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Tirocinanti e giovani avvocati a rischio estinzione per via della Cassa

25 febbraio 2013


Tirocinanti e giovani avvocati a rischio estinzione per via della Cassa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 febbraio 2013



Rischio di autoesclusione per i neo avvocati che non possono pagare i contributi.

La devastante crisi economica e delle professioni sta portando numerosi avvocati a cancellarsi dalla Cassa Forense per l’impossibilità a fare fronte al pagamento dei contributi. La conseguenza – scritta con l’attuale riforma forense – è anche l’immediata cancellazione dall’Albo degli avvocati. Se questa è la situazione dei professionisti già abilitati, non è difficile immaginare il malcontento che serpeggia tra i giovani tirocinanti abilitati e quelli che hanno appena fatto ingresso nella categoria. Il rischio è di costringerli all’autoesclusione proprio sul varco di un traguardo tanto sofferto.

Ebbene, il futuro dei giovani avvocati si deciderà nelle prossime settimane. Infatti la Cassa Forense sta scrivendo il regolamento che determinerà i tanto temuti contributi minimi per gli iscritti all’Albo con reddito inferiore ad una soglia minima, anch’essa ancora da determinarsi. Lo stesso regolamento dovrà anche stabilire le ipotesi di esenzione temporanea o di diminuzione del pagamento per soggetti in particolari condizioni.

Il segretario generale dell’Anf, Ester Perifano ha espresso parole di solidarietà per quanti si trovino stretti in questa nuova morsa: “L’iscrizione obbligatoria alla Cassa, prevista dalla nuova legge professionale – ha detto – non deve essere l’occasione per esodare fasce di giovani e meno giovani competenti e professionali”. Perifano ha poi ricordato come si debba evitare e contrastare il malcelato obiettivo di spingere alla autoesclusione chi non è in grado di sostenere i contributi minimi. Bisogna quindi pensare “un percorso di avvicinamento e di adeguamento proiettato in un arco temporale più ampio, introducendo ad esempio l’imposizione di versamenti che siano relativamente poco onerosi all’inizio”.

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1 Commento

  1. Sono una praticante abilitata iscritta all’Ordine di Roma.
    A febbraio di quest’anno ho aperto la P.IVA e di conseguenza ho DOVUTO presentare domanda di iscrizione alla Cassa, la quale ha deliberato la mia iscrizione, appunto, alla fine del mese di luglio.
    Ad oggi quindi risulto iscritta alla Cassa da meno di tre mesi e nonostante questo mi sono vista recapitare un bel bollettino di € 1.482,00 (la metà del dovuto solo perchè ho meno di 35 anni) da pagare in una sola soluzione a titolo di contributi dovuti per l’intero anno 2013.
    In primis non capisco perchè dover pagare un anno intero quando sono iscritta da meno di tre mese?!
    Secondariamente come fanno a pensare che un praticante abilitato possa sostenere una rata del genere?Forse nemmeno è riuscito ad incassarli in 8 mesi di partita IVA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Di questo passo la categoria si ritroverà priva di giovani menti brillanti, volenterose, entusiaste…mentre rimarrà, come sempre, posto per i soliti noti……………..
    Auguri cari Colleghi!!!!!!

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