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Sospensione patente: per motivi di lavoro si può evitare?

22 ottobre 2018


Sospensione patente: per motivi di lavoro si può evitare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 ottobre 2018



Multe stradali: come ottenere la restituzione della patente sospesa se la guida dell’auto è necessaria per poter lavorare. 

Hai commesso alcune gravi violazioni del codice della strada. Tra autovelox e tutor ti sono stati sottratti quasi tutti i punti dalla patente. Da ultimo, la polizia ti ha sorpreso alla guida in stato di ebbrezza, applicandoti la punizione minima (una normale contravvenzione). Ora però non puoi circolare per sei mesi: come sanzione accessoria ti è stata infatti sospesa la patente. Un vero problema visto che la macchina ti serve per andare a lavoro. I mezzi non ti portano sino all’entrata dell’azienda e la lontananza dal capolinea potrebbe implicare un ritardo ingiustificabile per il capo. Tutto puoi permetterti tranne un licenziamento. Ti sembrano dei validi motivi per ottenere la restituzione della patente. Ma cosa prevede la legge a riguardo? Come puoi fare per tornare a guidare? Ottenere la restituzione della patente sospesa per motivi di lavoro non è impossibile. A prevederlo sono sia la legge che un paio di interessanti sentenze emesse di recente dal giudice di pace di Terracina [1] che andremo a spiegare qui di seguito. In particolare chiariremo se si può evitare, per motivi di lavoro, la sospensione della patente e come fare per accedere a questo beneficio. Ma procediamo per gradi e vediamo innanzitutto quando si rischia di rimanere a piedi.

Quando scatta la sospensione della patente

Il codice della strada elenca una serie di ipotesi in cui la polizia può, oltre alla sanzione vera e propria per la violazione della legge, applicare la sanzione accessoria della sospensione della patente. Tra questi, il caso più frequente è purtroppo la guida in stato di ebbrezza che ricorre anche quando la soglia di alcol nel sangue è minima e c’è solo una sanzione amministrativa (non penale). Vediamo, più nel dettaglio, quando scatta la sospensione della patente:

  • violare, con veicoli adibiti al trasporto di cose, il divieto di circolazione disposto dal Prefetto [2];
  • effettuare un trasporto eccezionale o guidare un mezzo classificato come eccezionale sprovvisto dell’autorizzazione o non rispettarne le prescrizioni previste o i limiti imposti dalle norme;
  • Adibire il veicolo a servizio di piazza con conducente o a taxi senza aver ottenuto la licenza prevista;
  • Superare i limiti di guida o di velocità imposti dal codice della strada (solo per i neopatentati);
  • guidare un veicolo per il quale è prevista una patente di categoria diversa da quella posseduta;
  • superare i limiti di velocità di oltre 40 km/h (neopatentati e recidivi sono soggetti a sospensioni aggravate);
  • circolare contromano in curva, o in ogni altro caso di scarsa visibilità, o quando la strada è divisa in più carreggiate separate;
  • effettuare manovre di sorpasso vietate dalla legge;
  • circolare senza rispettare le norme sul trasporto di merci classificate come pericolose;
  • circolare sulla corsia per la sosta di emergenza;
  • circolare sulla corsia per la variazione di velocità (cosiddetta di “decelerazione”);
  • circolare con veicolo sprovvisto di cronotachigrafo o foglio di registrazione oppure quando questi non siano conformi alle norme vigenti;
  • circolare alla guida di un veicolo in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 g/l.
  • non essersi fermati in caso di incidente con danno grave ai veicoli tale da determinare la revisione;
  • rifiutare di assumere la custodia di veicolo sottoposto a sequestro, oppure circolare abusivamente con veicolo sottoposto a sequestro;
  • rifiutare di assumere la custodia del veicolo sottoposto a fermo amministrativo;
  • circolare abusivamente durante il periodo di sospensione della carta di circolazione.

Chi, nonostante la sospensione della patente, circola abusivamente, subisce una sanzione amministrativa da euro 1.988 a euro 7.953, la revoca della patente e il fermo amministrativo del veicolo per un periodo di tre mesi. In caso di reiterazione delle violazioni, in luogo del fermo amministrativo, si applica la confisca amministrativa del veicolo. La confisca, a differenza del fermo, comporta il passaggio di proprietà dell’auto in capo allo Stato e la perdita definitiva da parte del proprietario.

