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Lezioni di musica private: cosa fare per insegnare

27 ottobre 2018


Lezioni di musica private: cosa fare per insegnare

> Cultura e società Pubblicato il 27 ottobre 2018



La richiesta di lezioni private è in aumento. Tra le materie che vanno per la maggiore anche la musica. Scopriamo come, da musicista, si può diventare insegnante di musica.    

“Impara l’arte e mettila da parte!” recita il detto, ma esistono sempre le eccezioni che confermano la “regola”. Insegnamento quindi come un’arte che, specie in tempi di crisi, come i nostri, può trasformarsi in opportunità! Basta solo saper individuare il flusso e seguire la corrente. E tra le correnti più in voga, anche le ripetizioni private di musica, per l’appunto. Se quindi hai tempo a disposizione, adeguate conoscenze in fatto di musica e strumenti, e ti interessa anche aumentare le tue entrate, perché non mettere a frutto il tuo “bagaglio” in cambio di una remunerazione? Sembra infatti che non sia poi così raro che gli apprendisti musicisti, scoraggiati dai costi delle scuole ufficiali di musica, siano sempre più inclini ad imparare da autodidatti o ad indirizzarsi  verso insegnanti privati. Pertanto, se stai valutando l’opportunità d’impartire lezioni di musica, è fondamentale fissare qualche punto relativo alle tue prossime mosse. Le questioni che dovrai affrontare, in prima battuta, sono sostanzialmente due: come fare a uscire dall’ombra e come catalizzare l’attenzione su di sé.  Perché un conto è avere una passione e metterla in campo a beneficio proprio e di pochi intimi, un altro è trasformare la tua passione in un’attività remunerativa al fine di insegnare un’arte! La cosa non è affatto banale. Da musicista devi infatti reinventarti insegnante al fine di trasmettere il tuo sapere ad un allievo che decide di riporre la sua fiducia nella tua persona, senza il “paracadute” di una scuola, bensì a domicilio. Da dove inizi? La parola d’ordine, arrivati a questo punto, è “referenze” che, a sua volta, rimanda a “competenze”. E tu hai mai fatto un serio bilancio delle tue competenze musicali? Ed ancora, riesci ad essere imprenditore di te stesso? E come puoi reperire allievi al di là dello scontata, ma lunga catena del passaparola? Se senti che almeno una delle nostre sollecitazioni ha toccato una delle tue corde personali, e perché no, anche musicali, continua a seguirci! Scoprirai lezioni di musica privatecosa fare per insegnare.

Chi è il maestro di musica e cosa deve saper fare?

Sulla carta un maestro di musica è una persona che padroneggia la materia al limite della perfezione. Perché per trasferire efficacemente un sapere, non basta essere provvisti delle conoscenze di base, che può avere chiunque, ma bisogna spiccare rispetto agli altri per quel “quid” in più. In altre parole, sarebbe preferibile diventare un’eccellenza del settore, quantomeno all’interno del raggio in cui si svolgerà la propria azione. A questo poi deve fare seguito il dono dell’insegnamento che spesso è la risultante di un insieme di attitudini, quali la predisposizione all’ascolto, una sensibilità non comune e quel pizzico di psicologia che consente di trovare differenti canali di comunicazione quanti sono gli allievi, sempre diversi in caratteri e talenti. Se a questo si aggiunge poi anche una passione innata per la materia, l’allievo non potrà che trarne il sommo beneficio. Ma se questa potrebbe dirsi la condizione ottimale, il confronto con la realtà può essere diverso.

Prove generali d’insegnamento: cosa sono e quando sono opportune?

Insegnare non è da tutti. Si può infatti essere musicisti con la M maiuscola, ma pessimi insegnanti. Però se si vuol tentare la via dell’insegnamento, specie se a domicilio, non si può rischiare proprio su questo aspetto. Quindi, se non si è mai insegnato prima, sarebbe consigliabile fare degli esperimenti in tal senso con parenti e amici, al fine di vagliare attitudini e perché no, anche rudimenti di pedagogia. Va da sé infatti che prevalentemente si avrà a che fare con bambini o ragazzi in età scolare, quindi ancora in piena fase di crescita, senza escludere in toto l’eventualità di ritrovarsi coetanei come allievi. In quest’ultimo caso, se non si farà ricorso alla pedagogia, sarà magari utile qualche spunto di psicologia per superare eventuali blocchi o chiusure a cui anche gli adulti possono andare soggetti quando si sperimentano in discipline nuove.

