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Acquisti on line: cosa fare se la merce non arriva?

30 giugno 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 30 giugno 2018



Ecco come comportarsi in caso di disservizi nella consegna o di ritardi nelle spedizioni della merce acquistata on line

Come a tutti noto, gli acquisti on line sono diventati sempre più frequenti, sia per la facilità di acquisto, sia per i prezzi (talvolta) più convenienti. Non è raro, tuttavia, che lo shopping on line riservi qualche brutta sorpresa. Ed infatti, può capitare che la merce non sia all’altezza delle aspettative. Molto spesso, inoltre, si può incorrere in disservizi nella consegna o in ritardi delle spedizioni. Cosa fare, dunque, se la merce acquistata on line, che peraltro è già stata pagata, non arriva? Come ci si deve comportare in caso di disservizi nella consegna o di ritardi nelle spedizioni della merce acquistata on line? Di seguito tutte le risposte utili.

Acquisti on line: cosa prevede la legge

Partiamo innanzitutto da cosa prevede la legge in punto di merce ordinata sul web. Ebbene, per quanto concerne la merce ordinata on line, la legge [1] prevede la stessa normativa che si applica per i cosiddetti ordini a distanza: quanto ordinato deve essere consegnato entro 30 giorni, a meno che venditore e acquirente non abbiamo stabilito diversamente.

Ciò posto e salvo che non siano intercorsi diversi accordi tra le parti, i beni acquistati on line devono essere consegnati entro 30 giorni dall’acquisto o, a tutto voler concedere, entro 30 giorni dall’evidenza dell’intervenuto pagamento (di solito effettuato mediante bonifico).

Se il termine di consegna non è rispettato, l’acquirente avrà diritto al rimborso di quanto pagato ed al risarcimento del danno per la mancata consegna. Ma come fare? Vediamolo insieme.

Acquisti on line: cosa fare se la merce non arriva?

È bene innanzitutto sapere che il riconoscimento dei predetti diritti (rimborso del prezzo ed eventuale ristoro dei danni subiti a causa del ritardo) non è automatico. A tal fine, infatti, sarà necessario sollecitare formalmente il venditore e stabilire un termine fisso di consegna della merce. Secondo il codice civile [2] infatti, senza tale intimazione il contratto di vendita non può essere disdetto, né potrà essere chiesto un risarcimento. Tali richieste, infatti, devono necessariamente essere precedute da una formale messa in mora. È necessario, quindi, sollecitare il venditore e stabilire un termine preciso di consegna. A tal fine però si evidenzia che una o più mail potrebbero non essere sufficienti quali valide “messe in mora” nei confronti del venditore. Il consiglio pratico, dunque, è quello di sollecitare il venditore inviando una pec o una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. Ed infatti, solo tali mezzi (a differenza delle mere mail) risultano idonei a formalizzare giuridicamente i solleciti e le richieste di consegna. Inoltre nella pec o nella lettera dovrà essere precisato che se il termine di consegna ivi stabilito non sarà rispettato si procederà alla disdetta del contratto.

Se alla scadenza del termine indicato nella pec o nella raccomandata la merce non è stata ancora ricevuta, l’acquirente avrà due possibilità (non cumulabili, ma esercitabili in via alternativa). Vediamo quali sono.

  • La prima possibilità per l’acquirente è quella di annullare il contratto, rinunciando così alla consegna tardiva e chiedendo, di conseguenza, il rimborso del prezzo oltre che l’eventuale danno derivante dalla mancata consegna. Attenzione: a tal fine, dopo la scadenza del termine per la consegna della merce, dovrà essere inviata una (ulteriore) comunicazione di formale disdetta (mediante pec o raccomandata a/r). La comunicazione di disdetta deve essere inviata il giorno seguente la scadenza del termine che è stato fissato. In caso contrario, infatti, il venditore avrà la facoltà di credere che l’acquirente sia disposto ad accordare un ulteriore termine (cosiddetta proroga) per la consegna.
  • In alternativa, l’acquirente potrà continuare ad esigere la consegna della merce (seppur tardiva), avanzando richiesta del risarcimento del danno subito a causa del ritardo.

In conclusione, se la merce ordinata on line tarda ad arrivare sarà necessario formalizzare quanto prima un sollecito ed un termine fisso per la consegna di quanto ordinato sul web. Al riguardo, come detto, potrebbe non essere sufficiente una mail, ma certamente più appropriata una pec o una raccomandata a/r. In detta comunicazione sarà necessario specificare, con esattezza, il termine entro il quale la merce dovrà essere consegnata. Qualora detto termine non dovesse essere rispettato, l’acquirente ben potrà avvalersi di uno dei due rimedi sopra indicati.

Acquisti on line: attenzione alle truffe

Attenzione però. Nonostante l’e-commerce e il web abbiano rivoluzionato il modo di fare acquisti, dando la possibilità a chiunque di comprare dei beni in qualunque parte del mondo essi si trovino, hanno allo stesso tempo aumentato i fattori di rischio, o quantomeno le possibilità di ritrovarsi coinvolti in una truffa. Infatti, dietro gli innumerevoli vantaggi dello shopping on line certamente si nascondono anche delle insidie. Vale a dire i rischi connessi alle truffe on line. Purtroppo, accanto alle aziende serie che utilizzano lo spazio virtuale per la loro attività, si nascondono truffatori più o meno abili e più o meno strutturati che ricavano ingiusti profitti dalla credulità degli utenti del web. Nel mare magnum del web quindi è sempre bene stare vigili e tenere un alto livello di guardia.

Nell’approccio all’e-commerce bisogna sempre farsi guidare da prudenza e buonsenso. La prima regola fondamentale è dare la preferenza a siti certificati ufficiali e dunque diffidare da quei siti che fin dalla grafica lasciano presagire male. Bisogna altresì stare molto in allerta in caso di prezzi molto bassi. Il prezzo eccessivamente conveniente deve essere un campanello di allarme e deve indurre, quantomeno, ad effettuare dei confronti con altri siti. Inoltre, cosa fondamentale, è appurare che il sito dal quale si sta acquistando esista davvero, abbia una partita Iva, una sede, un indirizzo fisico al quale eventualmente rivolgere lamentele o richieste. Prima di completare l’acquisto, poi, è opportuno verificare l’attendibilità del venditore attraverso i motori di ricerca o sui social network: generalmente, infatti, le notizie di un sito truffaldino si diffondono velocemente in rete.

Le aziende di e-commerce che operano sul mercato sono comunemente molto apprezzate dagli utenti. Pensiamo appunto ad Amazon ed Ebay, tanto per citare due colossi. Ma accanto ad essi esiste una miriade di attività ben organizzate che, ciascuna secondo le proprie modalità, gestiscono il commercio on line. La serietà, la puntualità nella consegna, le corrette politiche di reso e di rimborso fanno di esse i negozi del futuro, o se vogliamo anche del presente.

note

[1] Art. 61 D. lgs. n. 206 del 06.09.2005 (Codice del Consumo).

[2] Art. 1219 Cod. Civ.

Autore immagine: Pixabay.com

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