzi. La scacchiera è la base materiale degli scacchi, cioè la piattaforma ove poggiare i pezzi, cioè le figure protagoniste della lotta tra i giocatori avversari: si tratta di una tavola quadrata composta di sessantaquattro caselle, equamente ripartire in bianche e nere.

I pezzi sono trentadue, sedici bianchi e sedici neri: ogni colore rappresenta uno schieramento. I pezzi a disposizione di ogni giocatore sono i seguenti:

  • Un re;
  • Una regina;
  • Due alfieri;
  • Due cavalli;
  • Due torri;
  • Otto pedoni.

All’inizio della partita, quindi, ci saranno trentadue pezzi a formare due schieramenti contrapposti: i bianchi contro i neri. Genericamente, sono pezzi della scacchiera tutte le forze bianche e nere; scacchisticamente, invece, si chiamano pezzi la Regina, la Torre (pezzi maggiori), l’Alfiere, il Cavallo (pezzi minori), per distinguerli dal Re, che è un pezzo fuori causa per i motivi che ti dirò, e dai pedoni, che hanno movimento e valore limitati. Vediamo ora la loro collocazione sulla scacchiera.

Come si mettono i pezzi sulla scacchiera?

All’inizio della partita ciascun giocatore dispone i suoi sedici pezzi, bianchi o neri, sulle caselle più prossime a lui, cioè sulle due file orizzontali che partono immediatamente dal bordo della scacchiera. Poiché ogni riga è composta di otto caselle (o case) e i pezzi sono sedici per squadra, ad esser occupate saranno le prime due file della scacchiera.

Alle estremità di ogni fila stanno pezzi uguali: quindi, le torri bianche si troveranno sulla stessa colonna verticale di quelle nere, e così tutti gli altri pezzi. Ricorda, nel momento in cui disponi i pezzi sulla tavola, che la regina bianca occupa sempre la casella del suo stesso colore (cioè, bianca), così come la regina nera (che va sulla casa nera).

Scacchi: come si muovono i pezzi?

Ogni pezzo degli scacchi ha due facoltà: può muovere e prendere. Il movimento è diverso per ogni pezzo. La presa si effettua togliendo dalla casella della scacchiera il pezzo avversario, sostituendolo con il proprio. Si può prendere soltanto un pezzo alla volta: così, se con la tua torre vai nella casella occupata dal cavallo avversario, allora la tua torre prenderà il posto del pezzo avversario, il quale verrà eliminato dal gioco.

Il re

Il re si sposta in qualunque senso, ma di un solo passo per mossa: in pratica, va dalla casella di partenza a una qualunque di quelle immediatamente vicine. Il re è, allo stesso tempo, il pezzo più importante di tutti, ma anche uno dei più deboli: solamente i pedoni sono ancor più limitati nello spostamento. Ti dico questo perché la partita termina nel momento in cui un giocatore riesce ad incastrare il re avversario, obbligandolo ad essere preso: è il famoso «scaccomatto».

Il re è posto sotto scacco nel momento in cui uno dei pezzi avversari lo attacca, cioè è in grado di prenderlo sulla sua casella. Quando si muove uno scacco al re, è necessario farlo immediatamente presente all’altro giocatore, annunciandolo a voce. Il re non può rimanere sotto scacco: quando ciò accade, è necessario obbligatoriamente metterlo a riparo, muovendolo o parando la mossa con un altro pezzo. Se il re venisse mangiato, la partita terminerebbe: questo, però, può avvenire solamente quando il re non ha scampo, cioè non ha una casella libera ove trovare rifugio. In questo caso, appunto, si parla di scaccomatto e la partita termina.

La regina

La regina è il pezzo più forte: può muoversi in qualsiasi direzione (orizzontale, verticale, diagonale, avanti e indietro) senza limitazione del numero di caselle, naturalmente se non trova l’ostacolo di un altro pezzo. In tal caso, se questo è del suo colore, si ferma nella casa immediatamente precedente; se è del colore avversario, può invece decidere di prenderlo e di occuparne il posto.

La torre

La torre è il pezzo degli scacchi più forte dopo la regina; ha il movimento orizzontale e verticale di quest’ultima, ma non quello diagonale. Può spostarsi di quante case vuole, a destra o a sinistra, aventi o indietro, seguendo linee orizzontali o verticali, purché non oltrepassi ostacoli lungo la linea del suo movimento.

L’alfiere

L’alfiere può muoversi soltanto diagonalmente, senza limiti di numero di caselle. A causa di questo suo particolare movimento, un alfiere che inizialmente di trova in una casa bianca non potrà mai passare in una nera, e viceversa.