Livello di preparazione e target di riferimento: vanno di pari passo?

Premesso che è bene che l’insegnante di musica, prima di proporsi sulla “piazza”, proceda con un dettagliato esame delle proprie competenze, è altrettanto fondamentale individuare un proprio target di potenziali allievi. Quindi bando alle generalizzazioni con le quali spesso si tende a dire tutto e il contrario di tutto e avanti con la disamina al microscopio delle proprie capacità. Solo una volta che si sarà messo a fuoco che tipo di insegnante si è, il focus va spostato sul proprio allievo ideale. Se quindi ti senti adeguato per insegnare la chitarra ad un principiante, resta in questo range di riferimento e non alzare l’asticella. Meglio peccare di umiltà ed essere sempre però all’altezza del ruolo per il quale ci si propone, piuttosto che rischiare di fare il passo più lungo della gamba e deludere le aspettative. Al contrario, se senti che insegnare a chi è completamente digiuno di solfeggi e chiavi musicali ti svilisce, cambia direzione e dedicati solo ad allievi di alto livello. Un target più alto e selezionato ti consentirà di essere apprezzato per le tue qualità superiori e di muoverti in ambienti che, col tempo, potrebbero anche rivelarsi molto utili per la tua carriera professionale.

Il profilo professionale: cosa è opportuno rivelare?

Solo una volta chiarita la propria identità musicale con se stessi, si può fare il passo di mettersi in vetrina.  A questo punto va tracciato un proprio identikit tramite un’impeccabile descrizione del curriculum formativo e professionale che costituirà il primo biglietto da visita da far veicolare sia in forma cartacea che sul web. Se si può contare su un nutrito “book” di esibizioni, accompagnamenti, assoli, non è da scartare a priori l’ipotesi di procedere con una cernita delle performance più significative; si eviterà così di essere troppo prolissi. In caso contrario, se si è ancora dei musicisti in erba, con poche esperienze all’attivo, non sarà che un bene inserire anche gli eventi più marginali; del resto è pur vero che “tutti i grandi sono stati piccoli una volta”!

Come farsi un proprio giro di allievi ed estimatori?

Per non lasciare inesplorato nessuno strumento di pubblicità utile a promuovere la tua attività d’insegnante di musica, è consigliabile cominciare a pensare, abbastanza presto, ad un personale piano di comunicazione a 360 gradi. Dall’iniziale e immediato passaparola, ai volantini da distribuire in giro nei quali magari potrebbe riprodursi il profilo musicale in forma succinta e accattivante, per poi giungere alla rete sul web, da considerarsi ormai il vero trampolino di lancio per qualsivoglia attività. Se non hai pregiudizi o preferenze assolute, il nostro consiglio è di battere un pò tutte le strategie comunicative e di diffusione in modo da toccare livelli sempre più alti di “audience”!

Volantini pubblicitari e opinion leaders: quando sono efficaci?

Per la promozione professionale su piccola scala, cioè all’interno del proprio giro di conoscenze e amicizie, i volantini pubblicitari possono ancora rivelarsi strumenti efficaci di comunicazione. Al loro interno andranno necessariamente inseriti: la qualifica, ad esempio insegnante di musica, la specializzazione, (ad es. strumenti a fiato), una mini descrizione del profilo professionale e del livello conseguito, con annesse disponibilità orarie e riferimenti di contatto e se si vuole, anche eventuali fasce orarie di reperibilità.  Del pari interessanti, per l’autopromozione possono risultare gli opinion leaders, vale a dire quelle persone naturalmente inclini ad indirizzare le scelte degli altri. Se ne conoscete qualcuno, coinvolgetelo nella vostra campagna pubblicitaria e la vostra micro “impresa individuale” decollerà a suon di musica.

Pubblicità on-line: dove e come?