Sospensione della patente per guida in stato di ebbrezza

La guida in stato di ebbrezza viene sanzionata in tre modi diversi, a seconda della quantità di alcol rinvenuta nel sangue del conducente. Entro un primo scaglione si applicano solo sanzioni amministrative; nel successivo scaglione si passa alle sanzioni penali; nell’ultimo scaglione sono riservate le ipotesi più gravi con le sanzioni penali massime. Per la precisione:

  1. In caso di guida con tasso alcolemico compreso tra 0,5 e 0,8 g/l, si configura solo una sanzione amministrativa, e il trasgressore viene punito con la pena pecuniaria da euro 532 a euro 2.127, e con la sospensione della patente da tre a sei mesi.
  2. In caso di guida con tasso alcolemico compreso tra 0,8 e 1,5 g/l, scatta il reato, e la sanzione è quindi sia penale che amministrativa, e consiste nell’ammenda da euro 800 a euro 3.200 (aumentata da un terzo alla metà quando il reato è commesso dopo le ore 22 e prima delle 7 del mattino), nell’arresto fino a sei mesi e nella sospensione della patente da sei mesi a un anno.
  3. In caso di guida con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l, la sanzione, sia penale che amministrativa, consiste nell’ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 (anche in questo caso aumentata da un terzo alla metà se il reato è commesso tra le 22 e le 7 del mattino), nell’arresto da sei mesi a un anno, nella sospensione della patente da uno a due anni, nel sequestro preventivo del veicolo e nella sua confisca, salvo che il proprietario sia diverso dal conducente, nel qual caso la durata di sospensione della patente è raddoppiata. Se nei due anni successivi il conducente viene nuovamente sorpreso a guidare in stato di ebbrezza è prevista la revoca della patente (un giorno di arresto e 250 euro di ammenda equivalgono, rispettivamente, a un giorno di lavoro socialmente utile).

Come ottenere il permesso di guida nonostante la sospensione della patente

Dicevamo in apertura che il primo modo per ottenere la restituzione del permesso di guida in caso di sospensione della patente è previsto dal codice della strada [2]. Ecco di cosa si tratta.

Entro cinque giorni da quando ha avuto notizia del ritiro della patente, il conducente può presentare al Prefetto una istanza per ottenere il permesso di guida per motivi di lavoro.

Il conducente indica le fasce orarie nelle quali ha necessità dell’auto per recarsi al lavoro. Il permesso non può essere concesso per più di tre ore al giorno. L’istanza deve essere motivata e documentata: in essa cioè bisogna indicare l’impossibilità o l’estrema difficoltà a raggiungere il posto di lavoro con mezzi pubblici o comunque non propri, ovvero il ricorrere di una situazione che dà diritto alle agevolazioni previste dalla famosa legge 104 del 1992 sulla tutela dei portatori di handicap.

Il rilascio del permesso di guida per motivi di lavoro o di assistenza ha però un effetto negativo: allunga automaticamente il decorso della sospensione della patente. Di quanto lo allunga? Di parecchio: il periodo di sospensione è aumentato di un numero di giorni pari al doppio delle complessive ore per le quali è stata autorizzata la guida, arrotondato per eccesso.

Il Prefetto, nei quindici giorni successivi, emana l’ordinanza di sospensione, indicando il periodo al quale si estende la sospensione stessa. Tale periodo, nei limiti minimo e massimo fissati da ogni singola norma, è determinato in relazione all’entità del danno apportato, alla gravità della violazione commessa, nonché al pericolo che l’ulteriore circolazione potrebbe cagionare. Tali due ultimi elementi sono altresì valutati dal Prefetto per decidere della predetta istanza.

L’istanza può essere accolta solo se non ci sono stati incidenti a seguito dell’accertamento dell’illecito che ha determinato il ritiro della patente.

L’ordinanza, che eventualmente reca l’autorizzazione alla guida, determinando espressamente fasce orarie e numero di giorni, è notificata immediatamente all’interessato, che deve esibirla ai fini della guida nelle situazioni autorizzate.

Restituzione della patente sospesa se il lavoro è a rischio

Con due diverse ordinanze (il cui testo si può reperire cliccando sui link qui riportati n. 923/C e n. 924/C) il giudice di pace di Terracina ha decretato la restituzione della patente di guida a due conducenti che avevano violato le norme del codice della strada convinto che in caso contrario si rischierebbe di ledere le situazioni soggettive patrimoniali e non patrimoniali degli automobilisti, che però possono guidare solo di giorno.

Si tratta di provvedimenti che non hanno precedenti: sono quindi di importanza, potremmo dire, “storica”. Il principio accolto è quello secondo cui la sospensione della patente di guida può comportare in capo a chi la subisce delle conseguenze rilevanti che producono delle ripercussioni anche sulla sua attività lavorativa e che in taluni casi giustificano una certa clemenza nell’applicazione di tale sanzione accessoria

note

[1] Giudice di pace di Terracina – Provvedimento 10 ottobre 2018 n. 923/C. Giudice di pace di Terracina – Provvedimento 10 ottobre 2018 n. 924/C.

[2] Art. 218 cod. strada.


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