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Autovelox: come evitarli

22 ottobre 2018


Autovelox: come evitarli

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 ottobre 2018



I tre motivi che rendono illegittima la multa per eccesso di velocità: omologa, taratura e indicazione nel verbale.

Alla domanda come evitare l’autovelox qualcuno potrebbe replicare, con laconica semplicità, che basta andare piano e non correre. Certo, si tratta della risposta più scontata e conforme alla legge. Ma spesso i limiti di velocità sono ancora quelli di un’epoca in cui si viaggiava in quattro in una 500 Fiat, quando le auto non avevano l’abs e i freni erano a tamburo. Oggi, almeno in determinate strade, un’andatura a 70 km/h può diventare più pericolosa di una a 100 all’ora: per quanto strano possa sembrare, l’attenzione decresce al diminuire della velocità, fino a rasentare il rischio di colpi di sonno. Ecco perché cadere nella rete dell’autovelox è facile e, in molti casi, la condotta spericolata c’entra davvero poco.

La possibilità di prendere una multa è piuttosto legata all’intento speculativo di alcune amministrazioni che sfruttano piccoli spazi di rallentamento tra due cartelli con limiti più elevati o lunghi rettilinei dove è facile accelerare. Proprio lì, inesorabilmente, vengono piantati gli apparecchi di controllo elettronico della velocità. È vero: c’è la tolleranza del 5%; ma ciò significa che, a 100 km orari, l’autovelox scatta a 106 km e i normali tachimetri analogici non si prestano a tanta precisione.

Specie quando i segnali stradali si ricorrono tra loro, a distanza di poche centinaia di metri, l’automobilista che non vuol prendere una multa è costretto a guardare più sul lato destro della strada che non al centro. Un vero e proprio paradosso. In una giungla come questa è naturale chiedersi come evitare l’autovelox.

Per fortuna c’è la giurisprudenza. A quanti si armano di avvocato (o intendono vestire essi stessi i panni dei propri difensori, visto che la legge, in questa materia, lo consente), spesso si aprono le porte dell’annullamento della multa. La Cassazione ha più volte indicato quando la multa con autovelox è illegittima. Lo ha fatto anche di recente, con alcune ordinanze [1], che ribadiscono i principi ormai solidi in materia di impugnazione delle multe per eccesso di velocità, principi che hanno trovato il punto di svolta nel 2015 con l’ormai famosa sentenza della Corte Costituzionale con cui è stato dichiarato parzialmente illegittimo il codice della strada [2].

Oggi come ieri, dunque, i giudici della Suprema Corte richiamano i tre punti essenziali per evitare le multe degli autovelox: obbligo di segnalazione, di omologa e taratura, di indicazione sul verbale. Ma procediamo con ordine.

Evitare gli autovelox con i Gps e le app

Spesso sugli smartphone si possono scaricare applicazioni in grado di anticipare la presenza di autovelox o postazioni della polizia. Il codice della strada però stabilisce l’illegittimità di tali sistemi che, pertanto, implicano il rischio di una multa da 802 a  3.212 euro e il sequestro del dispositivo (oltre ovviamente alla contravvenzione per eccesso di velocità). Sono leciti solo i navigatori satellitari che indicano le strade ove “potenzialmente” possono essere presenti postazioni di controllo elettronico della velocità di tipo fisso e mobile. Queste infatti sono dei semplici assistenti alla guida che non rivelano dove effettivamente l’autovelox è in funzione, ma dove potrebbe trovarsi installato.

Evitare l’autovelox con i cartelli stradali

Per legge, la multa con l’autovelox è illegittima se l’apparecchio non è segnalato da un cartello fisso e/o mobile con l’avviso «Controllo elettronico della velocità». Per la Cassazione non c’è una distanza minima prestabilita che la postazione deve rispettare dopo la segnaletica: basta che quest’ultima sia apposta con congruo preavviso tenendo conto della strada e del traffico. Di solito si ritiene sufficiente una distanza minima di 400 metri. Questo limite può scendere nelle strade urbane (dove si va più piano) e salire sulle autostrade (dove la velocità è più elevata e la frenata richiede più tempo).

Quanto alla distanza massima, dopo la quale il cartello con l’avviso deve essere ripetuto, si ritiene che questa debba essere di non oltre 4 km.

Quindi puoi evitare un autovelox sapendo che questo non potrà mai essere posizionato prima di 400 metri dal segnale e non oltre 4 km da esso.

Se il cartello non è visibile perché oscurato da vegetazione o da altri segnali stradali o manifesti pubblicitari la multa è illegittima.

