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Codice fiscale: chi lo rilascia?

31 Ottobre 2018


Codice fiscale: chi lo rilascia?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 Ottobre 2018



Il codice fiscale è rilasciato dall’Agenzia delle Entrate con modalità differenti a seconda che il richiedente sia un cittadino italiano, uno straniero, un residente all’estero o i genitori di un neonato.

Il codice fiscale serve per identificare la persona fisica nei rapporti tra privati e Pubblica Amministrazione ed costituito da 16 caratteri alfanumerici, desunti in base alle lettere che compongono nome e cognome, al sesso ed al luogo di nascita della persona fisica. E’ utilizzato da tutte le amministrazioni pubbliche come identificativo delle persone fisiche, del contribuente e di tutti i soggetti obbligati ad averlo. Codice fiscale: chi lo rilascia? In questo articolo analizzeremo le diverse modalità a seconda che trattasi di cittadini italiani, residenti all’estero, stranieri o neonati.

Come si genera il codice fiscale?

Secondo le regole per la generazione del codice fiscale [1]:

  • le prime 3 lettere corrispondono alle consonanti del cognome o dei cognomi. Si parte dalla prima procedendo in avanti e saltando un carattere ogni volta. Se il cognome è più corto di 5 caratteri, una volta raggiunta la fine, si riprende di nuovo dall’inizio partendo però questa volta dalla seconda lettera. Se il cognome è costituito da 2 sole lettere si prendono entrambi e si aggiunge una “X” finale. Dal computo sono esclusi eventuali accenti, apostrofi, spazi o altri caratteri presenti nel cognome;
  • le seconde tre lettere corrispondono alle consonanti del nome o dei nomi, seguendo le stesse modalità descritte per il cognome. Se il cognome non ha abbastanza consonanti nelle tre lettere del nome sarà presente qualche vocale;
  • i primi 2 numeri corrispondono all’anno di nascita;
  • la lettera seguente l’anno di nascita indica il mese di nascita (A sta per Gennaio, B per Febbraio, C per Marzo, D per Aprile, E per Maggio, H per Giugno, L per Luglio, M per Agosto, P per Settembre, R per Ottobre, S per Novembre, T per Dicembre);
  • i due numeri seguenti la lettera del mese indicano il giorno di nascita (con la particolarità che per le donne bisogna aggiungere 40 al giorno di nascita);
  • gli ultimi cinque caratteri indicano il codice del cmune di nascita (costituito da quattro cifre) ed un carattere di controllo determinato secondo un calcolo ben preciso che tiene conto dei precedenti 15 caratteri.

L’unico codice fiscale valido è quello rilasciato dall’Agenzia delle Entrate in quanto nessun altro Ente o soggetto esterno può essere autorizzato per il rilascio del codice fiscale e/o la stampa del tesserino.

Come richiedere il codice italiano se si è cittadini italiani?

Il cittadino italiano che vuole richiedere il codice fiscale deve presentarsi presso l’Agenzia delle Entrate munito di un documento di identità e compilare il modulo domanda AA4/8 e depositarlo presso lo stesso ufficio. Se si è impossibilitati si può delegare altra persona munita di delega e di copia del documento d’identità.  Una volta richiesto il tempo per ricevere presso la propria abitazione il tesserino con il codice fiscale è di 10-15 giorni al massimo, mentre l’attribuzione dello stesso è immediata.

Come richiedere il codice fiscale se si risiede all’estero?

Se si risiede all’estero si può richiedere il rilascio del codice fiscale direttamente al consolato o all’ambasciata italiana presente sul territorio del paese di residenza. Sarà poi il consolato, attraverso il collegamento telematico con l’Anagrafe Tributaria, ad attribuire il codice fiscale. La generazione del codice fiscale, la produzione e l’invio della tessera rimangono a cura dell’Agenzia delle Entrate e nessun soggetto esterno, tranne la Sogei – Società generale d’informatica Spa – è autorizzato a produrre programmi software per il calcolo del codice fiscale e tanto meno a stampare la relativa tessera.

Come richiedere il codice fiscale se si è stranieri in territorio italiano?

Gli stranieri che vogliono ottenere il codice fiscale a seguito di domanda di ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato, immigrazione o ricongiungimento familiare, devono presentare la richiesta presso gli Sportelli Unici per l’immigrazione attraverso il sistema di collegamento telematico con l’Anagrafe Tributaria. Nel caso, invece, di richiesta del permesso di soggiorno o rinnovo dello stesso, il codice fiscale agli stranieri viene rilasciato dalle questure collegate telematicamente con l’anagrafe tributaria.

Insieme alla richiesta l’ appartenente a uno Stato dell’Unione europea deve esibire un documento di riconoscimento in corso di validità mentre il cittadino proveniente da un Paese extra Ue deve esibire, in alternativa, il passaporto valido con relativo visto (quando prescritto), o altro documento riconosciuto dalle autorità italiane, o l’attestazione di identità rilasciata dalla rappresentanza diplomatica o consolare in Italia del Paese di appartenenza (con relativa foto dell’interessato), oppure il permesso di soggiorno valido o la carta d’identità rilasciata dal comune di residenza.

E per i neonati?

