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Un curatore speciale del minore in caso di genitori in conflitto


Un curatore speciale del minore in caso di genitori in conflitto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 febbraio 2013



Genitori separati o divorziati, famiglie difficili e affidamento a case famiglia: da oggi il giudice può nominare un professionista che lo aiuti a capire cosa è meglio per il bambino.

Non più misure “stereotipate e automatiche” come aveva proibito la Corte di Strasburgo qualche giorno fa, condannando l’Italia per il deludente approccio coi figli minori di coppie in conflitto (leggi articolo “Italia condannata: non garantisce i diritti del padre separato. Servizi sociali fallimentari”). Da oggi il Tribunale potrà nominare un avvocato che faccia da curatore speciale del minore e aiuti il giudice a comprendere quali misure possano essere migliori, nel caso concreto, per il bene del bambino. Il primo a farlo è stato, proprio pochi giorni fa, il Tribunale di Varese, con un provvedimento dello scorso 12 febbraio [1].

La nomina del curatore speciale può avvenire anche d’ufficio, senza bisogno quindi di un’istanza di parte. Così, per esempio, è avvenuto nel caso deciso dal tribunale citato, che ha affidato a un curatore speciale il compito di verificare se il minore, prima assegnato in una comunità, avesse reale intenzione di tornare con la madre dalla quale precedentemente era stato allontanato.

note

[1] Trib. Varese sent. 12.02.2013, Giudice Giuseppe Buffone. Il giudice, nel suo prudente apprezzamento e previa adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto, può sempre procedere alla nomina di un curatore speciale in favore del fanciullo, avvalendosi della disposizione dettata dall’art. 78 cod. proc. civ., che non ha carattere eccezionale, ma costituisce piuttosto un istituto che è espressione di un principio generale, destinato ad operare ogni qualvolta sia necessario nominare un rappresentante all’incapace. La nomina de qua prescinde da una istanza di parte posto che l’art. 9 della Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli, fatta a Strasburgo il 25 gennaio 1996, ratificata e resa esecutiva in Italia con legge 20 marzo 2003, n. 77 stabilisce che, nei procedimenti riguardanti un minore, l’autorità giudiziaria ha il potere di designare un rappresentante speciale che lo rappresenti in tali procedimenti motu proprio. 

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2 Commenti

  1. Buongiorno mi trovo a seguire un caso dove il papa’ aveva tutto in regola per ottenere l’ affido del figlio di 16 anni . una mamma dove non lo curava, in nessun modo , alimentare , sportivo,scolastico anzi pur di uscire a far la sua vita da libertina lo mandava a dormire a casa di amici oppure lasciava il ragazzo in balia di se’ stesso per strada con amici , cosi il Sabato cosi la Domenica e e mostrava alienazione verso ,il papa’ che cercava di far rispettare le regole che un minore deve avere per essere tutelato, il problema e’ che vivono ancora in casa .Il Giudice ha voluto l’ ascolto del ragazzo cosa scontata che avrebbe scelto la mamma che gli permeteva di uscire senza controllo di orari ,visto che lei stessa in casa non c’e’ mai , avevamo scritto nell’ atto presentato in prima udienza la complicita’ che si era creato tra’ figlio e mamma e l’ accanimento che la moglie aveva verso il marito con atti discriminatori e vessatori . ,Il marito pur lavorando 12 ore al giorno cercava di far valere sempre a tutela del ragazzo adolescente una buona e sana condotta , si e’ sempre occupato dell’ alimentazione, scola e sport . tutto conprovato e documentato con foto, e registrazioni che la mamma non era in grado di vigilare sul ragazzo ,alla fine il giudice il 28 febbraio ha affidato il ragazzo alla mamma ben precisando che era cosa piu’ naturale che venisse affidato alla mamma e non al papa’. e che non vedeva nella mamma nessuna forma coatta , o permissiva , Il giudice non ha verificato Foto e registrazioni neanche le ha chieste ..Il giudice ha stabilito affido condiviso, casa e figlio alla moglie e assegno di mantenimento per il minore ,niente assegno di mantenimento alla moglie , e le spese per il ragazzo al 50% e a Luglio ci sara’ un’ altra udienza nel frattempo lui cosa deve fare ? vivono ancora assieme e la moglie si rifiuta gia’ da ora che non paga niente …e vuole che lui vada via immediatamente .preciso ci sarebbe anche il mutuo da pagare chi lo paga? tutto cio’ sulla lettera di una pagine e mezza il giudice non ha scritto niente.grazie aspetto risposta

  2. SOLO UN DUBBIO MA SE IL PADRE LAVORA DODICI ORE AL GIORNO E VIVEVA NELLA STESSA CASA EFFETTIVAMENTE COME POTEVA DIRSI ESTRANEO AI COMPORTAMENTI DELLA MOGLIE NELL’EDUCAZIONE DEL MINORE, AVRA’ PURE IMPOSTO REGOLE , MA SENZA MAI CURARSI DI VERIFICARE COSA FACEVA IL MINORE…MI PARE CHE FARE DEL VITTIMISMO INGIUSTIFCATO VERSO IL PADRE SIA ASSURDO…FORSE IL GIUDICE HA OLO TENUTO CONTO DI QUESTI BANALI ELEMENTI

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