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Isee corrente: come funziona?

20 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 novembre 2018



Dichiarazione Isee corrente per chi perde il lavoro: chi può utilizzarlo, quali documenti si devono presentare, sino a quando è valido il modello.

La dichiarazione Isee è ormai diventata indispensabile per ottenere numerose agevolazioni: dalla mensa scolastica alle tasse universitarie, dai sussidi a sostegno del reddito alla possibilità di rateizzare le cartelle. Con la dichiarazione Isee, in particolare, si determina la situazione economica del nucleo familiare dell’interessato: normalmente, l’indicatore Isee (indicatore della situazione economica equivalente) si basa sui dati reddituali relativi al secondo anno precedente rispetto alla data di presentazione del documento. Dal 2019, si baserà invece sui dati dell’anno precedente. L’utilizzo dei dati degli anni precedenti nell’Isee, però, in molti casi non rispecchia la reale situazione del nucleo familiare: questo può accadere, ad esempio, se uno dei componenti perde il lavoro. Per rimediare a questa iniquità, allora, è stato istituito un particolare modello Isee, detto Isee corrente: il calcolo dell’indicatore Isee corrente si basa su dati più recenti e, anche se ha una validità temporanea, consente di attribuire alla famiglia un indice di ricchezza che rispecchia maggiormente la situazione reale.

Facciamo allora il punto sull’Isee corrente: come funziona, quando può essere utilizzato e da chi, quali documenti devono essere presentati, come si richiede, per quanto tempo è valido.

Chi può chiedere l’Isee corrente?

Il modello Isee corrente può essere utilizzato, innanzitutto, soltanto se esiste già, per lo stesso nucleo familiare, un Isee in corso di validità. Possono richiederlo soltanto le famiglie in cui almeno un componente si trovi in una delle seguenti situazioni:

  • sia cessato il suo rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, anche negli ultimi 2 mesi;
  • sia stata sospesa la sua attività lavorativa dipendente a tempo indeterminato, anche negli ultimi 2 mesi;
  • gli sia stato ridotto l’orario di lavoro, se dipendente a tempo indeterminato, anche negli ultimi 2 mesi;
  • abbia perso un’occupazione a tempo determinato o  un impiego flessibile, purché possa dimostrare di essere stato occupato per almeno 120 giorni nei 12 mesi precedenti la conclusione dell’ultimo rapporto di lavoro;
  • abbia terminato l’attività di lavoro autonomo, se svolta in via continuativa per un minimo di 12 mesi.

In queste situazioni, l’indicatore della situazione economica corrente deve aver subito uno scostamento pari almeno al 25% rispetto all’indicatore calcolato in via ordinaria: in parole semplici, l’Isee corrente deve risultare scostato almeno del 25% rispetto all’Isee ordinario.

Come si calcola l’Isee corrente?

L’Isee corrente viene calcolato basandosi  sull’aggiornamento dei redditi di ciascun componente della famiglia che ha perso il lavoro, o la cui attività sia stata sospesa o ridotta, come osservato nel paragrafo precedente.

Per aggiornare i redditi, deve essere compilato, all’interno della dichiarazione Isee, il modulo sostitutivo, cioè il modello MS, indicando i seguenti redditi:

  • redditi da lavoro dipendente, pensione ed assimilati, percepiti nei 12 mesi precedenti a quello di richiesta della prestazione;
  • redditi da lavoro dipendente percepiti nei 2 mesi precedenti a quello di richiesta della prestazione (normalizzati moltiplicando il valore per 6), solo se l’interessato era lavoratore dipendente a tempo indeterminato;
  • redditi d’impresa o di lavoro autonomo, compresi i redditi di partecipazione, percepiti nei 12 mesi precedenti a quello di richiesta della prestazione ed individuati secondo il principio di cassa;
  • trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari percepiti da enti pubblici, incluse le carte di debito, conseguiti nei 12 mesi precedenti a quello di richiesta della prestazione.

Quali documenti si devono presentare per ottenere l’Isee corrente?

Per ottenere l’Isee corrente, il richiedente deve  presentare:

  • il modulo sostitutivo della dichiarazione (modulo MS);
  • i documenti che attestano la variazione della situazione lavorativa;
  • la documentazione aggiornata che provi la variazione del reddito (ad esempio le ultime buste paga).

Quali vantaggi per chi presenta l’Isee corrente?

L’Isee corrente sostituisce l’Isee ordinario: in particolare, l’indicatore Isee ordinario è sostituito con l’indicatore ottenuto aggiornando i redditi ed i trattamenti relativi ai componenti della famiglia, la cui occupazione o attività sia terminata, sospesa o ridotta.

L’aggiornamento consente di determinare la ricchezza reale della famiglia, ovviamente diminuita in base alla perdita di reddito, e conseguentemente agevola l’accesso a prestazioni alle quali, con tutta probabilità, gli interessati non avrebbero avuto diritto utilizzando l’Isee ordinario.

Sino a quando è valido l’Isee corrente?

La validità dell’Isee corrente è pari a due mesi, e decorre dal momento della presentazione del modulo sostitutivo della dichiarazione.


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