Per i neonati la richiesta del codice fiscale viene effettuata direttamente ed automaticamente dal comune nell’istante in cui il neonato viene iscritto nel registro dell’anagrafe comunale. E’ il comune che attribuisce il codice fiscale attraverso il collegamento telematico con l’anagrafe tributaria. Sarà poi l’Agenzia delle Entrate a spedire all’indirizzo comunicato durante la registrazione il tesserino del codice fiscale del neonato.

C’è differenza tra il codice fiscale e la tessera sanitaria? 

La tessera sanitaria è un documento personale valevole come tesserino del codice fiscale, tessera sanitaria nazionale e tessera europea di assicurazione malattia, garantendo assistenza sanitaria nell’Unione Europea, in Norvegia, Islanda, Liechtenstein e Svizzera.

E’ pertanto il documento personale che ha sostituito il tesserino plastificato del codice fiscale e viene rilasciata a tutti i cittadini italiani aventi diritto alle prestazioni fornite dal Servizio Sanitario Nazionale. Si usa per acquistare medicinali in farmacia, per andare dal medico di famiglia, per prenotare le analisi di laboratorio o tutte le volte in cui è richiesta l’esibizione del codice fiscale.

La tessera sanitaria è costituita da un fronte e da un retro. Sul fronte sono indicati i dati anagrafici ed il codice fiscale in chiaro ed in scrittura braille, la data di scadenza valida per l’assistenza sanitaria, i dati sanitari regionali, la provincia o le sigle EE per i nati all’estero ed il comune di nascita. Invece, sul retro si trova la banda magnetica, il codice fiscale a barre, la sigla dello stato che ha rilasciato la tessera ed i dati del titolare della tessera.

La tessera sanitaria è gratuita, ha normalmente validità di 6 anni o pari alla durata del permesso di soggiorno e, alla scadenza della TS, viene spedita, a cura del Ministero dell’Economia e delle Finanze, a tutti i cittadini assistiti dal Servizio Sanitario Nazionale. Bisogna prestare attenzione al fatto che mentre la tessera sanitaria può essere usata come codice fiscale, il codice fiscale non può essere utilizzato come tessera sanitaria.

Che cosa fare in caso di smarrimento del codice fiscale?

In caso di smarrimento del codice fiscale e di necessità di avere un duplicato, bisogna collegarsi al sito internet dell’Agenzia delle Entrate e compilare un breve modulo inserendo il proprio codice fiscale ed i dati relativi all’ultima dichiarazione dei redditi (se presentata). Se i dati inseriti sono corretti, si riceverà presso la propria abitazione il tesserino della Tessera sanitaria presso l’indirizzo risultante dall’Anagrafe Tributaria.

Se non si è assistiti dal Servizio Sanitario Pubblico si riceverà, invece, il classico tesserino del codice fiscale. Per chi non avesse la possibilità di usufruire della modalità telematica non resta che recarsi personalmente in un Ufficio Territoriale dell’Agenzia delle Entrate o alla propria ASL di appartenenza e presentare la richiesta per duplicare codice fiscale (facendosi identificare dagli addetti presenti in loco).

Una volta fatta la richiesta si riceverà la Tessera Sanitaria con il codice fiscale (o il solo tesserino con il codice fiscale se non sei assistito dal Servizio Sanitario Nazionale) presso  la propria abitazione entro una ventina di giorni dalla presa in carico della richiesta. I cittadini residenti all’estero possono richiederne un duplicato rivolgendosi al Consolato italiano nel Paese di residenza.

Attribuzione codice fiscale da parte dei soggetti diversi dalle persone fisiche non titolari di partita Iva

I soggetti diversi dalle persone fisiche non obbligati alla dichiarazione di inizio attività Iva (enti, associazioni, fondazioni, condomini, parrocchie, ecc.), che non esercitano un’attività rilevante ai fini dell’Iva ma sono comunque obbligati a indicare il codice fiscale, ne devono fare richiesta a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia.

Il codice fiscale dei soggetti diversi dalle persone fisiche è formato da 11 caratteri numerici, di cui i primi 7 individuano il contribuente attraverso un numero progressivo, i successivi 3 sono il codice identificativo dell’ufficio, l’ultimo è un carattere di controllo.

Per richiedere il codice fiscale, i soggetti diversi dalle persone fisiche devono utilizzare il AA5/6 (“domanda di attribuzione codice fiscale, comunicazione variazione dati, avvenuta fusione, concentrazione, trasformazione ed estinzione”). Il modello AA5/6 per la richiesta di attribuzione del codice fiscale può essere presentato o direttamente, in duplice esemplare, anche a mezzo di persona appositamente delegata, a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, indipendentemente dal domicilio fiscale del contribuente oppure a mezzo servizio postale, in unica copia, mediante raccomandata.

Il modello si considera presentato il giorno in cui risulta spedita la raccomandata. Nel caso di variazione dei dati in precedenza comunicati il modello AA5/6 può essere presentato anche in modalità telematica, diretta o tramite intermediari abilitati.

Il modello si considera presentato nel giorno in cui si conclude la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate, che comunica l’avvenuto ricevimento all’utente che ha effettuato l’invio. Nel caso di comunicazioni di avvenuta estinzione, fusione, concentrazione, trasformazione la modalità telematica è obbligatoria.

Di DAVIDE OLIVETO

note

[1] D. M. del 12.03.1974.


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