Si fa presto a parlare di pubblicità sul web, ma poi allo stato dei fatti, andranno anche operate delle scelte e stabilite delle priorità. Se Internet consente infatti di raggiungere un numero potenzialmente illimitato di persone velocemente e a costo zero, Facebook permette di aprire un profilo personale su cui caricare periodicamente post e video. Opportunità, secondo noi, da sfruttare al massimo caricando contenuti creativi e d’impatto che abbiano sottofondi musicali ad effetto. Un conto è far parlare di sè, tutt’altra cosa è lasciare una traccia di sè in rete che possa essere riascoltata e apprezzata più e più volte, senza filtri di parole, ma lasciando che sia proprio la musica ad esprimersi. Da non sottovalutare poi nemmeno un account su Instagram e la tua reputazione crescerà esponenzialmente con il proliferare di like e condivisioni.

Esistono dei siti dedicati a musica e ripetizioni?

La risposta è sì. Sono spesso siti legati al mondo della scuola e dopo una necessaria iscrizione, la piattaforma concederà l’accesso alla sezione Ripetizioni all’interno della quale sarà possibile selezionare la materia d’interesse. Per cui, se ad esempio l’interesse è quello di proporsi come insegnante specializzato, basterà specificare che le lezioni saranno esclusivamente di pianoforte, piuttosto che chitarra o batteria, inserire la località in cui si è disponibile a fornire lezioni, impostare la tariffa per cui si è disposti a prestare la propria attività e il gioco è parzialmente fatto.

La legge cosa dice in merito ad autorizzazione e diplomi?

In realtà, allo stato attuale non esiste una vera e propria legislazione che regolamenti le lezioni private, né esistono specifiche prescrizioni in materia di autorizzazioni da ottenere o diplomi da conseguire. Teoricamente cioè si possono dare lezioni private senza nessun diploma, ammesso che si abbiano almeno 14 anni, ma in pratica gli insegnanti privati hanno sempre un diploma nella materia che insegnano visto anche il proliferare di diplomi di strumento molto importanti per chi vuole intraprendere una carriera come la tua. Tra le alternative al Conservatorio: l’accademia del Suono e il CPM di Milano, la Lizard (con sedi un pò in tutta italia), l’MMI, la St. Louis di Roma ecc.

E’ necessaria l’autorizzazione del condominio?

La risposta è no. Tuttavia è bene controllare se nel regolamento – approvato all’unanimità – sia contenuto il divieto di suonare strumenti. Occhio quindi ad espressioni del tipo: “È vietato arrecare disturbo agli altri condomini, specie nelle ore di riposo diurno e notturno. Tra le ore 13 e le ore 15, e tra le ore 23 e le ore 8, qualsiasi rumore o suono, naturale o artificiale, dovrà essere attenuato in modo tale da non arrecare alcun pregiudizio ai vicini. Gli strumenti musicali potranno essere utilizzati esclusivamente nei seguenti orari: dalle ore … alle ore … e dalle ore … alle ore …”.

Come dichiarare i redditi provenienti dalle lezioni private?

Qui va fatto un distinguo iniziale. Laddove l’attività d’insegnamento abbia il carattere dell’abitualità (vale a dire sia ripetitiva, regolare, stabile e sistematica), l’insegnamento assume i caratteri dell’attività libero professionale e va sottoposto al regime della partita IVA.  Al contrario, se si tratta di attività semplicemente occasionale, (con prestazioni di tipo episodico, saltuario e non programmato) non è richiesta l‘apertura della partita IVA, né si ha l’obbligo di emettere fattura sempre che si resti al di sotto della soglia dei 5.000 euro annui. I ricavi andranno, ad ogni modo, indicati nella dichiarazione dei redditi annuali.

Impartire lezioni di musica a distanza: fantasia o realtà?

Con l’avvento di Skype le lezioni di musica a distanza sono ormai una realtà. Un account su Skype consente così di bypassare qualsiasi problema legato alla distanza che potrebbe separare il maestro prediletto e il suo allievo. Ma se è vero che la lezione viene resa materialmente possibile, è pur vero che questa è forse la modalità che priva di più la lezione del suo apporto umano che solo la vicinanza al maestro può dare. E comunque che il maestro sia vicino o lontano, l’esortazione a chi intende cimentarsi in questo affascinante insegnamento, da che mondo e mondo, è sempre: “Musica! Maestro”.


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