Il cavallo

Per molti giocatori è uno dei pezzi degli scacchi più importante in assoluto; sicuramente è il più affascinante. Il cavallo ha un movimento speciale denominato “salto”: può spostarsi orizzontalmente o verticalmente e, al tempo stesso, in senso diagonale, di due case alla volta, descrivendo così una figura che ricorda la lettera “L” oppure il numero 7. Il cavallo, ad ogni movimento, cambia linea e colore. Inoltre, a differenza dei movimenti visti finora, il cavallo può saltare gli altri pezzi, nel senso che la sua “corsa” non termina se, davanti a sé, c’è un altro pezzo.

Il pedone

Il pedone è il pezzo più debole: muove di una sola casella per volta, lungo la propria colonna; in pratica, può occupare solamente la casa che gli sta davanti, a meno che non prenda un altro pezzo: il pedone, infatti, “attacca” in diagonale, pur essendo il suo movimento solamente verticale. In questo senso, è l’unico pezzo che non prende nella maniera in cui si muove. Solo nel movimento iniziale di partenza il pedone può fare, a discrezione del giocatore, anche due passi.

Scacchi: alcune strategie

Come ricordato, gli scacchi sono un gioco di strategia talmente complesso che è impossibile che possa indicarti quali sono le strategie più avanzate, cioè quelle utilizzate dai grandi maestri che si sfidano in partite di ore (a volte giorni) nei tornei internazionali. Quello che posso fare, però, è spiegarti alcune semplici strategie che potrai utilizzare nelle sfide contro i tuoi amici.

Arroccamento: cos’è?

Cominciamo con una strategia degli scacchi molto comune ma, spesso, decisiva per il prosieguo della partita. Come abbiamo detto, il re, per il fatto che non deve mai essere preso, è il pezzo più delicato del gioco; per favorirne la difesa, un’ottima strategia è quello di “arroccarlo”, cioè di compiere un movimento tale da proteggerlo il più possibile dietro gli altri pezzi.

L’arroccamento consente al re di ripararsi in un angolo della scacchiera, sottraendolo dall’iniziale posizionamento centrale, ponendolo al sicuro dietro i pedoni, fiancheggiato dalla torre. L’arroccamento consiste in un movimento simultaneo del re e della torre: in esso il re compie, eccezionalmente, due passi. Può farsi in qualunque momento della partita, a discrezione del giocatore. Non è accordato al re se non un’unica volta e solamente se non si è già mosso prima: in pratica, se hai già spostato il re dalla sua casa iniziale, non potrai più arroccarti. Stesso dicasi per la torre: se l’hai spostata, non puoi più effettuare questa strategia.

Avendo ogni giocatore due torri, l’arroccamento può eseguirsi in due diversi modi: con la torre di re (cioè, quella posta al lato del re) oppure con quella di regina. Nel primo caso, il re si muove di due case e lo stesso fa la torre, scavalcando eccezionalmente il re e ponendosi di fianco; nel secondo (cosiddetto “arroccamento lungo”), il re si muove sempre di due case mentre la torre di tre, scavalcando il suo re e affiancandolo.

In pratica, per poter eseguire la strategia dell’arroccamento, occorre:

  • che re e torre non siano stati mossi prima del momento in cui avviene l’arroccamento;
  • che tra il re e la torre, ossia nel tratto di scacchiera che separa i due pezzi, non vi sia né un pezzo proprio né uno avversario;
  • che la casa per la quale deve passare il re per effettuare il movimento e la casa di arrivo non siano attaccate da un pezzo avversario;
  • che il re, nel momento in cui procede all’arroccamento, non si trovi sotto scacco nella sua casella iniziale (in pratica, lo scacco al re non può essere parato mediante arroccamento).

Presa al varco: cos’è?

Abbiamo detto che il pedone, eccezionalmente, può muoversi di due case avanti a sé quando compie la prima mossa; abbiamo anche spiegato che il pedone è l’unico pezzo che non prende seguendo il suo movimento, poiché esso può effettuare la presa solamente in diagonale. Ebbene, il pedone che decide di muoversi di due passi può essere preso anche a lato (cioè, di fianco), quando alla casella di arrivo si trovi adiacente ad un altro pedone. In poche parole, il pedone che muove di due caselle può essere catturato da quello che gli si trova a fianco dopo la mossa, come se si fosse venuto a trovare in diagonale rispetto a lui. Questa mossa si chiama presa al varco (in francese, prise en passant).

Promozione del pedone: cos’è?

Il pedone sarà anche il pezzo più debole, ma di sicuro gli è consentita una mossa unica: quella di trasformarsi in un altro pezzo a suo piacimento (re escluso, ovviamente). La promozione del pedone avviene quando il pezzo raggiunge l’ottava linea, cioè l’ultima in fondo alla scacchiera, quella ove erano schierati i pezzi dell’avversario. Raggiunta la meta, il giocatore può scegliere di cambiare il suo pedone con qualsiasi altro pezzo, anche se questo dovesse già essere presente sulla scacchiera: sarà ben possibile, quindi, promuovere il pedone in regina e continuare la partita avendone due contemporaneamente sulla scacchiera.

note

Autore immagine: Pixabay.com


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