Ai fini della validità della multa, la presenza dell’autovelox va sempre segnalata in anticipo. Il gestore della strada, tuttavia, è libero di scegliere se farlo con un cartello, orizzontale o verticale, o con l’ausilio di un segnale luminoso. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con una recente sentenza [3]. Per la Suprema Corte però «né la legge, né il Dl n. 117 del 2007, né altra normativa successiva, indica le caratteristiche che debba avere il segnale di avvertimento perché ciò che conta è che la sussistenza di una apparecchiatura di rilevamento della velocità … sia segnalata agli utenti con qualunque strumento purché sia adeguato e, comunque, visibile, indipendentemente, però che si tratti di dispositivo luminoso, o di un cartello stradale verticale od orizzontale e/o di cartello verticale luminoso a luce intermittente». D’altra parte, prosegue la decisione, la legge specifica che «le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all’impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi, conformemente alle norme stabilite nel regolamento di esecuzione». Dunque, argomenta la decisione, la norma «utilizzando, proprio la disgiunzione “o”: o cartelli o dispositivi luminosi» ha lasciato «ampia libertà, nella scelta dello strumento segnaletico».
Più in generale, la Cassazione ricorda che «la validità delle sanzioni amministrative irrogate per eccesso di velocità, accertato mediante “autovelox”, è subordinata alla circostanza che la presenza della postazione fissa di rilevazione della velocità sia stata preventivamente segnalata». Mentre il fatto che nel verbale di contestazione «non sia indicato se la presenza dell’apparecchio fosse stata preventivamente segnalata mediante apposito cartello non rende nullo il verbale stesso, sempre che di detta segnaletica sia stata accertata o ammessa l’esistenza». Inoltre, «i segnali stradali e i dispositivi di segnalazione luminosi devono essere installati “con adeguato anticipo” rispetto al luogo ove viene effettuato il rilevamento della velocità, e in modo da garantirne il tempestivo avvistamento, in relazione alla velocità locale predominante». «La distanza tra i segnali o i dispositivi e la postazione di rilevamento della velocità – conclude la Corte – deve essere valutata in relazione allo stato dei luoghi; in particolare, è necessario che non vi sia tra il segnale e il luogo di effettivo rilevamento una distanza superiore a quattro km, mentre non è stabilita una distanza minima, né assume rilievo la mancata ripetizione della segnalazione di divieto dopo ciascuna intersezione per gli automobilisti che proseguano lungo la medesima strada».

Evitare gli autovelox: altri sistemi

Un altro modo per evitare l’autovelox è rimanere nella soglia della tolleranza dei 5 km orari rispetto ai limiti tenendo conto che tale soglia non può mai essere inferiore a 5 km. Il che significa che su un limite di 60 km/h, per quanto il 5% sia pari a 3 km, l’autovelox ti consente di andare fino a 65 km/h; ma da 66 in poi scatta la multa.

Non in ultimo c’è chi si affida alle segnalazioni luminose degli automobilisti che provengono dal senso di marcia opposto (il classico lampeggiare degli abbaglianti), anche se tale comportamento è vietato dal codice della strada e comporta una multa.

Autovelox: come evitare le multe

Abbiamo appena detto che la multa è illegittima se l’autovelox non è presegnalato dal cartello con l’avviso o se tra questo e la postazione non c’è la distanza regolamentare.

Un secondo modo per evitare le multe con autovelox è verificare il corretto funzionamento dello stesso. Poiché l’autovelox deve essere sottoposto a un primo collaudo e a un annuale check-up che ne verifichi il puntuale funzionamento, l’automobilista può pretendere che gli siano mostrati il certificato di collaudo iniziale e i successivi e i periodici attestati di taratura. La Corte Costituzionale ha infatti stabilito che un autovelox non tarato almeno una volta ogni 12 mesi non dà garanzie di corretto funzionamento sicché la multa è illegittima.

Tutto ciò non basta. La Cassazione ha chiuso il cerchio specificando che il verbale, per essere valido, deve anche indicare qual è stata la data dell’ultima taratura, in modo da esonerare il conducente dall’onere di effettuare la verifica. Dunque la multa che ti è stata consegnata dalla polizia deve specificare la data in cui è avvenuto il controllo più recente dell’apparecchio. Senza tale attestazione la contravvenzione è illegittima anche se la taratura è stata effettivamente eseguita.

Nell’ordinanza in commento la Cassazione ha chiarito proprio questi principi: è illegittimo il verbale che accerta l’infrazione di eccesso di velocità per il veicolo perché il Comune non dimostra che l’apparecchio di rilevamento elettronico è omologato, tarato di recente e funziona regolarmente. E ciò perché la Corte costituzionale ha stabilito che devono essere sottoposti a verifiche periodiche tutti gli strumenti che misurano l’andamento dei mezzi sulle strade.

Autovelox: come contestare le multe

Se ti stai chiedendo come evitare le multe dell’autovelox, da un punto di vista formale devi impugnare la contravvenzione. Hai due modi per farlo:

  • con ricorso al Prefetto da inoltrare entro 60 giorni da quando hai ricevuto il verbale. La procedura è gratuita e non richiede avvocati. Puoi sollevare qualsiasi tipo di contestazione; ma, essendo il Prefetto un organo amministrativo, la sua imparzialità risulta teoricamente non garantita. Ecco perché sarà bene rivolgersi a lui solo per i vizi particolarmente evidenti (ad esempio, spedizione della multa oltre 90 giorni dalla data dell’infrazione). Il ricorso può essere spedito con raccomandata a.r. o con Pec sia al comando della polizia che ha elevato il verbale che al Prefetto stesso. Nel primo caso la risposta al ricorso deve essere inviata entro 180 giorni; nel secondo caso entro 220 giorni. La mancata risposta nei termini fa sì che il ricorso si consideri accolto e la multa annullata. Se invece il ricorso viene rigettato, il Prefetto ordina all’automobilista di pagare la multa in misura piena (circa il doppio di quanto gli era stato inizialmente intimato). Contro l’ordinanza si può fare ricorso al giudice di pace entro 30 giorni;
  • con ricorso al giudice di pace entro 30 giorni. Qui il giudizio richiede il pagamento del contributo unificato. Puoi farti rappresentare da un avvocato o anche difenderti personalmente (anche se ciò richiede la conoscenza delle norme di procedura civile, non sempre facili da comprendere). Il magistrato è imparziale e, rispetto al Prefetto, non ci sono termini massimi entro cui deve uscire la sentenza (che potrebbe essere emessa anche dopo numerosi anni). Il giudice conferma o annulla la multa, ma non può aumentare il valore. Contro la decisione si può ricorrere in appello e in Cassazione.

note

[1] Cass. ord. n. 24796/18 del 22.10.2018.

[2] C. Cost. sent. n. 113/2015.

[3] Cass. sent. n. 26633/2018.


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