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Rimedi contro lo stalking: braccialetto elettronico

22 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Ottobre 2018



Come difendersi dallo stalking? Cos’è il divieto di avvicinamento? Si può imporre il braccialetto elettronico allo stalker?

Lo stalking è uno dei reati più odiosi contemplati dal nostro codice penale: pur non prevedendo direttamente la violenza, è un delitto che cagiona a volte più danni delle percosse o delle lesioni personali in quanto agisce sulla psiche della vittima, costringendola a vivere in un perpetuo stato d’ansia oppure a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita. La persona vittima di stalking può essere chiunque, anche se la casistica giurisprudenziale evidenzia una prevalenza decisa del genere femminile, molto spesso perseguitato da uomini con i quali aveva stretto rapporti sentimentali. Ciò non toglie che può essere stalkerizzato anche un uomo, un ragazzo, una donna anziana, ecc. Il problema più serio riguardante lo stalking è quello dell’effettiva tutela della vittima: poiché i tempi della giustizia italiana sono molto lunghi, a volte la persona offesa si trova a dover presentare querele su querele presso le autorità senza che queste ultime possano intervenire. A tal proposito, un recente decreto legge ha incrementato la tutela a favore delle persone perseguitate, introducendo una nuova modalità di esecuzione delle misure cautelari: come ti dirò, sarà ora possibile fare ricorso all’utilizzo del braccialetto elettronico anche nel caso del reato di atti persecutori. Se ti interessa quello che sto dicendo, prosegui nella lettura dell’articolo: vedremo insieme il braccialetto elettronico tra i rimedi contro lo stralking.

Stalking: cos’è?

Prima di parlarti del braccialetto elettronico come rimedio contro lo stalking devo necessariamente spendere qualche parola sul reato di stalking o, più correttamente, di atti persecutori. La legge punisce con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque, con condotte ripetute nel tempo, minaccia o molesta taluno in modo da:

  • provocargli un grave stato di ansia o di paura;
  • suscitare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona legata da relazione affettiva;
  • costringere la vittima a modificare le proprie abitudini di vita.

La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa, ovvero se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici, se è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità, ovvero con armi o da persona travisata [1].

Stalking: cosa fare?

Se sei vittima di stalking devi immediatamente recarti presso le forze dell’ordine e sporgere denuncia/querela; così facendo, consentirai alle autorità di cominciare le indagini e di far intraprendere contro l’autore del crimine un processo penale volto ad accertare la sua responsabilità. Il problema, però, è che la macchina della giustizia italiana è lenta e complessa: dal momento in cui sporgi denuncia a quello in cui effettivamente comincerà il processo passeranno mesi, se non anni. Durante tutto questo tempo, lo stalker sarà libero di continuare a perseguitarti come se nulla fosse accaduto. Come difendersi concretamente dallo stalking?

Stalking: quali rimedi?

Proprio per evitare che le lungaggini processuali vanifichino la tua denuncia, la legge prevede alcune misure (definite cautelari) da poter adottare nei confronti del presunto autore del reato prima ancora che il processo venga incardinato. Uno dei più importanti rimedi contro lo stalking è il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima [2]: con questa misura cautelare l’autorità giudiziaria vieta all’indagato/imputato di avvicinarsi alla vittima, impedendogli di visitare i posti che normalmente la persona offesa frequenta. Così, ad esempio, se la vittima di stalking è adusa ad andare in palestra, il giudice ordinerà allo stalker di mantenere le distanze da quel luogo. Il divieto può anche riguardare l’avvicinamento alla persona offesa stessa, oppure ai suoi familiari, senza riferimenti precisi ai luoghi abitualmente frequentati. In caso di trasgressione del divieto, la misura può essere sostituita con una maggiormente afflittiva (ad esempio, gli arresti domiciliari).

Stalking: si può usare il braccialetto elettronico?

Poiché i casi di stalking più diffusi riguardano persone legate da rapporti sentimentali o familiari, da ultimo il legislatore [3] ha pensato di estendere a tutela delle vittime degli atti persecutori anche la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare [4]. In particolare, il giudice, con il provvedimento che dispone l’allontanamento, prescrive all’imputato di lasciare immediatamente la casa familiare, ovvero di non farvi rientro, e di non accedervi senza l’autorizzazione del giudice che procede; può inoltre, qualora sussistano esigenze di tutela dell’incolumità della persona offesa o dei suoi prossimi congiunti, prescrivere all’imputato di non avvicinarsi a luoghi determinati abitualmente frequentati dalla persona offesa, in particolare il luogo di lavoro, il domicilio della famiglia di origine o dei prossimi congiunti.

La vera novità della nuova legge è che il rispetto della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare può ora essere assicurato mediante l’utilizzo del ben noto braccialetto elettronico. È facile immaginare, quindi, che l’applicazione di questa particolare modalità di controllo renderà maggiormente effettiva la tutela della persona offesa, attraverso una verifica più penetrante dei movimenti compiuti dalla persona cui è stato ordinato di allontanarsi dalla propria abitazione oppure è stato vietato di avvicinarsi alla vittima o ai di lei familiari.

Il problema dell’utilizzo del braccialetto elettronico, però, è sempre lo stesso: la scarsa disponibilità di tali strumenti. È la stessa legge, infatti, a dire che  il giudice prescrive procedure di controllo mediante mezzi elettronici o altri strumenti tecnici, quando ne abbia accertato la disponibilità da parte della polizia giudiziaria [5].


note

[1] Art. 612-bis cod. pen.

[2] Art. 282-ter cod. proc. pen.

[3] Decreto Legge n. 113 del 04.10.2018 (cosiddetto decreto Salvini).

[4] Art. 282-bis cod. proc. pen.

[5] Art. 275-bis cod. proc. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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