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Come finanziare un progetto sociale

31 Ottobre 2018


Come finanziare un progetto sociale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 Ottobre 2018



Le organizzazioni, gli enti, o i singoli che intendono promuovere, oggi, un progetto sociale, possono ottenere le risorse economiche necessarie, da una diversificata platea di finanziatori, anche per il tramite delle nuove tecnologie. Ciò che permane è l’empatia, ovvero l’incontro di intenti tra ideatore e donatore.

Cos’è un progetto sociale? Si tratta di quell’attività o di quell’insieme di attività volte alla realizzazione di prodotti e servizi per il raggiungimento di uno scopo condiviso e utile ad una determinata categoria di beneficiari, o più genericamente, agli utenti finali. Nella maggioranza dei casi, la progettazione sociale viene demandata agli enti pubblici o alle organizzazioni senza scopo di lucro, con l’obiettivo specifico di portare a conoscenza della platea di utenti, alcune tematiche di impatto sociale-culturale, proponendo nel contempo una serie di azioni volte a ottenere un cambiamento utile alla società. Lo scopo ultimo del progetto sociale è quello di eliminare, o quantomeno ridurre, una condizione di sfavore, quale ad esempio la riduzione della povertà, della criminalità, della violenza di genere o delle discriminazioni. Non solo, determinati progetti intendono perseguire il miglioramento della sicurezza, dell’inclusività sociale, ma anche richiamare l’attenzione dei cittadini nei confronti di tematiche ambientali e di preservazione degli ecosistemi e così per molti altri settori di intervento. Una volta identificato l’obiettivo concreto che si intende perseguire, il primo compito dell’ideatore è quello di raggiungere l’approvazione e la condivisione del progetto, attraverso un programma di sensibilizzazione della società rispetto allo specifico tema affrontato e così, fidelizzare il pubblico, ossia il concreto finanziatore. In effetti, la progettazione può avvenire sia in un momento successivo allo stanziamento pubblico di determinate risorse, quindi già disponibili, appunto, per l’ideazione di un dato intervento sociale, ma anche anteporsi alla dotazione economica che verrà reperita, in tal modo, nel successivo momento della concretizzazione. Come finanziare un progetto sociale? Sono molteplici e diversificate, sia le tipologie di finanziamento del progetto sociale, sia le modalità per il loro ottenimento, ciò anche in relazione al tipo di intervento sociale richiesto o proposto.

Finanziamenti dell’Unione Europea

L’Unione Europea, ciclicamente, mette a disposizione risorse economiche per lo studio e l’elaborazione di progetti, funzionali alla realizzazione, sia a livello locale che a livello globale, di servizi di interesse generale e finalità di utilità sociale.

La richiesta di intervento coinvolge vari ambiti di interesse pubblico, quali esemplificativamente: la formazione, la ricerca e lo sviluppo, la cooperazione, l’ambiente e l’energia, il settore politico, l’inclusione, lo sviluppo urbano, il sostentamento alle piccole imprese, ecc… e contengono programmi volti a stimolare la crescita e l’integrazione su differenti livelli.

Si tratta per lo più di aiuti monetari stanziati con lo scopo di finanziare progetti a largo respiro socio-culturale, destinati ad incidere significativamente sulla realizzazione positiva di un dato programma, demandato dall’Unione Europea al destinatario della risorsa, quale una ONG, un ente, un ricercatore, una piccola impresa o, in generale, chiunque ne abbia un concreto e positivo interesse.

L’Unione Europea pubblica, a tal fine, un bando ad hoc che identifica lo scopo ultimo che, a livello centrale, intende perseguire e, nel contempo, individua determinate linee guida da rispettare nella predisposizione del progetto e per l’ottenimento della somma disponibile. Dette linee guida indicano la tematica di interesse, l’ambito di applicazione, i beneficiari della risorsa finanziaria e, più in generale, la finalità concreta che l’Unione Europea preannuncia di voler raggiungere.

Una volta verificata la sussistenza dei requisiti di accessibilità, dovrà procedersi alla stesura puntuale del progetto, in conformità alle predette linee guida, inserendo, altresì le previsioni puntuali di spesa, i tempi di realizzazione, i nominativi dei responsabili di ogni fase di realizzazione ed ogni altra indicazione utile all’approvazione da parte della commissione di valutazione.

Ottenuto l’assenso e approvato il progetto come descritto, l’Unione Europea provvede all’erogazione del finanziamento sia in via diretta, ma più spesso indirettamente, attraverso delegazioni, agenzie per lo sviluppo, o altri enti. Il finanziamento può anche assumere configurazioni diverse dalla più diretta dazione monetaria ed essere erogato, ad esempio, sotto forma di prestito, ovvero di garanzia utile all’ottenimento del prestito, o ancora di premi e contributi gestiti dai governi nazionali.

La stessa Unione Europea, attraverso le proprie delegazioni, ovvero i medesimi governi nazionali, provvedono, poi ad effettuare controlli periodici sullo stato di avanzamento della realizzazione dei progetti e sull’utilizzo dei fondi erogati.

Collaborazione con le imprese

Da sempre il pubblico, possiede risorse limitate da suddividere tra molti richiedenti, pertanto sembra quasi necessario per l’ente o chi, comunque, voglia ottenere un finanziamento per il proprio progetto sociale, inoltrare la richiesta economica anche al privato.

