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Miscellanea Il praticante avvocato va pagato, ma non con l’apprendistato

Miscellanea Pubblicato il 26 febbraio 2013

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> Miscellanea Pubblicato il 26 febbraio 2013

Tirocinio negli studi legali: spesso gratis o mal pagato, vorrebbe trovare nel contratto di apprendistato la soluzione per un possibile compenso.

Gli studi legali d’affari dicono no alla riforma forense: i praticanti vanno retribuiti. Non semplici rimborsi spese, per come previsti dalla recente riforma forense [1], ma vere e proprie retribuzioni che, nei casi dei praticanti più preparati, possono arrivare anche a 36mila euro l’anno. Si tratta, tuttavia, delle grosse law firm d’affari e non dei piccoli studi legali che, in Italia, sono tuttavia la maggioranza e che, oggi come mai, sono in affanno.

No assunzione con apprendistato

L’apprendistato, recentemente modificato dalla riforma Fornero [2], non può essere utilizzato per assumere i praticanti. Questo è l’orientamento prevalente. Infatti, l’apprendistato tende all’occupazione di giovani ai fini di un successivo rapporto di lavoro subordinato, mentre, nel caso della pratica legale, l’esercizio della professione è rivolto a creare figure di lavoratori autonomi, con propria partita IVA. Quindi, l’utilizzo dell’apprendistato potrebbe creare problemi di elusione della norma.

Assumere un praticante avvocato con un contratto d’apprendistato potrebbe inoltre dare luogo ad una serie di incoerenze anche di tipo contributivo: infatti, l’apprendista versa i contributi all’Inps, mentre il praticante, già dopo un anno di tirocinio, può acquisire l’abilitazione ed iscriversi alla Cassa Forense, a cui dovrà contribuire per il resto della sua vita professionale.

Alcuni studi, tuttavia, non nascondono il fatto di inquadrare i propri praticanti con l’apprendistato. Luca Failla, fondatore dello studio LabLaw [3], ha dichiarato: “Credo che tale strumento possa trovare applicazione negli studi legali così come per le aziende medio grandi. In molti studi associati, come il nostro, di fatto le dimensioni, la struttura e i modelli organizzativi sono del tutto simili a quelli di una azienda media”.

note

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Articolo di Maria Chiara Furlò e Simona D’Alessio – Italia Oggi – Avvocati Oggi del 25.02.13 – pag. 1

 

[1] Legge n. 247/2012.

[2] D.Lgs. n. 167/2011.

[3] Così in un’intervista rilasciata a Italia Oggi del 25.02.13.


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1 Commento

  1. L’avocat definity ci mancava proprio.
    Abbiamo fatto bingo con la Spagna, sicccome siamo pochi.

    Mi chiedo, la Cassa chi la paga.

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