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Ispezioni della Finanza in studio o azienda: autorizzazione della Procura?

25 febbraio 2013


Ispezioni della Finanza in studio o azienda: autorizzazione della Procura?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 febbraio 2013



La Cassazione interviene sulla lotta all’evasione: necessaria l’autorizzazione della Procura della Repubblica per gli accessi del fisco in studio o azienda solo se comunicante con l’abitazione. Regime diverso, invece, per gli accessi in casa.

Sempre più spesso la Finanza bussa in azienda, in studio o in casa, per effettuare controlli volti al contrasto dell’evasione. In alcuni casi – ma non in tutti – se manca l’autorizzazione del magistrato tali controlli sono nulli e non possono essere utilizzati per i successivi accertamenti.

Una recente sentenza della Cassazione, intervenuta sul punto, ci consente di riepilogare l’attuale regime [1] che val la pena di schematizzare qui di seguito.

1) Nei locali destinati ad attività commerciali, agricole, artistiche o negli studi professionali:

– Non c’è bisogno di autorizzazione del Pm. La Finanza può, quindi, “bussare alla porta” in completa autonomia, accedere ai locali, effettuare ispezioni documentali, verifiche e ricerche. Tutto ciò di cui gli agenti devono essere muniti è un’autorizzazione del capo ufficio da cui dipendono (in genere, il comandante del reparto o un ufficiale delegato).

Tuttavia, nel solo caso di locali destinati all’esercizio di arti o negli studi professionali è necessario che sia presente il titolare dello studio o un suo delegato. Senza di questi, la Finanza non può effettuare l’accesso.

2) Nei locali usati in modo promiscuo (ossia, tanto per lo svolgimento dell’attività, quanto per abitarvi), oppure nel caso di locali comunicanti (cioè quando i locali per lo svolgimento dell’attività comunichino con altri locali adibiti per l’abitazione, anche se separati e diversi):

– c’è bisogno dell’autorizzazione della Procura della Repubblica, altrimenti l’accertamento è nullo [2].

Si ritiene, tuttavia, che tale autorizzazione abbia carattere amministrativo e che, pertanto, sia quasi un atto dovuto da parte del Pm (egli deve solo verificare che il controllo fiscale venga fatto in un luogo ad uso promiscuo).

3) Nei luoghi privati (abitazione del contribuente, dei suoi familiari, dell’amministratore della società, dei dipendenti, dei soci, ecc.):

– È sempre necessaria l’autorizzazione della Procura. Non solo. Tale autorizzazione può essere concessa solo se sussistono gravi indizi di violazioni delle norme tributarie. Se mancano tali due condizioni (autorizzazione e gravi indizi), il controllo è nullo e, con esso, anche il successivo atto di accertamento.

note

[1] Per il riferimento normativo, cfr. art. 33 DPR 600/1973.

[2] Cass. sent. n. 4140/2013.

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