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Modello ricorso contro fermo auto

29 ottobre 2018


Modello ricorso contro fermo auto

> Moduli Pubblicato il 29 ottobre 2018



Fermo auto: che cos’è e cosa fare se l’Esattore ha iscritto il fermo sulla tua macchina?

Cos’è il fermo auto? Il fermo amministrativo sulle autovetture e/o motocicli registrati è una misura cautelare che l’agente della riscossione può utilizzare se, decorsi sessanta giorni dal ricevimento della cartella di pagamento, il contribuente  non abbia provveduto al pagamento integrale delle somme. Cosa comporta? Quali sono le conseguenze? Avere il fermo sulla macchina comporta l’assoluto divieto di circolazione del mezzo. L’auto, in caso di bisogno, può essere comunque venduta a terzi, sui quali ovviamente, il fermo si trasferisce. Il fermo auto può essere adottato da Agenzia delle Entrate-Riscossione (Ex Equitalia) indipendentemente dall’importo totale del  debito non pagato. Inoltre, come l’iscrizione di ipoteca, anche il fermo deve essere preceduto da una comunicazione preventiva di intimazione a pagare e deve ovviamente, a pena di nullità, essere preceduto dalla regolare notifica della cartella di pagamento o dell’atto di accertamento esecutivo. In questo articolo ti daremo maggiori informazioni sul modello ricorso contro fermo auto.

Come difendersi dal fermo auto? 

Il consiglio è ovviamente quello di affidare tutte le carte ad un professionista (dottore commercialista, avvocato, fiscalista), anche se è possibile, per le cause di valore inferiore a 3 mila euro, difendersi in autonomia. Attraverso un professionista, E’ possibile, infatti proporre un vero e proprio ricorso giudiziario alla misura cautelare. Verrà quindi incardinata una causa nella sede più opportuna. In particolare, la causa avverrà:

  • davanti al giudice di pace, per le sanzioni amministrative su cui si fonda il fermo;
  • davanti alla commissione tributaria provinciale, per i debiti tributari su cui si fonda il fermo;
  • davanti al tribunale lavoro, per i contributi Inps o Inail, su cui si fonda il fermo.

Quali possono essere i vizi del fermo?

I vizi del fermo auto possono essere molteplici. In via generale, esistono alcuni motivi che rendono la misura cautelare radicalmente nulla, come ad esempio:

  1. mancata notifica o irregolare notifica delle cartelle di pagamento presupposte;
  2. mancata notifica o irregolare notifica del preavviso di fermo;
  3. mancata notifica della comunicazione di avvenuto fermo;
  4. vizi propri della comunicazione di avvenuto fermo;
  5. prescrizione dei crediti sottesi al fermo.

RICORSO DAVANTI ALLA COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE

IN CASO DI FERMO AUTO PER DEBITI TRIBUTARI

Alla Commissione Tributaria Provinciale di …..

Ricorso introduttivo

Per la sig.ra ……., nata a ………., il …………. e residente in …….., Via …………, cod. fisc. …………….., rappresentata e difesa da …………., elettivamente domiciliata ai fini del presente giudizio, presso ………..,  il quale dichiara di volere ricevere tutte le comunicazioni relative alla presente controversia a mezzo PEC all’indirizzo ………, ovvero via fax: ….., giusta mandato in calce al presente atto,

contro

– Agenzia delle Entrate-Riscossione, in persona del legale rappresentante pro tempore, con sede in ………;

per l’annullamento

1) in parte qua del fermo amministrativo disposto da………… di …………., con provvedimento del …………, sull’autoveicolo della ricorrente ……. targata …………;

2) del Ruolo ………. e della cartella di pagamento n. …………… relativo a tasse automobilistiche, oltre interessi ed accessori, risalenti all’anno …..

Fatto

1. – La sig.ra ……… all’atto di vendita della propria autovettura indicata sopra è venuta a conoscenza che questa fosse sottoposta al fermo amministrativo, disposto da Agenzia delle Entrate-Riscossione (Ex Equitalia) ………., con provvedimento del ….., per un carico erariale totale di € …… Effettuati gli estratti di ruolo, l’interessata veniva a conoscenza che i tributi sottesi al fermo erano di natura mista. Nelle specie, la ricorrente agisce esclusivamente per la parte relativa alla tassa automobilistica e consequenziali interessi, sanzioni e accessori, mentre per quanto riguarda le sanzioni amministrative per contravvenzione del codice della strada provvederà ad istaurare apposito giudizio dinnanzi al Giudice di Pace.

1.2. – Dette tasse automobilistiche riguarderebbero l’anno …….. ed ammonterebbero all’importo di € ……..

2. – Tutto ciò premesso la sig.ra ….., come sopra rappresentata e difesa, poiché i crediti non sono dovuti e la procedura avviata è radicalmente nulla di chiara di voler proporre ricorso, per i seguenti

Motivi

I – Nullità del fermo amministrativo per mancata notificazione degli atti presupposti.

1. – Preliminarmente va dichiarata la nullità del fermo per la mancata notificazione della cartella di pagamento presupposta, attinente alle tasse automobilistiche indicate in epigrafe.

1.1. – Come detto, la ricorrente è venuta a conoscenza della pretesa erariale con gli estratti di ruolo sottesi al fermo, consegnati da Agenzia delle Entrate-Riscossione (Ex Equitalia).

E’ giurisprudenza consolidata della Suprema Corte di cassazione che “la correttezza del procedimento di formazione della pretesa tributaria è assicurata mediante il rispetto di una sequenza procedimentale di determinati atti, con le relative notificazioni, allo scopo di rendere possibile un efficace esercizio del diritto di difesa del destinatario, l’omissione della notifica di un atto presupposto costituisce un vizio procedurale che comporta la nullità dell’atto consequenziale notificato”. Ne consegue che la mancata notifica di un atto del procedimento e quindi di un atto presupposto determina la nullità del procedimento di riscossione. Ciò è la naturale conseguenza della violazione del principio di “tipicità delle forme di riscossione” che è l’esplicitazione dei più generali principi di legalità e vincolatezza regolanti l’esercizio dell’azione amministrativa tributaria. Quest’ultimi impongono all’Amministrazione finanziaria di rispettare, in base a quanto previsto dal tessuto normativo, forme e tempi per dare attuazione alla pretesa erariale. In altre parole, gli atti posti in essere dalla amministrazione finanziaria essendo tipici devono rispecchiare il procedimento previsto dalla legge. Pertanto il mancato rispetto di una delle fasi (come la mancata notifica del relativo atto) vizia insanabilmente il procedimento di nullità (Cass. S.U. 5791/2008 [1]; Cass. S.U. 16412/2007 [2]).

2. – Venendo al caso di specie all’interessata non è stata notificata la cartella di pagamento presupposta al fermo (tanto meno lo stesso preavviso di fermo come si dirà dopo). Circostanza, questa, che determina la nullità della procedura di riscossione.

3. – In merito a quanto appena detto possono svolgersi le seguenti riflessioni.

A) Uno degli effetti prodotti dalla mancata notifica delle cartelle di pagamento è la nullità della procedura di riscossione. Gli articoli 25 e 26 del D.P.R. 602/1973 [3] impongono all’Esattore l’obbligo della notifica della cartella esattoriale, questa – come è noto – ha lo scopo di portare a conoscenza del contribuente la pretesa erariale. Dunque mancando la notifica dell’atto presupposto a cui la legge conferisce il compito di portare a conoscenza del contribuente la pretesa fiscale, consegue, in virtù della giurisprudenza della Suprema Corte, la nullità del procedimento.

B) Ulteriore effetto della mancata notifica della cartella di pagamento entro il termine di decadenza previsto dalla legge  è l’inesigibilità del credito e la sua estinzione.

Ciò è ribadito con forza nell’art. 25 del D.P.R. 602/1973 che prevede espressamente – a pena di decadenza – un dies a quem entro cui l’Esattore deve provvedere alla notificazione delle cartelle, perentorietà acclarata dalla Corte Costituzionale con la nota sentenza 280/2005 [4].

Nel caso di specie detto termine è stato palesemente violato dato che al ricorrente ad oggi non è stata notificata alcuna cartella di pagamento. Pertanto l’amministrazione deve considerarsi decaduta dalla notifica della cartella di tutte le cartelle di pagamento, con la conseguente consumazione del potere e l’estinzione del credito.

2. – Venendo al caso di specie all’interessata non è stata notificata la cartella di pagamento sottesa al fermo (nonché il preavviso di fermo, come si dirà a breve al motivo II). Circostanze, queste, che determinano per un verso la nullità della procedura di fermo e dell’intimazione opposta e, dall’altro, l’inesigibilità del carico erariale.

***

II – Nullità del fermo per mancata notificazione del preavviso e/o della comunicazione di avvenuto fermo.

1. – In ogni caso, il fermo amministrativo va comunque annullato, stante la mancata notificazione del preavviso. (atto presupposto obbligatorio, ai sensi dell’art. 86 del d.P.R. 602/1973 [5] e/o della comunicazione di avvenuto fermo).

2. – Ora, ai fini della validità della procedura di fermo amministrativo, la notifica del preavviso è atto necessario ed indispensabile per due ragioni: a) consentire il diritto di difesa del contribuente ex art. 24 e 113 della Costituzione; b) determinare la validità della procedura, garantendo la sequenza procedimentale prevista dalla legge.

3. – Va, poi, aggiunto che nemmeno la comunicazione di avvenuto fermo è stata notificata all’interessato, atto anche questo necessario ai fini della validità del procedimento. Sul punto è opportuno ricordare che la Cassazione ha stabilito che “l’efficacia del fermo è condizionata dalla comunicazione che, una volta eseguita l’iscrizione del provvedimento, deve essere data al proprietario del bene, al quale, dal momento in cui il fermo diventa efficace, è inibita la circolazione; ne segue che la comunicazione del fermo costituisce atto indefettibile della serie procedimentale, in mancanza del quale non può concepirsi il venire in essere di un atto implicito, difforme da quello tipico espresso, come delineato normativamente nei suoi requisiti di efficacia”. Orbene, secondo i giudici della Suprema Corte, i fermi amministrativi, privi della successiva comunicazione dell’avvenuta iscrizione, sono nulli per la mancanza di un atto indefettibile del procedimento di fermo (Cassazione civile, Sezione II; Sentenza del 23 luglio 2008, n. 20301 [6]).

***

III – Intervenuta prescrizione del credito.

Il presunto carico erariale, inoltre, deve comunque considerarsi prescritto, tenuto conto che dal momento in cui sarebbe sorto, ad oggi, è abbondantemente decorso il termine triennale di prescrizione.

***

Tutto ciò premesso la sig.ra ……….., come sopra rappresentata e difesa, chiede l’accoglimento delle seguenti

Conclusioni

Voglia l’On. Commissione Tributaria Provinciale adita, disattesa ogni contraria domanda eccezione e/o difesa

In via principale

1) – accogliere il primo motivo di ricorso e ritenere e dichiarare non notificata le cartella di pagamento indicata in epigrafe;

1.1) – accogliere il secondo motivo di ricorso e ritenere e dichiarare non notificati il preavviso di fermo e/o la comunicazione successiva di avvenuto fermo;

2) accogliere il terzo motivo di ricorso e per l’ulteriore effetto dichiarare l’intervenuta prescrizione del presunto carico erariale.

3) ordinare agli Enti resistenti di provvedere, a proprie spese, alla cancellazione del fermo sull’autovettura di proprietà della ricorrente.

Con vittoria, di spese, competenze ed onorari.

….., il …….

Il difensore.

OPPOSIZIONE 615 C.P.C. AL GIUDICE DI PACE

Ufficio del Giudice di Pace di ….
Atto di citazione in opposizione ex art. 615, comma 1° c.p.c.

Per il sig. ……., nato a … il ….. e residente in ……., rappresentato e difeso, ai fini del presente giudizio dall’avv.to …… presso il cui studio, in…… è domiciliato, il quale chiede di ricevere tutte le notizie relative alla presente controversia a mezzo FAX al n. …… PEC all’indirizzo ……, giusta mandato speciale alle liti, rilasciato su foglio separato dal quale è stata estratta copia informatica per immagine inserita nella busta telematica contenente il presente atto, il quale dichiara di volere ricevere tutte le comunicazioni relative al presente procedimento a mezzo PEC all’indirizzo ….

contro

– Comune di ….., in persona del legale rappresentante pro tempore;
– Agenzia delle Entrate – Riscossione, sede legale di Roma (già Equitalia Servizi di Riscossione, sede legale di Roma), in persona del legale rappresentante pro tempore;
– Agenzia delle Entrate – Riscossione, sede provinciale di …… (già Equitalia Servizi di Riscossione, sede provinciale di …), in persona del legale rappresentante pro tempore;

Fatto

1. – Al …..è stata notificata, in data ….., la cartella di pagamento n. ……avente ad oggetto sanzioni amministrative per violazione di norme del codice della strada, relativi a dei verbali che, dalle indicazioni contenute nella cartella di pagamento a pag. 2, sarebbero stati notificati in data ….., per un totale di € …..
2. – Poiché la sanzione iscritta a ruolo non è in modo alcuno dovuta il …., come sopra rappresentato e difeso, dichiara di volere proporre opposizione per i seguenti

Motivi

I – Estinzione della pretesa per intervenuta prescrizione. 1. – Come insegna la giurisprudenza qualora l’opponente volesse fare valere fatti estintivi sopravvenuti alla notifica del titolo esecutivo, relativamente alle cartelle di pagamento che si riferissero a sanzioni amministrative, egli può proporre opposizione ex art. 615 comma 1° c.p.c. senza che l’azione sia soggetta ad alcun termine di decadenza.
Ciò premesso l’art. 28 della legge 689/1981 [7] prevede che “Il diritto a riscuotere le somme dovute per le violazioni indicate dalla presente legge si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione”.
2. – Nel caso di specie, il presunto carico erariale è palesemente estinto per intervenuta prescrizione. Lo stesso, infatti, si riferisce a dei verbali notificati il ….., mentre la cartella di pagamento è stata notificata esattamente il 1….. e cioè dopo il termine quinquennale di prescrizione di cui all’art. 28 della legge 689/1981.
Tutto ciò premesso il …., come sopra rappresentato e difeso

CITA

– Comune di ….., in persona del legale rappresentante pro tempore;
– Agenzia delle Entrate – Riscossione, sede legale di Roma (già Equitalia Servizi di Riscossione, sede legale di Roma), in persona del legale rappresentante pro tempore;
– Agenzia delle Entrate – Riscossione, sede provinciale di ….. (già Equitalia Servizi di Riscossione, sede provinciale di ….), in persona del legale rappresentante pro tempore;
a comparire davanti all’Ufficio del Giudice di Pace di ….., alla udienza del ….. e seguenti con invito a costituirsi in giudizio nel nei modi e termini di legge e con l’avvertimento che non comparendo si procederà in vostra contumacia per i sentire accogliere le seguenti
Conclusioni
Voglia l’Ill.mo sig. Giudice di Pace adito, disattesa ogni contraria eccezione, istanza e/o difesa
1) Ritenere e dichiarare che il carico erariale indicato nella cartella di pagamento è prescritto per decorso del termine quinquennale di cui alla legge 689/1981.

note

[1] Cass. S.U. 5791/2008.

[2] Cass. S.U. 16412/2007.

[3] Artt. 25 e 26 D.P.R. 602/1973.

[4] Corte Costituzionale sent. n. 280/2005.

[5] Art. 86 D.P.R. 602/1973.

[6] Cass. civile, Sezione II, sent. n. 20301 del 23 luglio 2008.

[7] Art.28 L. 689/1981.


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