Business | Articoli

Franchising: come funziona? Quali responsabilità?

1 Settembre 2017 | Autore:
Franchising: come funziona? Quali responsabilità?

Il Franchising è un contratto sempre più diffuso, spesso il primo passo per avviare una nuova carriera nel mondo del commercio: ecco come funziona.

Avviare una nuova attività non è sempre semplice: gli adempimenti burocratici sono spesso piuttosto gravosi e ad essi si aggiungono generalmente investimenti rilevanti in termini di ristrutturazione dei locali, arredamento, promozione del marchio. Il Franchising offre una soluzione a questo genere di complicazioni. Vediamo come funziona.

Contratto di Franchising: le Parti in campo

Sono Parti del contratto da un lato l’affiliante ossia un imprenditore che vuole costituire una rete di affiliazione commerciale e che ha già sperimentato sul mercato la propria formula commerciale e dall’altra l’affiliato ossia un altro imprenditore che intende avviare un’attività commerciale.

Generalmente l’affiliante è un soggetto già particolarmente forte sul mercato di riferimento, mentre l’affiliato è spesso un imprenditore che pur non essendo necessariamente « alle prime armi » intende avviarsi in un settore specifico avendo il « vantaggio » di rappresentare un marchio già presente da tempo nel mercato.

Nella pratica l’affiliato mette a disposizione dell’affiliante un punto di distribuzione dei prodotti (o dei servizi) di quest’ultimo.

Franchising: chi è responsabile della gestione del punto vendita?

Nonostante il marchio commerciale che propongono sia il medesimo e di conseguenza l’immagine commerciale tenda ad identificare l’affiliante con l’affiliato e viceversa, tali soggetti rimangono autonomi e distinti sia giuridicamente sia economicamente.

L’affiliato è tenuto a sopportare in proprio tutti gli oneri derivanti dalla gestione del punto vendita (il rischio d’impresa) [1], salvo differenti previsioni specifiche del contratto. Spetta invece generalmente all’affiliante la promozione del marchio, la formazione del personale della rete commerciale, l’arredamento e l’organizzazione del punto vendita. Per tali attività e servizi, tuttavia, i contratti di Franchising possono prevedere anche dei costi da sostenere da parte dell’affiliato.

Franchising: un affiliante può riscattare un credito dell’affiliato?

La separazione dei due soggetti giuridici, a cui precedentemente si accennava, implica che l’affiliante non possa  chiedere a un debitore dell’affiliato il pagamento di un credito a lui spettante. Allo stesso modo la comunicazione scritta indirizzata a tale debitore e avente ad oggetto la richiesta di pagamento in nome e per conto dell’affiliato è idonea a interrompere la prescrizione [2].

Se la formula del franchising non funziona: chi è responsabile?

La responsabilità del mancato « successo » del marchio sul mercato è dell’affiliante. Questi in fase precontrattuale deve garantire di aver già testato sul mercato la formula commerciale che propone e fornire all’aspirante affiliato una serie di precise informazioni per permettergli di valutare l’affare (dagli introiti previsti ogni anno in termini di fatturato, ai costi da sostenere per mantenere attivo il contratto di franchising, al costo della fornitura minima della merce, agli obblighi di ristrutturazione periodica della struttura). L’affiliato difatti, oltre a essere generalmente un imprenditore piccolo e spesso non esperto, si impegna a effettuare degli investimenti per accedere a un sistema commerciale che non conosce prima di stipulare il contratto: questa fiducia che l’affiliato ripone nell’affiliante dovrebbe essere supportata da dati precisi.

Come essere sicuri che il Franchising che si sceglie è valido?

Per sapere se aderire ad un determinato franchising sia conveniente o meno ci sono alcuni passaggi che è opportuno effettuare. Vediamo di riassumerli di seguito in 10 regole:

  1. informarsi rispetto al numero di esercizi commerciali dello stesso marchio presenti sul territorio;
  2. valutare il posizionamento di tali esercizi;
  3. visitare tali esercizi e tentare di informarsi con il titolare sui costi effettivi di gestione del negozio;
  4. controllare lo scontrino medio dell’attività;
  5. valutare il costo della merce per comprendere, una volta conosciuto il costo dello stock, quale sia il margine di guadagno;
  6. valutare il fatturato medio dichiarato dall’affiliante e confrontarlo con i dati raccolti sul territorio;
  7. valutare il costo medio di una fornitura del magazzino e se esiste uno stock minimo da acquistare;
  8. valutare la fase di gestione della merce non venduta;
  9. valutare la scoutistica obbligatoria imposta dall’affiliato e confrontarla con gli esercizi dello stesso tipo situati nella stessa zona per i medesimi periodi.
  10. chiedere in fase contrattuale che vengano esplicitati i costi relativi alla formazione obbligatoria del personale, alla ristrutturazione periodica dei locali;

Una regola sempre valida inoltre è quella di inserire tutte queste informazioni all’interno di un business plan. Per sapere come fare consigliamo il nostro approfondimento Come redigere il Business plan.


note

[1] Trib. Roma sent. n. 8148 del 05/04/2006.
[2] Cass. sent. n. 647 del 15/01/2007.


APPROFONDIMENTI

21 Mag 2013 | di Redazione

Business plan: cos'è

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube