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Onorari avvocato: l’avvenuta transazione fissa il valore della causa

28 febbraio 2013


Onorari avvocato: l’avvenuta transazione fissa il valore della causa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 febbraio 2013



In caso di transazione, il valore della causa si stabilisce in base alla somma effettivamente concordata a seguito dell’accordo e non in base a quanto richiesto con l’atto introduttivo del giudizio.

Se la causa si chiude con una transazione, per determinare il valore della controversia ai fini dell’onorario dell’avvocato non si deve tener conto di quanto richiesto con il ricorso al giudice, ma di quanto effettivamente concordato con l’accordo successivo.

Il principio è stato stabilito, di recente, dalla Corte di Cassazione [1] che ha rigettato la richiesta di un avvocato: quest’ultimo, erroneamente, riteneva che il parametro di riferimento dovesse essere quanto preteso con la domanda introduttiva del giudizio e non quanto invece transatto successivamente.

Secondo la Corte, la norma del codice di procedura civile secondo cui il valore della causa si determina in base alla domanda giudiziale trova una sola eccezione: quando, al momento dell’instaurazione del giudizio, non sia possibile indicare il quantum (è il caso, per esempio, delle controversie per il risarcimento del danno ove, il più delle volte, la domanda di condanna è formulata con riserva di quantificazione in corso di giudizio). In tali ipotesi si rende indispensabile il riferimento al valore definito successivamente e quindi, al quantum stabilito dalle parti in altro modo (come con la transazione).

note

[1] Cass. sent. n. 3660 del 14.02.2013.

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