Molte imprese, sono per lo più favorevoli a tali collaborazioni, da un lato perché condividono e sostengono ideologicamente il progetto e, dall’altro, perché tale attività, solitamente, restituisce all’investitore un’immagine positiva che si concretizza anche in autopromozione. Gli aiuti economici provenienti dalle società private, solitamente, sono piuttosto consistenti e, genericamente si rivolgono a progetti destinati a riscontrare un elevato impatto sociale.

Tuttavia, anche progetti più “modesti” o destinati ad un gruppo più ristretto di fruitori, incontrano sovente l’interesse di aziende ben intenzionate a promuovere nuove idee e tematiche in linea anche con il proprio scopo aziendale.

Fundraising e digital fundraising

Il fundraising, ossia la raccolta fondi, ricopre una fetta sostanziale di tutta la progettazione sociale, perché, si sa, anche la più meritevole delle idee, in assenza di risorse economiche, difficilmente riuscirà ad arrivare alla propria concreta realizzazione.

Tradizionalmente, tale attività, viene svolta attraverso operazioni di pubblicizzazione dei progetti, tramite il volantinaggio, l’uso dei media tradizionali quali la stampa, la televisione e la radio, oltre alla realizzazione di eventi e manifestazioni pubbliche in grado di dare maggiore visibilità all’ente e allo scopo che questo persegue.

Conseguentemente, l’ente, facendo leva sul coinvolgimento sociale, informa il singolo sulla propria organizzazione e sugli scopi che la stessa si prefigge di perseguire, portandolo da un lato a sperimentare determinate emozioni e dall’altro, stimolandone l’impegno civico attivo attraverso l’invito alla donazione. Questa rappresenta, per l’ente, la risorsa destinata alla realizzazione concreta del progetto e per il cittadino, l’esternalizzazione della propria condivisione alle finalità perseguite.

Oggi, però tale metodo deve necessariamente integrarsi con i social media che, innegabilmente, rivestono un ruolo cruciale in numerosi ambiti della quotidianità, lavorativa e non, di tutti noi. Nel corso del tempo, pertanto, questi strumenti, sono divenuti veicolo anche per l’ottenimento dei finanziamenti necessari per la promozione di iniziative e progetti sociali, pur in assenza di altri e più corposi contributi.

La ragione risiede nel fatto che spesso si tratta di progetti di nicchia, o più semplicemente, in quanto promossi da piccole organizzazioni, o addirittura da singoli, i quali, difficilmente, ottengono l’interesse di un grosso finanziatore. Pertanto, anche all’interno delle organizzazioni non profit, si sono sviluppate nuove figure professionali, quale quella del digital fundraiser, con il compito specifico di seguire, appunto, la raccolta fondi online, attraverso varie tecniche che il web mette a disposizione.

Al fine, appunto, di far reperire, in modo snello, risorse agli enti e ai privati, sono nate, sul web, varie piattaforme per la raccolta fondi, utili a finanziare quei progetti riguardanti tematiche particolarmente sentite dalla comunità, in particolar modo legate all’ambiente, all’ecologia, allo sviluppo di tecnologie cosiddette green, ma anche alla salute, alla promozione artistica, all’inclusività, all’abbattimento di barriere architettoniche e qualunque altra realizzazione in grado di incidere sul miglioramento della qualità di vita di tutti noi.

Il web diventa, quindi, la vetrina attraverso la quale condividere l’idea che anima quel determinato progetto, portandola in un vasto spazio in un tempo decisamente ridotto. È sempre attraverso questo spazio che il singolo donatore viene in contatto con il progetto, ne valuta l’obiettivo concreto prefissato e decide se ritenerlo meritevole di supporto, mediante una personale dazione economica.

Non vi è dubbio, infatti, che ciò che spinge l’utente a donare, altro non è se non la fiducia e la condivisione del progetto, a prescindere dalla distanza fisica esistente con il suo ideatore. Per tale ragione, gli strumenti digitali sono senz’altro utili, dapprima per sensibilizzare gli utenti e conseguentemente, una volta ottenuta la donazione, anche per fidelizzare i medesimi soggetti.

Social media marketing e marketing automation

Questi termini, tipicamente aziendali, vengono presi in prestito in questo peculiare contesto, per identificare l’insieme delle attività di pubblicizzazione e promozione, ovviamente necessarie anche nell’ambito della progettazione sociale e strettamente collegate all’ambiente digitale. Tali attività, consentono, infatti, sia di tenere traccia degli utenti che visitano l’eventuale sito legato al progetto o comunque all’ente che lo realizza, ma anche di automatizzare determinate mansioni ripetitive, quali ad esempio l’invio di email, la spedizione di messaggi, l’aggiornamento sugli eventi presentati, il tutto con l’obiettivo di rendere partecipi i donatori che da occasionali, possono divenire abituali.

Senza dubbio, infatti, l’insieme di risorse, digitali e non, sono il mezzo a disposizione di enti, organizzazioni e imprese per entrare in contatto con donatori e finanziatori potenziali. Attraverso le risorse digitali, la comunicazione assume connotati più conversazionali, dando quindi la possibilità a chiunque di interagire con l’ideatore di un progetto e, allo stesso tempo, quest’ultimo può amplificare la visibilità del proprio progetto, nonché il numero dei donatori. Pertanto, anche un piccolo progetto, laddove idealmente condiviso e sentito dai singoli come socialmente utile, potrà, senz’altro, ambire alla concreta realizzazione, con il sostegno anche di finanziatori esterni.

Di SARA CAMPANA


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